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Terni Festival al Caos, i grandi tigli diventano dimore per artisti ‘volanti’

Cultura e Spettacolo

Terni Festival al Caos, i grandi tigli diventano dimore per artisti ‘volanti’

Andrea Giuli
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A. G.

TERNI – Foresta sì, ma pluviale. Debutta sotto una ininterrotta pioggia battente quello che, in un certo senso, si presenta come l’evento centrale dell’undicesima edizione del Terni Festival (internazionale della creazione contemporanea), organizzato da Indisciplinarte al Caos di Terni dal 16 al 25 settembre.

Foresta‘, appunto. Un progetto-installazione-performance (il primo assoluto in Italia di questo genere) ideato dall’artista ternano (ma erratico) Leonardo Delogu e cofinanziato dalla Fondazione Carit. Cinque artisti – lo stesso Delogu, l’olandese Friso Wiersum, l’italiano Michele Di Stefano, la brasiliana Veridiana Zurita e lo svizzero belga Christophe Meierhans – abiteranno per una decina di giorni in altrettante, apparenti capanne (ma in realtà piccole dimore) posizionate sui grandi tigli del viale alberato che porta al Caos. In mezzo alla città, vicino al fiume, eppure nella suggestione di aver ricreato l’ambiente di una foresta. Il contesto e l’humus sono quelli della cosiddetta rigenerazione urbana, una ‘filosofia’, un approccio che anche l’amministrazione comunale ternana ha preso a cuore, come hanno affermato nella conferenza stampa di presentazione, l’assessore Armillei e il vicesindaco Malafoglia (presenti anche Delogu, Linda Di Pietro di Indisciplinarte e Nicola Astolfi del cda della Fondazione Carit).

I cinque artisti, dunque, di fatto dimoreranno in queste ‘case’ sugli alberi. Non un ritorno all’infanzia o al mito del buon selvaggio, ma un diverso sguardo sullo spazio urbano e sulle relazioni umane. “Un’ opera sperimentale – ha detto Leonardo Delogu – più complessa di quanto appaia in alternativa alla semplificazione che ormai invade la nostra società. Un progetto visionario e artistico, ma anche, appunto, politico nel senso più lato del termine, partecipativo. Ci saranno 100 sedie sparse nel cortile, di notte gli alberi si illumineranno e vi sarà un effetto nebbia. E abbiamo chiesto ai condomini del palazzo di fronte se potevamo installare nei loro terrazzi una luce rossa ed una verde, con le un,ai risponderanno sì o no ad una serie di domande che gli verranno poste. Infine, uno spazio chiuso con dei letti che servirà di appoggio agli artisti, perché non è una or iva di sofferenza. Vi sarà poi una parte pubblica con delle camminate che organizzeremo nelle zone marginali della città ed una parte privata di relazione creativa tra gli artisti che alla fine dei 10 giorni potranno proporre idee per l’edizione ventura. In ogni caso, Foresta ha già vinto in qualche misura: le persone quando passano qui non guardano più il l’iro telefonino o tablet ma puntano lo sguardo all’insù, sugli alberi. E lo sguardo diventa per un poco verticale”.

Le cinque case sugli alberi sono state costruite, a seguito di un concorso aperto, da cinque architetti e gruppi di lavoro che hanno cominciato a costruire le case il 27 agosto scorso. Si sono aggiudicati i progetti tra 86 proposte pervenute, grazie al verdetto di una giuria nazionale prestigiosa e di una giuria tecnica. Qualcuna di questa sofisticate ‘capanne-case’ sono in vendita, altre potranno essere riutilizzate in diverso modo.

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Andrea Giuli
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