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Terni, educazione alla parità di genere, Cgil: “Alessandrini fuori tempo”

Cronaca e Attualità Terni

Terni, educazione alla parità di genere, Cgil: “Alessandrini fuori tempo”

Redazione
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L'aula di una scuola

TERNI– Continua senza sosta la polemica relativa al progetto di educazione alla parità di genere ‘Bambole azzurre e soldatini rosa”, partito ad Amelia nella scuola primaria Mameli, a cura del Mise. Dopo lo scontro fra l’assessore alla scuola del Comune di Terni Valeria Alessandrini e la consigliera di parità della Provincia Maria Teresa Di Lernia, costretta persino a difendere il progetto in conferenza stampa e dopo l’intervento di Civiltà Laica, arrivano nuove prese di posizione.

Comitato Difendiamo i nostri figli. Contro il progetto si esprime – dopo il Popolo della Famiglia – anche il Comitato Difendiamo i Nostri Figli di Terni che in una nota dice: ” I genitori dei bambini della scuola primaria di Fornole in Amelia fanno bene a protestare: il progetto che si vuole attuare presso la loro scuola è vecchio e dannoso. Gli stereotipi da abbattere sono altri; sono quelli che ci propina la televisione e il cinema, in cui la famiglia viene spesso dipinta come un luogo di oppressione e di conflitto mentre coloro che fanno scelte “diverse” sono sempre rappresentati come sensibili, intelligenti e perseguitati. Se il fine del progetto è quello di dimostrare che uomini e donne hanno pari dignità e pari opportunità di realizzazione, si legge in una nota, il Forum delle Donne di Amelia arriva con 50 anni di ritardo. Questi bambini vivono in una città con a capo un Sindaco donna e sanno perfettamente che qualunque cittadino italiano, se ne ha la capacità, può intraprendere qualunque percorso professionale. Se, viceversa, il fine è quello di instillare la falsa verità che uomini e donne siano uguali ed i loro ruoli perfettamente interscambiabili, il danno è evidente. In ogni caso, prosegue la nota, i bambini non devono essere sottoposti ad esperimenti emotivi, a scuole di rieducazione, né devono essere artificiosamente costretti a dichiarare “come” vogliono essere. Per cui diciamo a questi genitori (di cui ammiriamo il coraggio e la lungimiranza), continuate a leggere le favole ai vostri bambini – conclude la nota del Comitato Difendiamo i Nostri Figli – e difendeteli da ideologie vecchie e fallimentari”.

Cgil Terni. Dura invece la presa di posizione contro l’assessore della Cgil. Ad intervenire è Valentina Porfidi, segretaria confederale della Cgil di Terni con delega alle politiche di genere, che in una nota dichiara:« il titolo del progetto, chiaramente simbolico, affronta una questione importante come la parità di genere, valorizzando le attitudini dei bambini e delle bambine, fatto che ritengo utile e necessario a partire dalla scuola. “Attraverso i giochi – prosegue Porfidi – i bambini spesso sono infatti incastrati e indirizzati verso ruoli precostituiti che sono spesso il frutto di stereotipi patriarcali fuori dal tempo, basti pensare ai giocattoli che riproducono scopa e paletta, rigorosamente rosa, per le bambine, e ai soldatini per i bambini. Utili evidentemente a preparare le piccole donne a un futuro di pulizie domestiche e i piccoli uomini alla guerra, secondo una visione della società desueta, gerarchica e francamente allucinante, che può portare ad affermazioni anche assurde come quelle esternate da un ricercatore del Cern – poi giustamente sospeso – che ha affermato che la fisica non è donna, ma anche ad altre idee bislacche che associano determinate competenze ai generi sessuali in base a ruoli precostituiti, largamente smentite dalla storia, come testimoniano i tanti premi Nobel donna, i grandi ballerini uomini, i tanti grandi chef maschi o gli scudetti del calcio a 5 femminile, per quanto riguarda Terni. Io penso che anche le parole siano molto importanti. Per questo – conclude Valentina Porfidi – rispetto
alle grandi problematiche del territorio (crisi economica, carenza occupazionale, tema ambientale), terrei a sottolineare che, al contrario di quanto affermato da alcuni assessori, non abbiamo bisogno di un buon padre di famiglia o di una buona mamma, ma solo di buona politica”.

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