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Terni, gestione del Caos, Pasculli (M5S): “Flop incassi e contenziosi per le spese”

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Terni, gestione del Caos, Pasculli (M5S): “Flop incassi e contenziosi per le spese”

Emanuele Lombardini
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Il Caos di Terni

TERNI – Il Caos nel caos. La vicenda del sistema museale ternano arriva sugli scranni del Consiglio. O meglio sarebbe dovuta arrivarci, perché in realtà la relazione della IV Commissione Consiliare, quella di controllo e garanzia, votata durante il consiglio comunale di lunedì scorso 22 Novembre, non è stata discussa nella famosa seduta in cui la maggioranza rimase sola in aula dopo l’abbandono della stessa da parte delle opposizioni. Così il presidente, Federico Pasculli (Movimento Cinquestelle) ha reso noto il contenuto,  che mette i luce debiti di vario genere.

Non solo. Con l’occasione, il consigliere pentastellato presenta i dati – miseri – degli incassi degli ultimi tre mesi del Caos: 27 paganti a luglio, nessuno ad agosto, 5 a settembre, 46 ad ottobre: “Fa risultati soltanto il bar”, commenta.

Valentina Pococacio e Federico Pasculli, girata Angelica Trenta

Valentina Pococacio e Federico Pasculli del Movimento Cinquestelle

Tari inevasa. Ma i nodi al pettine relativi alla gestione (che è a cura della Società Civita, capogruppo della Ati, la quale ha vinto un appalto quinquennale per complessivi 3 milioni di euro) sono tanti. Prima fra tutte la Tari inevasa. Una lettera del 2015, fa emergere un debito di oltre 80000 euro e la sospensione di un fermo amministrativo a carico di Civita per un importo di 48.024,27 euro riguardante una parte del totale dovuto, che quindi ha consentito da abbassare la quota. Andrea Zaccone, dirigente al personale del Comune di Terni ha spiegato in audizione che “ Nel momento della stipula del primo contratto era previsto che i musei non pagassero la tassa rifiuti, ma era sancito che qualsiasi nuova tassa sarebbe stata a carico del gestore degli impianti. Con il cambio della normativa veniva invece imposta la tassa rifiuti anche agli spazi museali e culturali, sempre a carico del gestore. Successivamente poi, attraverso la stipula di un nuovo contratto (nel 2014 ndr) con la società il Comune  ha inteso intestare a se stessa gli spazi museali e culturali e quindi il pagamento della Tari, a carico dell’ente, tranne quelli degli spazi commerciali”.

Secondo Zaccone, il debito con Asm, riferito al primo contratto, deve essere saldato da Civita, mentre il Comune dovrà pagare quella relativa agli spazi commerciali. Relativamente al fermo amministrativo da parte dell’Asm nei confronti di Civita, Zaccone ha confermato che la tassa deve essere pagata: “la revoca  – spiega – è un provvedimento amministrativo per non bloccare le attività del gestore e non peggiorare la situazione economica già complessa”. Il fermo era stato sospeso per 6 mesi e l’Asm ha cominciato con la riscossione coattiva del dovuto.

Contenziosi su fatture, rimborsi e altro. E’ stato chiesto conto dei lavori effettuati ai giardini del Caos – oggetto di un contenzioso fra Comune e Civita per il pagamento di fatture –, la revisione dell’impianto d’allarme e in altri spazi, per manutenzione straordinaria. Anche sulla specificità non c’è chiarezza e Zaccone ha chiamato in causa la direzione lavori pubblici.

Il Teatro Secci

Il Teatro Secci

Resta aperta la questione dei rimborsi, non solo per questi lavori, ma anche in quelli effettuati all’Anfiteatro Romano: complessivamente oltre 30000 euro, che Civita chiede al Comune, con  quest’ultimo che in alcuni casi (Anfiteatro Romano) si appella al fatto di non aver autorizzato gli interventi. Sempre la Commissione ha ascoltato il dirigente Gianluca Paterni sul contenzioso per alcune fatture con Lucioli, gestore del Teatro Verdi, chiuso per manutenzione ormai da tempo.

Poi c’è la vicenda, surreale, della canna fumaria del bar, che necessita di una messa a norma: “Sarà sostituita utilizzando fondi regionali – spiega Pasculli – ma c’è un contenzioso con il condominio che blocca tutto”. E’ quest’ultimo infatti, a dover dare l’ok ai lavori in un’assemblea con tutti i condomini. C’è poi un altro contenzioso con Civita, riguardante 49000 euro da pagare al Sii per la rottura di una tubatura e conseguente bolletta spropositata: nonostante lo “storno” di una parte del debito da parte del Sii, che ha riconosciuto il guasto tecnico, Civita sostiene di aver pagato più del dovuto per acqua e gas.

Altre situazioni. Nelle 12 pagine del documento si parla anche di sicurezza della struttura e delle modalità di utilizzo, non messe nero su bianco in un regolamento comunale (“perché chiaramente è il gestore che ha i rapporti con i soggetti terzi siano questi privati cittadini o associazioni per l’uso”, aveva spiegato il dirigente Paterni), col comune che si è riservato 150 giornate per il Teatro Secci, ospitato all’interno del Caos e sulla copertura assicurativa.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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