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Terni, è scontro aperto tra Lega e Pd sulle presenze in consiglio comunale

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Terni, è scontro aperto tra Lega e Pd sulle presenze in consiglio comunale

Redazione politica
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L'interno di Palazzo Spada

TERNI – Duro scontro in consiglio comunale sulle presenze dei consiglieri in aula. Ad accendere la miccia è il capogruppo della Lega, Cristiano Ceccotti, commentando l’uscita dall’assemblea – alle ore 20 di ieri sera – di Francesco Filipponi, capogruppo del Pd.

Ceccotti “La Lega – scrive Ceccotti- esprime il proprio disappunto per la mancata serietà dimostrata dagli esponenti del Pd, nei confronti di un problema sentito e attuale come quello della sanità pubblica. L’ assenza in aula di Francesco Filipponi, capogruppo del Pd, durante la discussione di due atti molto importanti sul tema, che meritavano quantomeno il sacrificio della presenza, è veramente discutibile. Fortunatamente l’atto di indirizzo del consigliere della Lega, Sergio Armillei, che riguardava la carenza delle prestazioni riabilitative indispensabili ai pazienti è stato approvato all’unanimità dopo approfondite consultazioni e modifiche da parte di tutti i gruppi politici, nonostante la leggerezza del Pd.
Peccato invece per l’atto di indirizzo dello stesso Filipponi che per l’assenza del proponente è stato ritirato e che doveva discutere il diritto del lavoro delle persone con disabilità. Un’evidente occasione persa dalla politica del buon senso”.

Filipponi Filipponi gli risponde, attaccando sulle presenze dei consiglieri leghisti. “L’attacco da parte del capogruppo della Lega Cristiano Ceccotti – dichiara Francesco Filipponi – è il segno della sua arroganza verbale, capace di trasformare anche momenti di unità del consiglio in momenti utili per alzare i toni e per rivendicare un protagonismo politico stucchevole e divisivo. Non mi lascerò intimidire dalla Lega, né rinuncerò al mio stile pacato e propositivo, sempre alla ricerca di collaborazione con tutte le forze politiche presenti in consiglio, in quanto tutte espressione degli elettori. Ceccotti mi accusa di non essere stato presente in consiglio al momento della votazione di un atto di indirizzo – non previsto nell’ordine del giorno di convocazione – sulla situazione della riabilitazione ospedaliera, dimenticando la recentissima discussione e conseguente approvazione di un atto di indirizzo sulle questioni inerenti l’azienda ospedaliera a cui ha lavorato direttamente il sottoscritto”.

Cronometro “Se poi oltre del registro delle presenze, il capogruppo della Lega vuole munirsi del cronometro- conclude Filipponi – può dirci quanti minuti in aula è stato realmente ieri il consigliere comunale Fiorini, che è entrato e uscito in continuazione dall’emiciclo, forse richiamato dai suoi impegni di consigliere regionale o da quelli di oppositore interno. Invito il capogruppo della Lega a rispettare i suoi avversari politici ed a svolgere con più serenità il suo ruolo, quella serenità che serve a tutto il consiglio comunale ad iniziare dal suo gruppo”. Questo il botta e risposta, ma la polemica è destinata a continuare.

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