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Terni, domus e mosaici: gli scavi di Carsuale mostrano nuovi gioielli

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Terni, domus e mosaici: gli scavi di Carsuale mostrano nuovi gioielli

Emanuele Lombardini
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TERNI – “Carsulae è una grande città che grazie a questi scavi da noi finanziati stiamo valorizzando con queste nuove scoperte”. Il presidente della fondazione Carit Luigi Carlini ha introdotto così la presentazione degli ultimi lavori che il team di archeologi dell’associazione Astra, su concessione ministeriale, ha effettuato nell’area degli antichi reperti di Carsulae.

Lavori per circa 28.000 euro che hanno portato alla luce alcuni risultati importanti, illustrati dai direttori del progetto, Luca Donnini e Massimiliano Gasperini, coadiuvati dai restauratori Nicola Bruni e Angelica Catozzi i quali hanno operato in stretto contatto con la dott.ssa Gabriella Sabatini, funzionario della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria. Ai lavori hanno preso parte anche gli studenti dell’Università della Tuscia e di Bologna e quelli australiani del dipartimento di storia antica della Macquarie University di Sidney.

I risultati. Le indagini archeologiche sono giunte alla sesta campagna, che si è svolta a partire dal mese di maggio fino a tutto settembre. Presso il Quartiere Nord-Est le ricerche hanno permesso di completare lo scavo e il recupero dei materiali, per lo più ceramici, di una grande discarica di epoca augustea localizzata lungo il lato settentrionale della grande dolina posta al centro di Carsulae, a valle della strada basolata già individuata e riportata alla luce nel corso degli anni precedenti. Tutti i reperti (si tratta di alcune migliaia di frammenti) sono già stati lavati, classificati, inventariati e in parte studiati, permettendo di avere un quadro più preciso circa la frequentazione dell’area nel I sec. a.C. Inoltre, sempre in questa zona, si è proseguito con lo scavo di alcune strutture poste a ridosso del margine superiore della dolina, incassate nel banco di travertino, rinvenendo i resti di un acciottolato tardoantico che copriva una strada più antica scavata direttamente nella roccia.

Ma continuando a scavare sono venuti alla luce i reperti di una domus di una famiglia ricca dell’epoca: si tratta del primo reperto di edilizia residenziale che affiora. Inoltre per la prima volta, sono state individuate delle pavimentazioni decorate a mosaico. Al termine dello scavo, effettuato tra luglio e settembre, è stato possibile documentare la presenza di almeno cinque tappeti musivi, tutti databili ad epoca augustea e pertinenti quindi alla prima fase edilizia delle abitazioni:  un ampio atrio con pavimentazione in scutulatum (una sorta di mosaico a tessere nere con innumerevoli inserti di lastre marmoree e di calcite bianca di varie forme e dimensioni); l’ala ovest con pavimentazione a mosaico raffigurante un porticato posto sulla soglia e decorazione geometrica a quadrati e rettangoli nella parte centrale; un cubicolo sempre con mosaico a decorazione geometrica raffigurante un gioco di esagoni, rombi e cubi; parte del tablino e di due corridoi laterali a sud dell’atrio ed infine un grande mosaico raffigurante una cinta muraria con torri e merli posta lungo il bordo e un meandro a svastiche concatenate e quadrati nel campo centrale che probabilmente appartien4e ad una seconda domus

La domus è emersa nell’area meridionale del foro, circa 100 metri quadrati mai indagati prima. Quella occidentale invece è stata completamente ripulita. Questo lato,  dopo essere stato scavato in maniera parziale nel corso dei mesi di aprile-maggio del 1953 dall’allora ispettore alle antichità Umberto Ciotti, venne lasciato nel più assoluto abbandono. Una volta terminate le pulizie, per la prima volta da 40 anni a questa parte, sono stati letteralmente riportati alla luce e resi fruibili ai visitatori del Parco Archeologico: i resti del podio del Capitolium (il tempio più importante della città, ancora tutto da scavare e restaurare), del basamento di un sacello e di un grande lastricato scavato anch’esso in maniera parziale.

Domenica 12 novembre alle ore 11 sarà possibile effettuare una visita guidata gratuita agli scavi durante la quale saranno illustrate direttamente sul campo le nuove scoperte prima che vengano realizzate le necessarie coperture invernali utili a proteggere le pavimentazioni mosaicate dal gelo.

Dragoni e Paparelli Presente alla illustrazione degli scavi anche il vicepresidente della Regione Fabio Paparelli il quale ha sottolineato come “si tratta di un ulteriore arricchimento della struttura, dal punto di vista archeologico e turistico.  Fra l’altro proprio di recente stato attivato il servizio ‘Umbria Go’ e la prima integrazione, tramite agenda urbana, sarà per il trasporto alla Cascata delle Marmore, Carsulae e musei cittadini”. Il vicepresidente della Fondazione Carit Ulderico Dragoni ha invece puntato l’indice sul prossimo piano programmatico nel quale avrà un peso determinante lo sviluppo locale.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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