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Terni, gaffe del sindaco sui dipendenti comunali: Cgil dura, M5S “schifati”

Terni Politica

Terni, gaffe del sindaco sui dipendenti comunali: Cgil dura, M5S “schifati”

Andrea Giuli
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Palazzo Spada, sede del Comune

TERNI – Una voce dal sen fuggita. Dal sennò del sindaco di Terni, per la precisione. O fatta fuggire, magari per una “svista”, un errore. Chi può dirlo. Forse una gaffe. Per qualche maligno, invece, una sortita scritta e meditata per cercare un incidente.

Je accuse agli uffici comunali Sia come sia, il passaggio contenuto nel documento politico presentato nelle ore scorse da Di Girolamo alla sua maggioranza consiliare riunita nel “conclave” di via Mazzini – quello dove si scarica di fatto non poca parte di responsabilità del predissesto comunale sui dipendenti, in particolare sugli uffici tecnici – non poteva restare indolore e passare inosservata.

Reazioni feroci Il tempo minimo per “realizzare” la faccenda e, ovviamente, i sindacati di categoria hanno furiosamente reagito. Ma anche qualche forza politica di opposizione.

Cgil-Fp durissima Ecco la nota durissima della Cgil-Fp di Terni: “E’ del tutto evidente che ormai da tempo si naviga a vista e che le enormi falle aperte nello scafo porteranno inevitabilmente al naufragio, questo però non può assolutamente giustificare un comandante che ha perso irrimediabilmente la bussola. Nella situazione di sfascio totale in cui versa questa amministrazione, tentare di scaricare le responsabilità sulla struttura “tecnico amministrativa” è un atto di assoluta viltà politica. Come si può solo immaginare, in una città in cui è sotto gli occhi di tutti lo stato di degrado e abbandono di alcune strutture, del decoro urbano, della viabilità, del tessuto sociale ed economico, di addossare la responsabilità alla struttura tecnico amministrativa che non è una entità astratta, ma formata da dipendenti, uomini e donne che da tempo, anche a causa di un prolungato blocco del turnover e di pensionamenti, continua a ripartire i propri carichi di lavoro? Come si può pensare che l’impossibilità di riparare uno scaldabagno in una scuola materna, o sostituire una semplice maniglia in una scuola dell’infanzia per mancanza di fondi possa essere responsabilità di chi gestisce una pratica? Cosa dire invece di gare di appalto effettuate al massimo ribasso,p che stanno determinando una situazione igienico sanitaria da terzo mondo in alcune strutture comunali ed un impoverimento del personale che opera nelle pulizie? E cosa dire del taglio del verde pubblico, affidato in parte ad una Agenzia regionale, perché da quando gli elicotteri hanno sorvolato palazzo Spada non si riesce ad preparare un bando di gara per affidare i lavori a quel personale che per anni lo ha garantito e che è destinatario di tutele in quanto disagiato? Vogliamo parlare anche dei vari cambiamenti organizzativi e delle macrostrutture modificate continuamente e che non hanno mai funzionato? Difficile pensare che amministrazioni che hanno avuto una straordinaria continuità politica nel governo della città non abbiano grandi responsabilità sulle condizioni economiche in cui versa l’Ente. Certo, i tagli ai trasferimenti ci sono stati. Certo, le nuove norme di contabilità pubblica hanno inciso. Ma quando le condizioni economiche lo consentivano, perché non si è pensato al futuro? E’ ormai abitudine di questa amministrazione scaricare le responsabilità su altri soggetti. La vicenda del ricorso al Tar che la Cgil ha avanzato sulle Farmacie comunali è storia nota. E poi si arriva al Piano di riequilibrio finanziario, al fondo di rotazione, etc.. Chissà se invece, visto la stato dell’arte e soprattutto la confusione politica in cui versa l’amministrazione, non sia il caso di interrompere questo accanimento terapeutico?”. img_6026

