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Terni, ex Dicat 3 mesi dopo l’incendio: lucchetto aperto, documenti comunali sparsi e degrado. Nulla è cambiato

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Terni, ex Dicat 3 mesi dopo l’incendio: lucchetto aperto, documenti comunali sparsi e degrado. Nulla è cambiato

Andrea Giuli
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A.G.

TERNI – Quasi tre mesi dopo l’incendio che praticamente distrusse i piani bassi della palazzina ex Dicat, di proprietà comunale, in pieno centro città (davanti all’obelisco di Pomodoro e di fronte al fiume), la situazione della struttura e dell’area verde che la circonda è di fatto immutata. Se possibile, peggiorata.

Il lucchetto aperto nel portone d'ingresso

Il lucchetto aperto nel portone d’ingresso

Nulla è sostanzialmente cambiato da quella sera del 20 giugno scorso quando un vasto incendio avvolse lo scantinato e il primo piano dell’edificio da qualche tempo disabitato e vanamente posto in vendita (fino a qualche anno fa vi erano alloggi popolari) e che ospitava – proprio in quei locali – tonnellate di documenti cartacei del Comune di Terni, ammucchiati piuttosto caoticamente e, di fatto, senza custodia alcuna dentro quelle stanze incendiate. Chili e chili di registri, elenchi anagrafici, verbali (in parte riguardanti gli anni 70 e 80), bollettini, in particolari afferenti alle sanzioni per violazioni al Codice della strada. Tutto in fumo, o quasi. Ci vollero tre mezzi dei vigili del fuoco ed oltre un’ora di lavoro per debellare il fuoco. Intervennero sul posto anche gli uomini della Squadra volante della Questura e della polizia municipale. Fu avviata un’indagine che prese subito in considerazione l’ipotesi dell’incendio doloso. Accorsero anche assessori e dirigenti comunali. Ne scoppiò una feroce polemica politica, soprattutto ad opera dei consiglieri comunali del M5S che presentano sull’episodio interrogazioni e denunce.

Documenti comunali sull'erba

Documenti comunali sull’erba

L'interno bruciato

L’interno bruciato

Tornando, 79 giorni dopo, in quel luogo, lo scenario è inquietante, come le foto testimoniano: degrado e abbandono più assoluti, finestre rotte, registri e documenti comunali dispersi nel giardino all’esterno della palazzina, contatori divelti, coppe e trofei che campeggiano sull’erba, fogli dappertutto, gli interni così come il fuoco li ha ridotti il 20 giugno. Dentro, cataste di documenti e suppellettili bruciati. Sì, è stato possibile anche mettere il naso dentro e scattare qualche foto, visto che il lucchetto -nuovo- sul portone d’ingresso e’ inspiegabilmente aperto. Tutto è rimasto fermo alla notte del 20 giugno scorso. Sull’episodio dell’incendio continua ad aleggiare comunque un mistero. A quanto pare, finora, nessuno è intervenuto.

 

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Andrea Giuli
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