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Terni, fuga di primari in ospedale: Latini, Fiorini e De Vincenzi chiedono chiarezza

Cronaca e Attualità Extra

Terni, fuga di primari in ospedale: Latini, Fiorini e De Vincenzi chiedono chiarezza

Redazione
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L'ospedale di Terni

TERNI – Monta la polemica sugli addi in serie dei primari all’ospedale di Terni. Interviene il consigliere regionale del Gruppo Misto Sergio De Vincenzi, che risponde al direttore generale Dal Maso, il quale in una nota nei giorni scorsi parlava di ‘normale avvicendamento’ e di ‘ricambio generazionale’.

Crisi in arrivo. “Aiamo convinti che le diciture ‘turnover’ e ‘ricambio generazionale’ – dice De Vincenzi – non siano adeguate ma ammantino, piuttosto, una crisi manageriale devastante che sta creando ‘emorragie interne’ nella gestione del personale, soprattutto quello più qualificato. Dopo Carletti e Crescenzi, anche il caso del dottor Pardini, cardiochirurgo di fama nazionale, è apparso controverso. A pochi mesi dalla pensione lascia il suo incarico in pieno contrasto con il direttore generale Dal Maso, accusato di non prendere minimamente in considerazione la proposta di revisione delle prassi di intervento chirurgico sul territorio. Orecchie da mercante da parte del direttore generale che continua ad andare per la sua strada, senza ipotizzare modalità di condivisione e contrattazione con quanti hanno collaborato per rendere il ‘Santa Maria’ un multi centro di eccellenza. Ha preso la via di fuga anche la dottoressa Caputo – sottolinea – luminare ed ex responsabile della neuroradiologia interventistica. Un’altra grave perdita perché specialista, come pochi, nell’intervento delle emorragie cerebrali. Dopo che la Caputo dichiarò a Dal Maso le motivazioni del suo congedo, non è stato fatto nessuno sforzo per trattenerla. Ora opera a Teramo che la ha accolta come il ‘Cristiano Ronaldo della medicina’. Negli ultimi giorni si parla di un imminente commiato anche di qualche altro primario che, sembra, stia già chiudendo la valigia.Notiamo come alla base di questi addii vi sia una non volontà di conciliare le esigenze dei professionisti con quelle dell’azienda ospedaliera – conclude – creando una frattura di discordia sempre più evidente fra gli operatori sanitari e la dirigenza. A farne le spese, neanche a parlarne, sono i pazienti che non possono più contare su servizi efficienti e di qualità”.

Latini: subito ricambio. Dal canto suo il sindaco Leonardo Latini sollecita invece un rapido ricambio: “È doveroso riconoscere l’operato di chi lascia il servizio, esprimendogli profonda gratitudine a nome della città di Terni per l’impegno e la professionalità che hanno reso l’Azienda Ospedaliera Santa Maria uno degli ospedali di maggior richiamo dell’Italia centrale”. “E’ però altrettanto doveroso – continua il sindaco – auspicare un rapido ricambio, per evitare la dispersione di quel patrimonio di professionalità intorno al quale si è costruita l’eccellenza e l’attrattività del nostro nosocomio. Perché se possono essere considerati fisiologici i ritardi e le difficoltà nel caso di medici che lasciano improvvisamente e prima della scadenza naturale il loro incarico, come ad esempio è stato per la neurochirurgia, negli altri casi, invece, il rischio di pregiudicare quantomeno l’immagine se non anche la stessa funzionalità dell’Ospedale è molto forte”.
“Per questo ritengo doveroso intervenire per sottolineare che occorre scongiurare lo stallo per quelle strutture i cui responsabili hanno abbandonato, o abbandoneranno, l’incarico per ragioni anagrafiche, attraverso una programmazione oculata dei bandi di concorso che consentirebbe una rapida sostituzione dei primari”. “Questo, anche al fine di evitare la diffusione di notizie allarmistiche che confondono l’opinione pubblica e i cittadini comunque tuttora orientati a confermare la loro fiducia nell’Azienda Ospedaliera”.
“Dobbiamo al tempo stesso impegnarci per evitare un mutamento radicale della struttura nel suo complesso: la presenza dell’alta specializzazione a Terni è fondamentale perché serve da traino per innalzare il livello qualitativo di tutti i servizi ospedalieri, anche quelli non direttamente interessati, a tutto vantaggio dei pazienti. Sarà per questo nostro compito – conclude il sindaco Leonardo Latini – operare in sinergia, a tutti i livelli istituzionali, per creare le condizioni di una crescita ottimale dei servizi e dei professionisti in un contesto caratterizzato da maggiore complessità”.
“L’Azienda Ospedaliera di Terni, per essere al passo dei tempi, dovrà operare sempre di più nell’ottica degli approcci multidisciplinari e lavorare ad implementare modelli organizzativi che riescano ad esaltare i processi di continuità assistenziale con la rete dei servizi territoriali e delle altre strutture della rete ospedaliera regionale a partire da quelle più vicine”.

