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Terni, guerriglia tra Asm e Comune sulla raccolta differenziata: dossier sul tavolo del sindaco

Politica

Terni, guerriglia tra Asm e Comune sulla raccolta differenziata: dossier sul tavolo del sindaco

Andrea Giuli
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TERNI – Mala tempora currunt. Una specie di dossier è planato di recente sulla scrivania di Di Girolamo, con un titolo del genere: “Rivedere radicalmente e presto il progetto di raccolta differenziata porta a porta dell’Asm“. Ormai, se non è proprio guerra, certo è guerriglia tra Comune di Terni e il ‘gioiello di famiglia’, l’Asm, come noto totalmente controllata da palazzo Spada. Guerriglia dichiarata, almeno dopo le pubbliche e ufficiali dichiarazioni dell’assessore comunale all’Ambiente, Giacchetti e del capogruppo PD, Cavicchioli. Autentiche bastonate sull’azienda di Maratta.

Il motivo principale del contendere, appunto, si chiama raccolta differenziata porta a porta che, per una serie di motivi, pare proprio non decollare. Anzi, al momento, presenta tutti i contorni di un vero e proprio fiasco. La faccenda, nel corso delle ultime riunioni di Giunta, è finita pesantemente sul tavolo. E, più precisamente, sul tavolo del sindaco (ormai gravato di dossier e missive piuttosto roventi). I mittenti sono proprio alcuni membri di Giunta che, soprattutto a fronte dell’attuale insuccesso della raccolta differenziata, non hanno affatto gradito certe sortite estive dei vertici Asm: dalla famigerata ingiunzione di pagamento per oltre 5 milioni alle dichiarazioni del presidente aziendale, particolarmente mirate all’amministrazione comunale. In poche parole, alcuni assessori (le malelingue parlano di Giacchetti e Bucari) avrebbero ripetutamente detto (e, secondo voci di palazzo, anche scritto) al primo cittadino che ormai la situazione dei rifiuti in città non regge più; che il piano elaborato dall’Asm e’ lacunoso e ritardatario e che bisogna rimetterci le mani al più presto, senza aumentare i costi per i cittadini. I rilievi degli assessori conterrebbero anche alcune idee o suggerimenti per correre ai ripari, come quello di dedicare più personale alla sostituzione dei cassonetti su strada con i mastelli ai cittadini. Ma non solo. La questione, giura uno di questi assessori un tantino insofferenti, non è politica, ma oggettiva. Sarà. Ma al presidente dell’Asm, Ottone (il cui mandato non rinnovabile scade a maggio prossimo), le orecchie fischieranno. Almeno un po’.

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E che la vicenda sia ormai a livelli di guardia è testimoniato anche da questa foto (a sinistra), l’ennesima, che ha scattato stamane il Comitato ‘No inceneritori’, con questo commento: “Questa foto è di stamattina in via Lungonera. Qui qualcuno sta scherzando col fuoco. Prima di dare colpa all’inciviltá o ai lavoratori c’è da chiedersi quali siano le responsabilità apicali di Asm. Loro hanno fatto un progetto mirabolante, vinto senza concorrenti a febbraio 2014. Da allora, tempo per organizzare il servizio ce n’è stato. Dobbiamo cominciare a pensare ad un sabotaggio? Tanto indifferenziato fa comodo solo a discariche e inceneritori”.

Secondo il capogruppo di FI in Comune, Ferranti “alla luce di una raccolta differenziata che continua a stentare e a mal funzionare e alla luce di recenti dichiarazioni della giunta che di fatto ne attribuiscono le responsabilità all’Asm; tenendo anche conto che è vigente un atto d’indirizzo dello scorso luglio che dava chiare indicazioni politiche da attuare, a cominciare dall’interlocuzione di Asm e Comune con i singoli condomini e dalla tolleranza per questi primi mesi verso i cittadini e le imprese, evitando sanzioni. Essendo trascorsi 2 dei 3 mesi prestabiliti come sperimentali nell’atto di indirizzo e permanendo evidenti criticità in molte zone e quartieri, annuncio che chiederò in terza commissione che la stessa svolga in tempi brevi un’audizione con i vertici di Asm e con l’assessore competente, affinché l’organismo cinsiliare sia messo al corrente dello stato delle cose, di queste dichiarazioni della giunta e delle posizioni a riguardo di Asm”.

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