Schifato” il M5S Non è da meno l’intero gruppo del M5S in consiglio comunale: “Le parti del “documento politico” del PD di Terni offrono un triste spettacolo che, se non fosse per la natura pubblica del soggetto estensore e per l’interesse generale coinvolto, forse meriterebbe un pietoso oblio. Purtroppo, dato che si tratta di un atto politico redatto presumibilmente con l’intento di compattare la maggioranza in vista uno snodo particolarmente complesso della vita cittadina, non possiamo tacere. Di fatto, al di là del continuo rimestamento dei progetti rispolverati alla bisogna, il nocciolo di tutto il discorso è: non è colpa nostra. Il PD, che governa quasi ininterrottamente dal dopoguerra, riesce a dare la colpa a tutto ed a tutti, fuorché a se stesso. In un delirio auto-assolutorio, la colpa dello stato inenarrabile in cui si trova la città è della regionalizzazione, delle rappresentanze (come se non fosse del PD ternano la responsabilità di battere i pugni sul tavolo presso il PD perugino), della cura Morselli in TK Ast, della caduta della gru a piazza Dalmazia, della voragine di piazza Buozzi, degli incendi in Valserra e pure dell’acqua maleodorante. Persino le indagini della magistratura sono presentate come “piaghe”. Fin qui, la situazione sembrerebbe grave, ma non seria. Ma il passaggio più ignominioso è quello in cui si addossano le colpe sui lavoratori del Comune, in quanto causa di una “rilevante inefficienza della struttura tecnico-amministrativa”, cui i solerti amministratori non hanno potuto porre riparo con le “riforme della macrostruttura”. Il PD di Terni butta a mare i lavoratori comunali per salvare se stesso. E’ un punto di non ritorno. Sfidiamo allora il PD a portare in consiglio comunale il riconoscimento dei debiti fuori bilancio: se sono spese fatte dalla struttura tecnico-amministrativa in modo inefficiente, votino il loro non riconoscimento, liberando la città dal fardello di doverli pagare. Altrimenti, li riconoscano e si addossino la responsabilità politica del buco di bilancio di fronte ai cittadini: ma non portare in votazione il riconoscimento dei debiti e poi pubblicare un documento politico in cui si addossa la colpa ai dipendenti è un atto vigliacco. Siamo schifati dalla meschinità con cui il PD tenta di autoassolversi, buttando la croce addosso agli altri”.

Cisl Fp Prende posizione anche la Cisl-Fp Umbria: “A questo punto verrebbe spontaneo chiedere all’amministrazione: il problema è la capacità e la professionalità dei dipendenti e dei dirigenti, oppure le scelte fatte dall’amministrazione comunale? Ed inoltre: Se così fosse, sono stati presi dei provvedimenti in merito? Non si può di certo fare di tutta l’erba un fascio. Vorremmo ricordare anche che ai dipendenti comunali non viene rinnovato il Ccnl da quasi 10 anni e, visto il perdurare del blocco del turn-over, sono costretti a carichi di lavoro sempre maggiori e non crediamo nel modo più assoluto che possano essere accusati di rilevanti inefficienze”.

Psi Si sbilancia anche il PSI di Terni, con Silvano Ricci e Rossano Pastura: “Non serve a nulla scaricare la responsabilità delle oggettive difficoltà in cui versa la città di Terni sui dipendenti. In un momento tanto delicato occorre equilibrio e il coraggio di assumersi le proprie responsabilità. Da troppo tempo tutta la macchina amministrativa è bloccata a causa di carenze di vario genere, ma certo la politica non può attribuire ad altri le proprie carenze. Ci sono atti fondamentali, come l’approvazione delle linee di indirizzo per la vendita delle farmacie che giacciono da mesi in consiglio comunale o i continui cambi di direzioni sulla ristrutturazione del Teatro Verdi, solo per fare due esempi, che non si possono certo attribuire alla struttura tecnica. Così come i ritardi per i restauri della fontana di Piazza Tacito o del parco Cardeto. Vista la situazione in cui siamo arrivati, creare ulteriori polemiche non serve, è opportuno. Se qualche funzionario ha delle responsabilità, ci sono gli organi di controllo interni che dovrebbero vigilare e su questi la Giunta applicare i controlli. Da tempo auspichiamo un cambio di passo da parte dell’amministrazione e della maggioranza che la guida. Occorre velocizzare i tempi decisionali. Le continue schermaglie all’interno del gruppo di maggioranza relativa non possono essere scaricate su altre componenti. Speriamo che il nuovo corso della segreteria del Pd riesca a ritrovare unità e porti a superare divisioni e incertezze sulle importanti decisioni che si dovranno assumere nei prossimi giorni. Lo stesso aggiornamento del piano di riequilibrio risulta l’ennesimo cambio di rotta. Noi siamo pronti a confrontarci su tutto in maniera seria e costruttiva, ma ci aspettiamo un segnale da parte delle altre forze della maggioranza“.