Accesso agli atti De Vincenzi, nella nota attacca anche l’assessore regionale alla Sanità BarberinI: “Nonostante una crisi gestionale di tale portata, viene sbandierato a mezzo stampa che il ‘Santa Maria’ ha aumentato il proprio volume finanziario registrando un aumento di fatturato del 3,1% nel 2017 con previsioni di crescita per il 2018. Per onestà di servizio nei confronti di tutti i cittadini umbri, ci riserviamo di chiedere urgentemente alla dirigenza generale un accesso agli atti di bilancio per verificare se, come affermato, il ‘Santa Maria’ goda di uno reale stato di salute. Ci piacerebbe sapere cosa pensa l’assessore regionale alla sanità Barberini in merito alla gestione complessiva dell’azienda ospedaliera di Terni e se crede sia opportuno intervenire oppure continuare a lasciare carta bianca all’attuale dirigenza”.

Fiorini: intervenga la Regione. La Regione Umbria intervenga immediatamente sulla questione relativa  alla recente uscita di primari e figure dirigenziali dall’azienda  ospedaliera Santa Maria di Terni”.Lo chiede il capogruppo Lega Umbria,  Emanuele Fiorini attraverso un atto rivolto alla Giunta e all’assessore  Barberini: “Basta con questo atteggiamento attendista, bisogna prendere  provvedimenti urgenti per assicurare il mantenimento degli standard  qualitativi dei servizi ed evitare la paralisi dell’apparato che
metterebbe a rischio le eccellenze finora espresse dal nosocomio ternano  – spiega Fiorini – Secondo le notizie in nostro possesso, infatti, sia  il Direttore Generale che il Direttore Sanitario dell’Azienda  Ospedaliera “S.Maria” di Terni sembrerebbero in quiescenza avendone  maturato i requisiti. Inoltre, il 31 dicembre 2018 scadranno gli  incarichi di “facente funzione” A questi si aggiungono gli addii, già avvenuti o  annunciati, per scelta o pensionamento, di primari e professionisti di  peso”.

Il capogruppo Fiorini dice di “prendere atto” delle parole del  Direttore Generale Dal Maso il quale ha rassicurato l’utenza del fatto  che la partenza di questi noti professionisti “non apre scenari  catastrofici”. Ma il leghista vuole andare a fondo della questione e  chiede alla Regione “di attivarsi affinché la Direzione aziendale renda  conto dei tempi impiegati per la sostituzione dei primari”. Perplessità  riguardo la necessità di espletare un nuovo concorso per la copertura  del posto di primario di urologia, “visto che all’interno dell’Azienda  ci sono già due strutture” Richiesto anche l’avvio di una indagine presso la Direzione generale  riguardo “la motivazione dello stallo che riguarda le discipline i cui  responsabili hanno abbandonato l’incarico per ragioni anagrafiche. Una  direzione oculata – commenta Fiorini – avrebbe dovuto gestire il  ricambio con maggiore efficienza, bandendo i concorsi per le apicalità in scadenza prima ancora dell’uscita del responsabile di turno, dal  momento che il reclutamento delle figure apicali avviene per concorso pubblico e che per l’espletamento di tali procedure necessitano dei  tempi stabiliti per legge”.

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