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Terni e provincia, economia avanti piano: crescono export e turismo ma anche la disoccupazione

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Terni e provincia, economia avanti piano: crescono export e turismo ma anche la disoccupazione

Emanuele Lombardini
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Un operaio di un'azienda alimentare

TERNI – L’economia ternana è in lenta ripresa, anche se solo in alcuni settori e fra questi non c’è il mercato del lavoro. Questo è il dato che emerge dal report presentato oggi dall’osservatorio provinciale sull’economia. I dati del secondo semestre 2017 segnalano una crescita sul fronte dell’export e del turismo, ma non della struttura imprenditoriale e il mercato del lavoro che invece frenano.
Avanti piano, quindi. Sicuramente più lentamente che nel resto della regione che dunque si conferma a due velocità.

Imprese in calo. Il dato che preoccupa maggiormente è quello relativo al numero delle imprese iscritte alla camera di commercio, ancora in flessione (18227 contro 18254): molte cancellazioni d’ufficio per allineare l’archivio, ma non è una consolazione, così come consola poco il dato letto su base annuale, che segnala 100 imprese in più. Nel corso del terzo e quarto trimestre 2017, con riferimento al complesso delle imprese – attive e non attive – registrate negli archivi camerali, il numero delle nuove iscrizioni (579) è stato inferiore a quello delle cessazioni (732), con un saldo negativo di 153 unità che compensa quello positivo, di pari entità, rilevato nel secondo trimestre. Nel corso del secondo semestre del 2017, nella provincia di Terni si registrano 28 fallimenti di imprese, sette in meno rispetto allo stesso periodo del 2016, valore che risulta il più basso dell’ultimo quinquennio (Figura 1.3). Se si considera il complesso dell’anno, la riduzione è ancora più consistente: nel 2017 il totale dei fallimenti è pari a 48 unita contro 75 del 2016. Continua la flessione delle imprese nella manifattura e nelle costruzioni mentre nel terziario i segnali di crescita si concentrano nel comparto dei servizi di sanità e assistenza.

Commercio con l’estero. Per quanto riguarda il commercio con l’estero, il secondo semestre 2017 registra una crescita sia delle importazioni che delle esportazioni, consolidando la tendenza rilevata nella prima parte dell’anno (crescono quindi rispettivamente del 13,9 e 14,2%). In base ai dati Istat, tra il secondo semestre 2016 e il secondo semestre 2017 il valore delle importazioni e delle esportazioni delle imprese ternane è aumentato, rispettivamente, dell’11,5 e dell’11,7 per cento.

E’ ancora il metallo a reggere l’economia ternana: la voce ‘Metalli di base e prodotti in metallo’, fa segnare nel 2017 un saldo positivo del 25,4% per le importazioni e del 26,6% per l’export). -Con riferimento agli altri comparti in cui gli scambi sono risultati in espansione, tra le merci in ingresso si registra una crescita nel settore dei prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca (+153 per cento e +70,5 per cento, rispettivamente, nel secondo semestre e nell’intero anno 2017), in quello delle sostanze e prodotti chimici +33,3 e +23,8 per cento) e in quello degli articoli in gomma e materie plastiche (+3,4 % e +10,7 %). Dal lato delle esportazioni, aumentano le vendite nel comparto del made in Italy – sia prodotti alimentari (+9,5 per cento nel secondo semestre e +5,6 per cento per l’intero anno) sia tessile e abbigliamento (+10,7 per cento e +8,2 per cento) –, in quello dei mezzi di trasporto (+17,9 per cento e +23,2 per cento) e nei prodotti dell’editoria e audiovisivi (+853,8 per cento e +318,8 per cento).
Scambi con l’estero in crescita su base biennale, in particolare con l’export mentre nel secondo semestre 2017 il saldo della bilancia commerciale è positivo per 99,8 milioni di euro (+86 milioni sullo stesso periodo del 2016); mentre sull’intero anno il saldo è di 294,4 milioni (contro i 221,7 del 2016).

