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Terni e liste d’attesa ‘lumaca’, un medico generico: “Il direttore Usl sbaglia”

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Terni e liste d’attesa ‘lumaca’, un medico generico: “Il direttore Usl sbaglia”

Andrea Giuli
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L'ingresso della Asl 2 di Terni

TERNI – Le recenti esternazioni a mezzo stampa del direttore generale dell’Asl2, Fiaschini, sul ruolo dei medici di medicina generale in relazione alle liste d’attesa e alle dinamiche delle prescrizioni di visite specialistiche e analisi presso le strutture pubbliche, non deve essere piaciuta affatto, appunto, a qualche medico cosiddetto generico che opera sul territorio di competenza.

La lettera di un medico generico Un medico di medicina generale, infatti, che vive ed esercita la professione a Terni, Roberto Fabrini, ha inviato a lanotiziaquotidiana.it delle “franche” riflessioni personali sulla materia, affermando peraltro di parlare anche a nome di altri colleghi. Ecco la lettera di Fabrini che riportiamo integralmente e che sembra adombrare un certo malessere della “categoria”:

“ll nostro direttore generale imputa le interminabili liste di attesa alle prescrizioni dei medici di medicina generale che a suo dire non applicherebbero i famigerati Rao (raggruppamenti di attesa omogenei, ndr) e non farebbero da filtro per le richieste degli assistiti. Si può rispondere al nostro direttore generale che:
1) Ogni medico di medicina generale conosce il proprio assistito e se richiede un esame o una visita specialistica non lo fa tanto per cedere al ricatto della recusazione (sempre in agguato peraltro), ma lo fa prendendo in considerazione tutta la storia clinica dell’assistito e prescrive secondo scienza e coscienza indicando anche le priorità, e dunque non ha senso trincerarsi dietro un astratto ‘i medici di famiglia’ che sa tanto di scaricabarile.
2) Le liste di attesa si possono abbattere non assumendo amministrativi, ma medici specialisti sia nelle Usl che negli ospedali (ma questo costa troppo). Lo Stato di fatto dichiara di non toccare il budget della sanità, ma impedisce le assunzioni dei giovani medici, toccando in modo subdolo il budget stesso. In questo modo anche gli orari per le visite specialistiche e gli esami stumentali sarebbero dilatati.
3) Fino a quando i sistemi informatici dei medici di medicina generale, degli specialisti Usl e dell’ospedale non saranno messi in rete e qualsiasi sanitario può accedere alla cartella clinica dell’assistito, assisteremo sempre alla duplicazione di richieste di esami strumentali e di laboratorio (giustamente, i vari specialisti, se non aiutati nel proprio lavoro, richiedono esami di laboratorio e strumentali che magari sono già stati effettuati 15 ggiorni prima ma che l’assistito ha dimenticato di far pervenire).
4) Non ultimo, educare chi sta allo sportello per le prenotazioni a non commentare quello che il medico richiede, ma attenersi ai propri compiti”.

 

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

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