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Terni, gli rinviano l’intervento, cardiopatico muore a casa: i figli querelano l’ospedale

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Terni, gli rinviano l’intervento, cardiopatico muore a casa: i figli querelano l’ospedale

Redazione
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L'ospedale di Terni

TERNI – Una brutta vicenda, che avrà uno strascico penale. Mario Luongo, 82 anni, è morto lo scorso 21 novembre a casa  per certificata ‘cardiopatia-arresto cardiaco’.  L’uomo era stato ricoverato presso l’ospedale di Terni in cardiologia per diverse volte: dal 31 marzo al 7 aprile (in intensiva), dal 13 al 18 agosto e dal 29 ottobre al 3 novembre. Dunque ricoveri in tempo di Covid. Succede che all’uomo viene diagnosticata la necessità di un intervento chirurgico ma questo non avviene perchè alla data programmata non c’è l’anestesista. Così viene mandato a casa e col tempo muore. La famiglia ha deciso di sporgere querela attraverso l’associazione Codici, rappresentata dall’avvocato Massimo Longarini.

La vicenda. E’ lo stesso legale a raccontare la vicenda: ” In occasione del secondo ricovero del 13 agosto per scompenso cardiaco riacutizzato è stato dimesso con l’impegno scritto dei sanitari a ricontattarlo ‘dalla uo di emodinamica per essere sottoposto ad intervento di Mitraclip’. Sicché, in data 29 ottobre, l’azienda ospedaliera ha proceduto al terzo ricovero del paziente ‘programmato con prenotazione’ dallo stesso istituto di Cura con la seguente diagnosi di ammissione: ‘Altre e non specificate malattie della valvola mitrale’. In particolare, all’atto del ricovero il dottor B.A. ha riferito di un’insufficienza mitralica severa’ con un intervento di mitraclip programmato per il 30 ottobre. Dopo quattro giorni di ricovero, tuttavia, il signor Mario è stato dimesso senza che fosse praticato allo stesso alcun intervento chirurgico (per quanto ritenuto talmente necessario da preconizzare, all’atto delle dimissioni, la necessità di un’ulteriore prenotazione all’uopo). Nella cartella clinica si legge, quale motivazione del mancato intervento, una frase dal contenuto tanto grave quanto enigmatico: ‘La procedura programmata di valvuplastica mitralica con sistema di Mitraclip veniva rinviata causa la mancata disponibilità dell’anestesista in considerazione dell’emergenza Covid’. Il paziente ha vissuto a casa gli ultimi giorni della propria esistenza in condizioni di grande sofferenza”.

Le domande. Longarini si chiede “come sia stato possibile dimettere un paziente, cardiopatico, che per prescrizione degli stessi sanitari dell’azienda ospedaliera avrebbe dovuto essere operato per la propria patologia (allo stato la causa , in assoluto, più frequente di decessi in Italia e nel mondo), adducendo quale motivazione l’assenza di un’anestesista determinata dalla pandemia in atto. Il Coronavirus, ad un anno dal suo avvento ed a sei mesi dall’attenuazione della I° fase della pandemia, non può aver rappresentato una ragione sufficiente per giustificare una carenza organizzativa talmente grave da annullare un intervento operatorio, urgente, programmato da settimane. Intervento operatorio funzionale alla salvaguardia della vita di un individuo che, qualche giorno più tardi, è venuto a mancare proprio per la patologia che si intendeva curare e\o alleviare”.

La querela. Da qui l’annuncio dei figli di voler procedere attraverso l’associazione Codici. Longarini precisa: “La querela è stata presenta perché  dinanzi alla dichiarata assenza di anestesisti, la cui veridicità dovrà essere accertata al pari della opportunità di sottrarli ad un intervento finalizzato a preservare un individuo da morte certa, si dovrà accertare se la Regione Umbria od il commissario Arcuri hanno adottato tutte le misure necessarie per il previsto potenziamento del sistema sanitario umbro”.

L’ospedale risponde. L’azienda ospedaliera ha risposto con uno stringato comunicato: “In merito al comunicato diffuso dall’Associazione Codici, è nell’interesse della comunità ospedaliera, così come di quella cittadina, chiarire quanto accaduto e, vista la querela presentata, verrà fatto nelle sedi predisposte”.

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