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Terni Festival, un’edizione sotto il segno della condivisione

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Terni Festival, un’edizione sotto il segno della condivisione

Francesca Cecchini
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TERNI – “Esigenza  di rileggere e ridisegnare i rapporti di prossimità, il senso del bene comune, del noi, e dell’abitare insieme uno spazio che diventi pubblico e del pubblico” sotto Come Close si apre quest’anno il Terni Festival, in scena a Terni dal 20 al 24 settembre, con una due giorni di anteprima il venerdì 15 e sabato 16.

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L’edizione 2017 è stata presentata stamani (14 settembre) al teatro Morlacchi di Perugia alla presenza di Linda Di Pietro (direttore artistico del festival), Tiziana De Angelis (assessore alla Cultura del Comune di Terni), Nino Marino (Teatro Stabile dell’Umbria) e i quattro artisti Michele Di Stefano, Leonardo Delogu, Veridiana Zurida e Friso Wiersum che lo scorso anno usufruirono di un periodo di residenza e ricerca al TF e che condivideranno con il pubblico percorsi artistici di “visione e partecipazione”.

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Ad aprire la conferenza è stato il padrone di casa Nino Marino che, dopo aver illustrato ai presenti la storia della kermesse, si è detto sempre pronto, in rappresentanza dello stabile, ad accogliere un festival tanto giovane e contemporaneo che sostiene fortemente lo spettacolo dal vivo e che, nel corso degli anni, ha subito una notevole evoluzione, tanto quanto le performances che si sono susseguite nelle varie edizioni e che ora dal palco umbro viaggiano in spazi internazionali.

Linda Di Pietro ha sottolineato la capacità (e l’intento) del Terni Festival di riuscire a coniugare tradizione e innovazione. Ben venga la prima, sempre, ma che sia in continuo dialogo con la seconda, perché si riesca a vedere realmente Terni per ciò che è: una città dall’aspetto contemporaneo. A seguire il suo intervento.

Michele Di Stefano, Leonardo Delogu, Veridiana Zurida e Friso Wiersum hanno brevemente presentato i progetti che condivideranno a Terni. L’urgenza è quella di assottigliare le barriere sociali, creando – intento principale del festival in generale – una sinergia partecipativa di tutte quelle piccole e grandi realtà che altro non sono che i “tasselli” del mosaico-comunità.

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Un mosaico che rispecchierà, dunque, una creazione collettiva, un incontro, non più un mero insieme di individui.

L’assessore De Angelis si è detta felice di vedere “tanta bellezza e tanta grazia” e un insieme di realtà attente ed in continua evoluzione da cui lo scenario politico dovrebbe esempio: “Gli ambienti vanno vissuti insieme”.

L’anteprima – Le giornate di venerdì 15 e sabato 16 saranno dedicate alla trilogia di Liv Ferracchiati (Peter Pan guarda sotto le gonne, Stabat Mater, Un eschimese in Amazzonia vincitore del Premio Scenario 2017), regista umbra fortemente sostenuta sia dallo Stabile dell’Umbria che dal TF, e al progetto della danzatrice francese Nacera Belaza che esplora temi dell’identità attraverso la danza tradizionale e le sue metamorfosi nel tempo.

Gli ambienti principali saranno due: il Garden State, una “foresta addomesticata” cui allestimento stanno partecipando molti cittadini ternani che continuano a portare le proprie piante (ognuna con nome proprio) al CAOS (principale luogo del TF) così da ricomporre la “geografia della città”, uno scenario immaginario che uomini e piantine potranno attraversare (e vivere) insieme; altro spazio sarà The museum of the moon gigantesco paesaggio lunare che illuminerà il vicinato. All’interno di queste aree gli artisti condivideranno con il pubblico progetti  tra danza, camminate all’alba o al tramonto, inconsueti momenti di convivio e quant’altro. Tutto al fine di avvicinarsi l’un l’altro (come close) e costruire mondi alternativi e creare memorie di realtà inattese.

Il programma dettagliato sul sito ufficiale Terni Festival.

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