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Terni, Germano apre “Popoli e religioni” dedicato alla “Babele” dei nostri giorni

Presentato il programma della rassegna cinematografica organizzata dall'Istess. Anteprima con "Il sogno di Francesco", proiettato per la prima volta in Italia

TERNI – Una anteprima di eccezione, con un attore di fama internazionale come Elio Germano, già vincitore per la migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes e di tre David Di Donatello. Il suo film “Il sogno di Francesco” aprirà domenica 2 ottobre il Festival “Popoli e religioni”, la rassegna cinematografica organizzata dall’ Istess (Istituto di studi teologici e storico sociali di Terni), diretto da Stefania Parisi, con il sostegno della fondazione Carit e la Regione Umbria, la collaborazione del Ministero per l’Università e la Ricerca dell’Ufficio scolastico regionale e dell’associazione “Mirabil Eco”, il patrocinio del Comune di Terni, del Pontificio consiglio della cultura e della Chiesa Valdese. Direzione artistica affidata al giornalista Arnaldo Casali. A Germano andrà anche il premio alla carriera che in passato è stato assegnato a Krysztof Zanussi, Franco Battiato, Alessandro D’Alatri, Giuliano Montaldo, Liliana Cavani, Pupi Avati, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa, Eugenio Barba, Dario Edoardo Viganò, Amos Gitai e Ascanio Celestini. “Il sogno di Francesco” arriva a Terni in anteprima nazionale: “Servirà – ha spiegato Casali – a presentare i temi che saranno poi affrontati nelle diverse serata della programmazione. Riteniamo sia un importante appuntamento in vista della nuova edizione del festival, anche perché verrà trasmesso direttamente ad Assisi”.

L’edizione 2016 della rassegna cinematografica multiculturale, che quest’anno avrà per tema “Babele” ed è in programma dal 12 al 20 novembre prossimi è stata presentata oggi presso il salone della Curia dallo stesso Casali insieme al vescovo di Terni monsignor Giuseppe Piemontese, alla direttrice dell’Istess Stefani Parisi, e al  vicepresidente della giunta regionale Fabio Paparelli. Il tema di Babele sarà affrontato proprio partendo dall’episodio narrato nel libro della Genesi: “Il titolo – ha spiegato la Parisi – dalla riflessione sulle caratteristiche dominanti del nostro ‘oggi’, caratteristiche che coinvolgono tutti, da oriente a occidente, credenti delle diverse fedi e non credenti. Babele, anzitutto, evoca il imito biblico secondo cui l’umanità, quando ancora parlava una sola lingua, si accordò per costruire una città e una torre la cui cima toccasse il cielo e, così sicura, potesse l’umanità non essere dispersa sulla terra. Ma Dio sconvolse quel progetto che nasceva dalla superbia degli uomini che ritenevano di costruirsi una felicità senza la relazione con il Dio creatore e senza riconoscere il proprio limite creaturale. L’umanità, cioè, secondo il mito biblico, presunse di sé e quell’eccesso fu il peccato. Il peccato è sempre un eccesso, un porsi fuori e oltre la propria verità esistenziale, un presumere di sé”.

Il vescovo monsignor Piemontese ha sottolineato come “Babele è un titolo adatto alla società attuale, nella quale ciascuno sembra parlare una lingua diversa. Ciò porta ad incomprensioni tra popoli di diversa provenienza ma che possono invece coesistere. Per questo il festival vuole mettere in evidenza questo messaggio, quello della misericordia e della ricerca della comprensione al di là delle differenze di lingua e provenienza. Inoltre, i nostri tempi sono sempre più caratterizzati anche da confusione a tutti i livelli e da eccessi tecnologici che si configurano come sfide estreme alla pace e alla vita. La scienza, con i poteri conferiti oggi alle applicazioni tecniche, informatiche, biologiche, chimiche, militari, spaziali, pone interrogativi etici fondamentali, non solo per il senso del vivere, ma anche per la convivenza pacifica e la stessa sopravvivenza del pianeta”. Non a caso, probabilmente, l’anteprima di quest’anno si colloca all’interno del Giubileo della Misericordia, anzi precisamente nell’ultima settimana dell’Anno Giubilare che si chiuderà proprio il 20 novembre.

“Prosegue – ha invece sottolineato Paparelli – l’impegno della Regione Umbria per rilanciare il tema del cinema. Il  festival rientra nell’ambito delle iniziative promosse dalla Regione e dalla Conferenza episcopale umbra per il Giubileo. Continuiamo a sostenere questo festival, nato per fare del cinema e dell’arte un veicolo di dialogo tra culture e religioni, integrazione delle comunità degli immigrati, promozione turistica del territorio e valorizzazione del polo cinematografico”.

Altri appuntamenti. Fra gli altri appuntamenti del Festival quello con la francescanistsa Chiara Frugoni, una degustazione di mostaccioli che erano i dolci preferiti da Francesco d’Assisi, un approfondimento sulla melodia ritrovata del “Cantico delle Creature” e una lettura dello stesso eseguita da Giorgio Albertazzi alla Cascata delle Marmore.

Ancora, sono previsti un focus dedicato alla Romania,  una serata incentrata sulla lingua dei segni, la proiezione del classico cinema del muto “Nosferatu” con colonna sonora appositamente composta per l’occasione ed eseguita dal vivo, incontri dedicati al rapporto tra islam e terrorismo e numerose anteprime, oltre alla proiezione di “The player”, il film sulle bellezze dell’Umbria diretto dal ternano Daniele Poli. L’apertura ufficiale sarà affidata al fil “Babel” di Alejandro Gonzalez Inarritu (al Cityplex) con la presenza del Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale Umbra e alla presentazione di “In arte Nino”, il film sulla vita di Nino Manfredi girato anche a Terni, del quale sempre Germano è protagonista.

Da quest’anno la rassegna rientra in un nuovo progetto denominato “Rete dei festival del Cinema dell’Umbria”, che unisce “Popoli e religioni” al “Perugia social film festival”, al “Festival del cinema di Spello”, a “Le vie del cinema” di Narni e  “Umbria film festival” di Montone, con la collaborazione con il festival “Religion today” di Trento.

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