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Terni, Grimani: “Nel Pd bisognava guardarsi le spalle, sosterrò Bianconi”

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Terni, Grimani: “Nel Pd bisognava guardarsi le spalle, sosterrò Bianconi”

Redazione politica
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Leonardo Grimani

TERNI – “Il Pd? Un partito dove devi guardarti da chi ti siede a fianco”. Garbato, come sempre, come è nelle sue corde. Il senatore Leonardo Grimani non alza mai la voce e smorza i toni, rifuggendo la polemica (“non voglio aprirne”). Ma non per questo è meno netto  contro quello che oggi è il suo ex partito. Passato ad Italia Viva, l’ex sindaco di San Gemini ha spiegato in conferenza stampa le sue ragioni.

Che sono chiare e forti: “Sono stato attaccato su tutti i fronti – dice – nell’ultimo anno da segretario dell’Unione Comunale del Pd ho avuto mezzo partito contro, che cercava di smontare ogni cosa e perfino la mia elezione è stata additata come un fatto personale e di fortuna, si è scatenata una corsa a non riconoscere il mio ruolo, a considerarla come un evento casuale e fortunoso, non come occasione di rappresentanza per il territorio”.

“Sarei potuto uscire creando polemiche ed ostacoli – prosegue – ed invece ho firmato la candidatura del presidente uscente delle Regione, senza battere ciglio, nominando un comitato che gestisca questa fase della mia uscita.Questa è la differenza fra me e loro”. E precisa: “Perchè ho scelto di seguire Renzi? Perchè l’Italia ha bisogno di altro rispetto alle risposte che il Pd può dare al Paese. Abbiamo dato l’ok a questo Governo perchè c’è l’urgenza di arginare la deriva sovranista, ma questo non è un progetto contro ma anche ‘a favore’, che si affaccia a quel pezzo di Italia che non vuole rassegnarsi alla destra sovranista nè ad un alleanza M5S-Pd che deve essere solo emergenziale”.

GUARDA LA CONFERENZA STAMPA DEL SENATORE LEONARDO GRIMANI

Welfare novecentesco. Delle politiche del Pd dice: “Sono risposte che guardano indietro, non avanti. Vedo un grande ritorno del pubblico,  l’idea che questo debba accompagnare per forza la globalizzazione, quando invece questa va sfruttata. Come se la gestione pubblica fosse stata in questi anni il fiore all’occhiello dell’Italia. Poii c’è il un po’di welfare novecentesco, un poì di redistribuzione e tutela. Una strategia della rassegnazione, mentre invece vanno abbassate le tasse e bisogna fare investimenti veri per la crescita”.

Regione. “Alle regionali sosterrò Bianconi – dice – perchè la mia casa è e resta quella del centrosinistra: ho chiesto a lui una interlocuzione non per avere poltrone ma perchè voglio sostenerlo. Se avessi cercato poltrone, per me o per altri, sarebbe stato più facile per me restare nel Pd”. E non manca una stoccata alla decisione di Verini di multare chi cambierà casacca dopo le elezioni: “Oltrechè incostituzionale e contro lo statuto della regione è un atto di sfiducia verso chi candidano. Come a dire: tanto già so che te ne andrai, almeno mi lasci i soldi”.

 

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