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Terni, “Fatti vedere da uno bravo”: altro duello Fiorini-Orsini in Consiglio

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Terni, “Fatti vedere da uno bravo”: altro duello Fiorini-Orsini in Consiglio

Redazione politica
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TERNI – Se c’è una immagine chiara di quanto basso – diremmo quasi sotto terra – sia attualmente il livello della discussione politica, la seduta del consiglio comunale odierno è perfettamente rappresentativa. Erea il giorno della ‘gogna’ mediatica e pubblica per gli 11 fra assessori e consiglieri coivolti del ‘multagate’ e si votava la presa d’atto della non incompatibilità degli stessi con la carica di consigliere o assessore, visto che dal punto di vista amministrativo le posizioni sono state sanate.

E quello che è andato in scena è stato uno spettacolo indecoroso, da una parte e dall’altra. Da una parte il pubblico che contestava ferocemente alcune dichiarazioni ed applaudiva (addirittura in un caso, il consigliere Valdimiro Orsini ha chiesto persino al presidente Ferranti l’identificazione della donna che lo ha apostrofato con veemenza al momento della dichiarazione di voto “perchè la vado a denunciare”). Dall’altra i consiglieri che accompagnavano con applausi gli interventi.

Arena Un consiglio comunale degno delle peggiori arene televisive, tanto che il presidente Ferranti ha dovuto faticare non poco per richiamare tutti all’ordine. A rasserenare il clima – va detto – non hanno contribuito alcune dichiarazioni dei consiglieri, anche qui da una parte e dall’altra. Uno dei momenti di maggiore tensione si è concentrato quando ha preso la parola Michele Rossi, quello con l’importo più alto: “Il tema delle tasse – ha spiegato- è molto serio e andrebbe affrontato nella sua complessità,sia che si parli dei cittadini che fanno fatica ad arrivare a fine mese, o delle piccole imprese che devono soggiacere a pesantissime scelte dovute a una pressione fiscale e a una crisi provocate anche dal dissesto al quale Terni è stata portata dalle precedenti amministrazioni”.

Ancora una volta sotto scacco il segretario comunale Aronica. Orsini e De Luca hanno contestato la ‘procedura anomala’, insistendo sul fatto che le verifiche avrebbero dovuto essere fatte prima della convalida, “dal momento che è il consiglio che contesta le cause di incompatibilità”, con un nuovo scontro verbale fra l’esponente Dem ed Aronica.

Mendaci La discussione si è poi spostata sulle ‘dichiarazioni mendaci’ di alcuni dei consiglieri coinvolti: “E’ emerso un quadro grave: i consiglieri morosi non potevano non sapere e hanno dichiarato il falso. Ne deriva – ha detto Orsini una valutazione di superficialità della maggioranza e del sindaco”. De Luca ha invece chiesto a tutti i consiglieri di produrre il casellario giudiziale per la verifica di altre eventuali situazioni di incompatibilità. C’è un lungo botta e risposta sul filo delle varie dichiarazioni (una per gruppo, come stabilito dalla conferenza dei capigruppo) e Ferranti è costretto a negare la parola al consigliere Paolo Cicchini: “Anche se lei è un consigliere molto autorevole, la invito a rispettare un regolamento approvato da tutti”, spiega.

E se da una parte si insiste sulla inadeguatezza e sull’imbarazzo, dall’altra si rilancia sul tema del dissesto. Toni alti e frecciate, ai quali pochi si sottraggono. Fra questi, Paolo Angeletti (Terni Immagina), secondo il quale “La città e cittadini non capiscono tali questioni e hanno altri problemi. La politica dovrebbe avere sempre la P maiuscola”.

Massimo scontro Ma il punto di massimo scontro – e di più basso livello – si è avuto al momento delle dichiarazioni di voto. Tutto è partito dal già descritto scontro fra Orsini e una donna fra il pubblico, con il consigliere dem che ha alzato la voce chiedendo un intervento formale a Ferranti. Quando è stato il turno della Lega Nord, il consigliere Emanuele Fiorini ha mandato in onda una ennesima puntata del suo show: “Orsini fatti vedere da uno bravo”, dice rivolto al consigliere dem. Apriti cielo.

Orsini chiede la replica perchè chiamato in carica e aggiunge benzina al fuoco: “La rassicuro, Fiorini: non bevo, non faccio uso di sostanze e non prendo psicofarmaci, al contrario di altre persone”. E ancora: “Fiorini lei qui non può fare come quando era presidente pro tempore, che ha detto abbiamo vinto noi, decidiamo noi. Quello lo dice a casa, con sua moglie, qui funziona diversamente”. Fiorini ribatte: “Non si azzardi a mettere di mezzo mia moglie”

Commissioni calde. Arriva il momento di votare le presidenze di commissioni. Ceccotti, capogruppo della Lega aveva annunciato la decisione del suo partito di non candidare ad incarichi presidenziali o vicepresidenziali dentro il consiglio comunale  tutti i consiglieri che hanno avuto debiti nei confronti del Comune: “Diamo così testimonianza del cambiamento, per quanto riguarda la Lega sono stati i consiglieri stessi a chiederlo. L’esclusione non deve però essere letta come una mancanza di fiducia o come una sanzione, perché tutti avremmo potuto trovarci in quella stessa situazione e perciò a tutti rinnoviamo fiducia e stima”

I dem rilanciano: “Ma gli assessori allora, perchè non si dimettono, se la linea è questa?”. Alessandro Gentiletti si accoda: “La situazione si sarebbe potuta risolvere chiedendo scusa ai cittadini, ma solo pochissimi l’hanno fatto”.

Presidenti. Alla fine, passa la linea leghista. Alla prima commissione (Urbanistica, Peep e Paip, Opere di urbanizzazione primaria e secondaria e opere infrastrutturali, Manutenzione e arredo urbano, Viabilità e politiche della mobilità) viene eletta presidente Sara Francescangeli (Lega) con vice Alessandro Gentiletti (Senso Civico); per la seconda (Gestione servizi sul territorio, Politiche sociali e sanità, Istruzione pubblica, Politiche culturali, Università e formazione, Turismo e sport) Orlando Masselli (FdI)con vice Francesco Filipponi (Pd); per la terza (Bilancio e programmazione economica, Finanze, tributi e patrimonio, Decentramento, Politiche organizzative, Istituzioni, aziende speciali, Partecipazioni societarie, Commercio, Sviluppo economico, Politiche del lavoro, Politiche ambientali) Leonardo Bordoni (Lega) con vice Federico Pasculli (M5S). La commissione di garanzia e controllo che spetta all’opposizione vedrà come presidente Thomas De Luca (M5S) con vice Paola Pincardini (Lega Nord).

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