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Terni, Dominici pronto a lasciare, tackle su Saltamartini: “Blocca tutto”

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Terni, Dominici pronto a lasciare, tackle su Saltamartini: “Blocca tutto”

Redazione politica
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Fabrizio Dominici

TERNI – L’assessore al Bilancio Fabrizio Dominici è pronto a lasciare e potrebbe farlo lunedì dopo il consiglio comunale. L’annuncio è dello stesso Dominici, in una lunga intervista rilasciata al Corriere dell’Umbria: “Ritengo di aver completato il mio lavoro per il bene della città. Il sindaco deciderà”.

Malumore Parole forti, dalle quale traspare un malumore, un malcontento su tante cose. La vicenda del Palasport, come previsto, rischia di far saltare il banco: “L’ultima parola spetta al sindaco – dice – Io ho solo rilevato quello che dice la legge e cioè che allo stato attuale non sono in bilancio le somme necessarie per il cofinanziamento, ovvero 3520000 euro”. Ed in effetti, la normativa prevede che – nonostante il bilancio riequilibrato – non è possibile chiedere prestiti per opere non previste a bilancio. I prestiti, in attesa che le casse comunali tornino abili (il riequilibrio è solo il primo passo), possono essere usati per ripianare alcuni debiti, per esempio, con i fornitori.

Nel mirino Dominici rilancia sul Palasport a Maratta (“Non credo che la fondazione Carit sia disposta a finanziare un altro ipermercato al Foro Boario, il nostro era un progetto a costo zero per il Comune”) e sul Verdi (“al protocollo è stato depositato un progetto di ristrutturazione gratutiamente offerto da uno studio ternano, realizzabile in pochi mesi, ma anche questo non basta”). Da quello che trapela, ci sarebbe un forte malcontento per le posizioni del commissario della Lega Barbara Saltamartini e nell’intervista Dominici non le manda a dire: “Abbiamo fatto un grande lavoro nel primo semestre e tutto si è fermato con l’arrivo del commissario della Lega. Penso che i problemi della città siano la disoccupazione, il degrado, l’inquinamento, la sicurezza, che non si possono risolvere amministrando la città da Facebook, ma negoziando accordi con grandi società dotate dei capitali necessari per gli investimenti, che a loro volta potrebbero generare occupazione”.

Insomma, le parole dell’ormai ex consigliere leghista Fiorini, sembrano far pendant con quelle di Dominici. E mentre sembrano pronti all’uscita dalla Lega altri due consiglieri (Pocaforza e Pincardini?), ed  è ormai sempre più larga la frattura di Dominici con l’assessore Melasecche, sembra pronta ad uscire dalla Giunta anche l’assessore Proietti, forse sacrificata sull’altare della volontà della Lega di far pesare il ruolo di primo partito (al suo posto in pole la consigliera Musacchi). E potrebbe non essere ancora finita qui.

Il Pd attacca “L’arrivo del commissario politico inviato da Roma – spiega in una nota Valdimiro Orsini del Partito democratico – per mettere sotto tutela il sindaco Latini e la sua giunta, ha finito per bloccare quel poco di attività amministrativa che il centrodestra stava cercando di avviare pur nelle sue debolezze e incapacità. Ma il dato politico evidente è quello che sono stati clamorosamente smentiti gli improvvisati  cantori della Lega che in campagna elettorale hanno detto di volere una città gestita dai ternani, in contrapposizione a Perugia, hanno parlato di ternanità e sono arrivati a scomodare persino la Terni Libera del professor Ciaurro che aveva ben altro livello e portato. La triste realtà – continua – e che la città di Terni è stata  consegnata nelle mani di un commissario politico nominato nei palazzi romani, una figura che nulla conosce di Terni, che mai ha avuto a che fare con l’elettorato ternano. Uno schiaffo sonoro al sindaco Latini, uno schiaffo a Terni considerata dalla Lega una sorta di colonia buona per venire a farsi i selfie e per imporre scelte non partorite dal tessuto democratico della città. L’assessore Domnici fa una carrellata di questioni molto concrete che sono sull’agenda amministrativa: Palazzetto dello Sport, Verdi, Partecipate, occupazione, salvaguardia ambientale. In nove mesi non abbiamo sentito dal sindaco un programma chiaro e serio, abbiamo registrato tante contraddizione, che lo hanno visto lui stesso protagonista, ad iniziare dal palazzetto dello sport dove prima si è detto favorevole a spostarlo a Maratta per poi ripiegare su Maratta. Diamo atto a Dominici – conclude – pur essendoci più volte scontrati con lui sulle partecipate e sul bilancio dell’ente, di aver posto temi concreti, reali, da città vera, lasciando ad altri di occuparsi di fiori e di balconi, attività degnissime per ogni pro loco di Italia”.

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