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Terni, due materne comunali verso la chiusura, il Cosec: “Nessun rispetto per i disabili”

Cronaca e Attualità Terni

Terni, due materne comunali verso la chiusura, il Cosec: “Nessun rispetto per i disabili”

Redazione
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TERNI – Torna ad alzare la voce il Cosec (Comitato Servizio Educativi Comunali). Punto focale ancora una volta la continuità del servizio educativo e la decisione che appare confermata, di voler chiudere due materne come Trebisonda e Grillo Parlante, per le quali non sono state accettate le domande di riconferma. E stavolta la questione pare riguardare anche le famiglie con bambini diversamente abili, che avevano scelto proprio quelle scuole comunali. Ancora una volta il comunicato è durissimo. Eccolo di seguito.

“La cieca volontà di questa amministrazione volta allo smantellamento dei Servizi Educativi Comunali, per fini tutt’altro che riorganizzativi ma soltanto economici, sembra non conoscere tregua. neanche a fronte delle dirette ricadute di tali scelte sulle famiglie di bambini diversamente abili. La continuità all’interno dei Servizi Educativi dell’Infanzia costituisce un valore irrinunciabile, da praticare in tutte le sue articolazioni possibili, sia pedagogiche che organizzative. Queste le indicazioni del Miur, come anche della stessa comunità scientifica, che in molte Regioni, come nel caso della Toscana, hanno da tempo portato ad interventi volti a garantire tutte le azioni possibili a tutela di tale principio”

Smantellamento “Nel caso della nostra città invece- prosegue il Cosec – ciò che di buono era stato fatto, si appresta ad essere sacrificato sull’altare del risparmio: la scelta di chiudere le materne comunali Trebisonda e Grillo Parlante, non accettando le domande di riconferma, dimostra una chiara indifferenza dell’amministrazione verso tali intenti. Se già di per sé l’imposizione di uno spostamento da un ambiente scolastico, ormai familiare e ricco di relazioni, non può che definirsi traumatico per i bambini, immaginiamo le difficoltà che tale scelta può comportare per un bambino diversamente abile. La legge 104 basa sull’organizzazione del diritto allo studio e sul supporto dell’insegnamento di sostegno, uno dei cardini fondamentali per l’integrazione e il supporto delle famiglie e dei bambini con problematiche di disabilità. Sotto tale profilo ancora più evidente è l’importanza delle scuole comunali se si considera, che il trasferimento ad una scuola statale, comporta una diminuzione dei servizi corrisposti a tale utenza”.

La presenza dell’insegnante di sostegno all’interno delle scuole comunali è infatti garantita per un minimo di 15/18 ore settimanali, con un rapporto di una ogni due casi, a differenza delle statali, dove la media del servizio è di un’insegnante ogni quattro bambini diversamente abili. Non solo: la compresenza dei docenti di sostegno e degli educatori all’interno delle singole classi, avviene all’interno delle scuole comunali per ben 30 ore sulle 35 settimanali, a fronte delle 25 previste nelle scuole statali; inoltre in quest’ultimo caso la compresenza è applicata esclusivamente durante l’orario del pasto, e non come avviene invece per le strutture comunali, durante la maggioranza delle ore didattiche”.

Scelte specifiche. “Come se ciò non dovesse bastare- scrivono ancora –  ci sembra altrettanto doveroso sottolineare l’importanza del minor numero di bambini previsto per ogni classe nelle scuole comunali rispetto alle statali; un elemento non di poco conto nell’agevolazione del lavoro congiunto tra docenti di sostegno ed educatori. Questi sono solo alcuni degli elementi che hanno portato i genitori di bambini diversamente abili, a privilegiare l’inserimento dei propri figli all’interno di un percorso educativo particolarmente tutelativo, come nel caso delle scuole comunali Trebisonda e Grillo Parlante. La scellerata decisione di chiusura delle stesse si aggrava ulteriormente, se si pensa che ad oggi non vi è stato alcun interesse da parte dell’amministrazione nel considerare le dirette conseguenze che tali scelte comporterebbero per quei bambini e le loro famiglie, che a fronte delle difficoltà della disabilità, hanno fino ad oggi potuto beneficiare delle garanzie offerte dai Servizi Educativi Comunali.

A differenza di altri, il Co.Sec non resterà indifferente di fronte a una problematica di tale rilievo e offrirà tutto il sostegno possibile, affinché venga data voce alle famiglie dei bambini diversamente abili e alla tutela delle loro necessità. Non permetteremo che la scure dei tagli si abbatta ancora una volta sulla pelle dei bambini attraverso la chiusura delle scuole comunali, la privatizzazione del servizio di refezione e la mancata difesa dei diritti dell’utenza . La nostra battaglia è “appena” cominciata”.

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