Lavoro e avviamento al lavoro. Nota dolente, come detto il lavoro. Nel 2017 gli occupati sono diminuiti di quasi 1000 unità mentre sono quasi 2000 le persone che cercano lavoro. C’è quindi una effettiva ricerca dello stesso ma alla cresciuta dell’offerta non corrisponde completa capacità di assorbimento.
L’Istat indica in 85.000 le persone occupate in tutta la Provincia di Terni (-1% rispetto al 2016, in controtendenza rispetto al lieve aumento dell’anno prima). Tra questi, i lavoratori dipendenti sono aumentati del 4,3 mentre gli autonomi sono calati del 14,7. Servizi, extra commercio e ristorazione i settori che hanno fatto registrare i maggiori aumenti. Le persone in cerca di lavoro sono 11.000 (+22,4%): cresce la forza lavoro (+1,3%), scendono gli inattivi, coloro cioè che non lavorano e non lo cercano, principalmente per sfiducia (-1,8%), principalmente fra le donne.

Nel 2017 il tasso di occupazione della popolazione in età da lavoro (tra 15 e 64 anni) è pari al 59,5 %; rispetto al 2016 registra una riduzione di 0,7 punti percentuali tra gli uomini e una crescita di 0,2 punti percentuali tra le donne Il tasso di disoccupazione è pari all’11,8%, contro il 9,8 % del 2016. La crescita riguarda principalmente la componente femminile

Per quanto riguarda gli avviamenti al lavoro, nel 2017 il numero complessivo delle persone assunte dalle aziende operanti nel territorio della provincia di Terni è pari a 19.178; un valore in crescita dell’1,6 per cento rispetto al 2016 L’incremento riguarda soprattutto gli uomini (+2,7 %) rispetto alle donne (+0,5 %) e i lavoratori di nazionalità italiana (+3,7 %), mentre per i lavoratori stranieri si rileva una sensibile flessione (-5%). Nello stesso periodo, i rapporti di lavoro attivati sono stati 32.406 con un leggero decremento rispetto al 2016 (-1,1 %), in particolare per il lavoro autonomo e parasubordinato (-48,5%), mentre per quanto riguarda i rapporti di lavoro dipendente si assiste a un leggero incremento (+2,0 per cento). Scendono di oltre un terzo (-33,5%) i contratti a tempo indeterminato, crescono leggermente quelli a tempo determinato (+2,8%), ma si registra un aumento – potremmo dire allarmante – dei contratti di lavoro intermittente (+143,8%), quelli di apprendistato (+14%) e quello domestico (+2%). In leggera flessione il ricorso al lavoro interinale, anche se il numero rimane sostanzialmente molto alto in quanto spesso l’attivazione dei rapporti di lavoro con tale contratto viene fatta per periodi molto brevi, ripetuti nel tempo. Crollano i contratti a progetto (-34,7%).

I dati del secondo semestre, pur confermando le tendenze rilevate su base annua, evidenziano una flessione nell’insieme del numero dei rapporti attivati nel complesso (-12 %) legata alla diminuzione anche del numero degli avviamenti con contratto di lavoro subordinato (-6,1 %)

Per quanto riguarda i lavoratori stranieri, la flessione del numero delle assunzioni riguarda tutta la provincia; nel complesso dell’anno è pari al -1,9 % ma si registra in modo rilevante nel secondo semestre (-11,2 %). Sempre meno lavori sul fronte dell’industria (9%), dell’agricoltura (-6,4%), della sanità (-16%), dell’istruzione (13.5%). Discorso inverso sul fronte delle costruzioni (13,5%) e del commercio, in particolare alberghi e ristorazione (34,5%). Nel 2017 diminuisce sensibilmente anche il numero delle trasformazioni dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato Il numero delle trasformazioni effettuate nell’intero anno è pari a 536, con una riduzione del 48,6 per cento rispetto al 2016; nel secondo semestre la tendenza è ancor più accentuata (- 64,6 %).

