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Terni, FI fa l’elenco delle magagne dell’amministrazione comunale: “Il sindaco si dimetta”

Politica

Terni, FI fa l’elenco delle magagne dell’amministrazione comunale: “Il sindaco si dimetta”

Andrea Giuli
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TERNI – Dimissioni, dimissioni! Elezioni, elezioni! È quanto chiedono senza troppi giri di parole i vertici ternani e provinciali di Forza Italia in una conferenza stampa tenuta stamattina, alla presenza del capogruppo regionale Nevi, dal capogruppo comunale Ferranti, del coordinatore provinciale Bruschini, del coordinatore di FI-Giovani ternano, Marcelli e dell’intellettuale liberale del gruppo, Proietti Scorsoni.

In tutti gli interventi, i dirigenti forzisti hanno parlato, a vario titolo, di “un sindaco inadatto”, di una “città allo sbando e mal governata” e di una Giunta “divisa e inadeguata”. Ergo, la necessità di dimissioni del primo cittadino è il conseguente ritorno purificatore al voto. Effettivamente, la lista delle magagne  e dei “fallimenti” dell’attuale amministrazione, così come squadernata dagli esponenti azzurri, fa impressione. E, del resto, le cronache quotidiane ne offrono un panorama costante e dettagliato. L’attacco di FI è frontale: dal pasticcio di Giunta che ha portato alla provocatoria chiusura del Briccialdi al teatro Verdi tuttora serrato; dalla gestione esternalizzata delle politiche culturali-museali alle continue problematiche ambientali; dall’aria condizionata  inservibile alla Bct ai tubi del gas urbani rotti, tanto cari a Ferranti; dal sostanziale, possibile pre-dissesto finanziario del Comune ai conti che non tornano con le aziende partecipate, a cominciare dalla vicenda dell’ex Cmm; dalla nuova gestione dei rifiuti, con la raccolta differenziata porta a porta e le proteste montanti di molti cittadini ai debiti ancora non onorati dal Comune verso diverse aziende fornitrici; dai problematici rapporti tra palazzo Spada e la Fondazione Carit alle incertezze sul ritorno di Umbria Jazz a Terni.

Insomma, una lista delle disgrazie da far impallidire e che ha portato stamane i dirigenti azzurri a parlare chiaramente di “guerra per bande e correnti dentro il Pd”, di “città devastata” e di “sistema dove tutto crolla”. E via disastrando.

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Andrea Giuli
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