Uil-Fpl La Uil-FPL di Terni, con il segretario Gino Venturi, sembra un po’ steccare dal coro unanime delle mere critiche al sindaco, assumendo una tesi più articolata e originale:

“Finalmente il sindaco ha dato ragione ai lavoratori del Comune di Terni. Non c’è stata negli ultimi anni una sola assemblea sindacale che non abbia sottolineato come la macchina comunale non funzioni bene ed è spesso emerso tra i lavoratori un forte sentimento di frustrazione. I servizi sono stati comunque garantiti, talvolta anche in modo eccellente, solo grazie ai lavoratori che si sono prodigati per senso di dovere e rispetto verso i cittadini. Quello che manca invece è l’organizzazione, il personale, la formazione, il coinvolgimento, gli strumenti, gli incentivi, un sistema premiante efficace e non fonte di ingiustizie come quello attuale. E’ stata sbagliata la politica delle esternalizzazioni iniziata decenni fa di cui oggi si pagano le conseguenze, non sono stati riorganizzati i servizi, né attuati i piani di miglioramento, né contrastati efficacemente gli sprechi e le inefficienze. Non ci sono da decenni indirizzi politici chiari da attuare e abbiamo una dirigenza spesso inadeguata, talvolta arrogante, generalmente strapagata. Insomma sono tutte cose che la Ui-FPL ha sempre e pubblicamente denunciato. Anche nei Tribunali. Facendo pure studi, proposte e presentando alternative. Molto spesso da sola e contrastata. A fronte di ciò, da parte dell’amministrazione si è sempre sbandierata demagogicamente chissà quale rivoluzione organizzativa e meritocratica (sostenuta persino da alcune organizzazioni sindacali), ma che, come da noi previsto, si è dimostrata completamente fallimentare. Si è cercato anche di relegare il sindacato ad un ruolo marginale. Con l’eliminazione della quota di produttività a luglio (ora rimessa grazie alla Uil-Fpl) si è dato un gratuito schiaffo ai lavoratori. Finalmente, ora il sindaco, dando ragione ai lavoratori e al sindacato che li rappresenta, ammette che c’è una “rilevante inefficienza della nostra struttura tecnico-amministrativa”. Esattamente quello i lavoratori dicono sempre nelle assemblee. Non dunque dipendenti inadeguati o non diligenti, ma una “struttura”, quindi una organizzazione inefficiente. E la struttura non la definiscono certo i dipendenti o il sindacato, ma amministratori e dirigenti. E’ miope un sindacato che attaccasse il sindaco per questa ammissione di responsabilità, invece di farne tesoro, reclamando coerenza con conseguenti scelte e atti. Basta con la demagogia, con l’approssimazione, con il navigare a vista. I lavoratori vanno coinvolti, ascoltati, formati costantemente, motivati, premiati, valorizzati. Si capisca che non servono assessori che pensano ai modelli organizzativi, ma che invece esaminino uno per uno i diversi servizi, migliorandoli, che è necessario riconsiderare pragmaticamente la convenienza delle esternalizzazioni, che occorre una politica di assunzioni e “svecchiamento”, incentivazione. La prima cosa da fare per un sindaco che riconosce che c’è una rilevante inefficienza organizzativa e che vuole porre rimedio è fare di tutto per evitare il dissesto e l’utilizzo del fondo di rotazione. Sarebbe un grave errore per il sindacato abboccare ad inutili e strumentali schermaglie, tese solo a distogliere l’attenzione dal problema legato alla situazione finanziaria dell’Ente, con pesanti ricadute sui cittadini e sul personale”.

 

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Andrea Giuli
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