Sono 20.052 gli iscritti ai due centri per l’impiego (+11%), tantissimi italiani ma anche tanti stranieri (+19,2%)

Ammortizzatori sociali. Nel secondo semestre 2017 il numero di ore autorizzate di cassa integrazione guadagni ammonta a quasi 400 mila, in calo del 48,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016. La diminuzione maggiore si verifica per gli interventi in deroga (-98,6 %). La riduzione delle ore autorizzate di cassa integrazione si concentra nel secondo semestre (20,5 %) .Nel corso del secondo semestre 2017, prosegue l’andamento decrescente delle ore autorizzate di cassa integrazione straordinaria e in deroga e si interrompe il trend crescente della cassa ordinaria. Male il lavoro irregolare: nel secondo semestre 2017, la Direzione territoriale del lavoro di Terni ha rilevato
228 (315 in tutto l’anno) di cui il 31,6 % riferiti a situazioni di sommerso, soprattutto nei servizi..

Credito e protesti. I finanziamenti erogati dal sistema del credito presentano segnali di crescita debole, concentrati soprattutto nei prestiti erogati alle famiglie. Fra le imprese, negativo il saldo dei prestiti per il settore edile, crescita in quello manufatturiero. Nei servizi, a dicembre 2017 il credito alle imprese diminuisce del 2,5 per cento e l’andamento è in controtendenza rispetto all’espansione dell’anno precedente. Crescono i depositi (0,8 %), scendono i titoli a custodia (-5 %), crollo delle obbligazioni di oltre il 40%.I protesti iscritti alla Camera di Commercio nel 2017 sono stati 1918, in leggero calo (-15,9 %). Il dato riguarda il calo sul secondo semestre ma nello stesso periodo i protesti complessivi sono aumentati del 110%. L’aumento del numero e dell’ammontare dei protesti registrato nel secondo semestre 2017 interrompe una flessione continua che persisteva dal 2014

Turismo. Nel corso del secondo semestre 2017, secondo i dati che la Regione Umbria raccoglie nell’ambito della rilevazione Istat, gli arrivi e le presenze nelle strutture ricettive della provincia sono diminuiti, rispettivamente, dello 0,8 % e del 3,2 % rispetto allo stesso periodo del 2016. La flessione della domanda turistica è da imputare sia, in parte, ai clienti italiani che, in misura maggiore, a quelli stranieri. La riduzione del flusso turistico è più intensa nel territorio amerino, dove gli arrivi e le presenze diminuiscono, rispettivamente, del 5,6 % e del 3,9 %.
La flessione registrata nel complesso dell’anno è dovuta all’andamento particolarmente negativo del primo semestre. Nella seconda parte dell’anno si rileva, infatti, una decisa inversione di tendenza con arrivi e presenze in crescita, soprattutto tra i clienti italiani. L’incremento degli arrivi negli esercizi ricettivi registrato nel secondo semestre 2017 interrompe un andamento negativo che si era verificato nei dodici mesi precedenti con la contrazione dei flussi turistici regionali a causa degli eventi sismici del 2016. Nel semestre, i tassi di incremento recuperano i livelli post-crisi di fine 2013.

Il confronto con il dato regionale e nazionale Nell’ultimo trimestre del 2017, nella provincia di Terni la dinamica delle imprese attive registra una diminuzione maggiore rispetto a quella rilevata nel complesso della regione; il saldo semestrale tra iscrizioni e cancellazioni nei registri camerali è anche esso negativo e maggiore di quello riguardante l’Umbria, mentre è positivo per l’Italia. Il numero dei fallimenti per 1.000 imprese attive è più elevato nella provincia che nella regione e nel resto d’Italia. Si assiste a una crescita delle esportazioni più consistente rispetto a quella regionale e nazionale mentre il saldo del commercio con l’estero, di segno positivo, è inferiore al dato regionale. Gli occupati sono diminuiti mentre sono aumentati nella regione e nel Paese.
La provincia registra un tasso di occupazione superiore a quello nazionale e inferiore a quello umbro mentre il tasso di disoccupazione è superiore a quello sia nazionale che regionale. Il ricorso alla cassa integrazione guadagni è diminuito in modo più consistente rispetto a quanto riscontrato nella regione. La crescita dei prestiti bancari risulta più debole rispetto a quella regionale e nazionale mentre e il flusso dei nuovi prestiti deteriorati è relativamente maggiore.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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