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Terni, genitori e associazioni disabili protestano sotto la Usl2: servizi monchi e dati allarmanti

Cronaca e Attualità

Terni, genitori e associazioni disabili protestano sotto la Usl2: servizi monchi e dati allarmanti

Andrea Giuli
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TERNI – Ci è voluta oltre un’ora di serrato confronto con Il direttore generale dell’Usl2, Imolo Fiaschini, che poi, ad incontro concluso, è rimasto nella sua stanza e sono uscite le varie rappresentanti delle associazioni e comitati che si occupano di disabilità e che hanno figli diversamente abili. Associazioni che stamani hanno inscenato una protesta sotto la sede di via Bramante per poi salire al quarto piano per conferire proprio con Fiaschini.image

Il risultato del confronto? A quanto pare, qualcosa. Non molto, a detta dei rappresentanti delle associazioni che si dichiarano di fatto poco o nulla soddisfatti. Il direttore generale si è impegnato a risolvere gli urgenti problemi legati al funzionamento di Neuropsichiatria infantile, nominando il primario (vacante) e individuando le addette alla logopedia entro un paio di mesi. Per il resto delle richieste delle associazioni, Fiaschini si sarebbe limitato ad un monitoraggio della situazione e a generici tentativi, ben evidenziando la complicazione – soprattutto finanziaria – della questione.imageimage

I problemi posti dalle associazioni (Comitato spontaneo genitori bambini con disabilità, Afad, Aladino, Angsa, Avi, Carta Autismo, Un volo per Anna, Fish) partono da dati allarmanti: ben oltre 1.000 minori con disabilità a Terni e provincia, di cui circa 300 con patologie gravi e oltre 50 autistici. Con un trend in aumento. E partono, come si legge in un volantino, dal fatto che “la presa in carico globale dei nostri figli e degli adulti con disabilità, per quanto ormai da tutti riconosciuta come essenziale e prevista in diversi atti, non risulta attuata,mogli interventi sodio-sanitari carenti, non coordinati e discontinui”.

Ecco, dunque, i punti qualificanti della piattaforma rivendicativa delle associazioni: “L’immediata predisposizione di progetti individuali ai sensi della leggn328/2000, condivisa con le famiglie, a partire dal progetto terapeutico e riabilitativo personalizzato. I servizi e le cure devono essere stabili; la costituzione dell’Unita operativa per adulti con disabilità per assicurare la presa in carico globale delle persone, ora seguite in modo sporadico; è assolutamente necessaria la nomina di un primario per Neuropsichiatria infantile che venga messo in condizione  di assicurare continuità della presa in carico di tutti i progetti personali, garantendo l’appropriatezza degli interventi in base alle specifiche caratteristiche di ogni bimbo o ragazzo e la riorganizzazione dell’Unita operativa con l’inserimento di nuove figure professionali. Inoltre, deve essere garantito il passaggio verso strutture adeguate al compimento dei 18 anni”. Ma la battaglia delle associazioni continua. E si sono già date appuntamento per andare a manifestare sotto la Regione, a Perugia.

 

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Andrea Giuli
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