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Terni, domenica Festa della Promessa. Il vescovo: “Serve un progetto su San Valentino”

Cronaca e Attualità Terni

Terni, domenica Festa della Promessa. Il vescovo: “Serve un progetto su San Valentino”

Emanuele Lombardini
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TERNI – Come ogni anno, in vista di San Valentino, si rinnova l’appuntamento con la Festa della Promessa, che coinvolge i fidanzati che si sposeranno entro l’anno solare. Domenica 12 alle ore 11 nella basilica di San Valentino per loro solenne   celebrazione presieduta dal vescovo di Terni-Narni-Amelia, padre Giuseppe Piemontese. Una festa che è annualmente il ritrovo non solo degli innamorati ternani ma di ogni parte del Paese. Ne arriveranno infatti anche da Roma e provincia, Viterbo, Perugia, Ancona, Milano, Teramo, dalla Puglia, Campania, Toscana.Tra i fidanzati presenti anche diverse coppie miste di italiani e straniere e viceversa e per qualche donna è stato il regalo d’amore del fidanzato.

Il programma. Come ogni anno, dalle ore 10 di domenica 12 febbraio, le coppie saranno accolte nella scuola materna di San Valentino con un omaggio floreale per le donne e la colazione offerta dal comitato organizzatore della parrocchia di San Valentino. Alle ore 11 raggiungeranno processionalmente la basilica di San Valentino per partecipare alla celebrazione per la festa della promessa al termine della quale sarà donata la pergamena ricordo della manifestazione. C’è ancora posto: le  coppie di fidanzati che volessero partecipare all’incontro possono contattare la parrocchia di San Valentino al numero telefonico 0744274508.

Lettera del vescovo alla città. Intanto Monsignor Piemontese ha scritto una lettera aperta alla città di Terni. Il tema è il recupero e la riscoperta della storia di San Valentino: “Ai nostri giorni – scrive il presule – riscontriamo purtroppo due difficoltà che impediscono di continuare nel solco di progetti validi, aperti qualche decennio addietro, ma poi interrotti dopo alcuni anni. Una prima causa di ciò è da attribuire alle difficoltà e ristrettezze di natura economico-finanziaria. In passato invece, si è stati largamente beneficiari di risorse su cui oggi, a motivo della crisi mondiale e locale, non possiamo nemmeno lontanamente contare”.

“Inoltre si constata una riluttanza, sotterranea e palese, unita ad un senso generale di pigrizia, a rinnovare e a dare esecuzione a programmi tendenti ad approfondire e ad estendere la tradizione culturale, la spiritualità, il carisma e il magistero di san Valentino, vescovo di Terni e martire. Manca una mobilitazione culturale, che aiuti a riscoprire le radici e l’identità di questa città e della Chiesa locale ed esplori i filoni civili, sociali e spirituali del carisma del Santo Patrono, rivisitandone la storia e riscoprendo le sfaccettature della sua personalità, senza scadere nel banale: va approfondita la figura del vescovo santo, per 70 anni maestro di questa città, padre dei poveri e dei giovani innamorati; va intensificata la sua dimensione di custode dell’amore, del matrimonio, della famiglia, ma anche di testimone fino al martirio della coerenza alla fede, della libertà religiosa, del dialogo interreligioso, dei diritti umani, della cura e preoccupazione per la città e altri vari aspetti. Tutto ciò anche per proporre un fondamento e una consistenza culturale e spirituale alle iniziative dei tanti, che specie in questo mese si richiamano, per ragioni religiose, sentimentali o mercantili, a Valentino, che è il “nostro san Valentino”, vescovo e martire. Sarebbe certamente una sfida di alta eccellenza e grande testimonianza se la Chiesa, il mondo ternano della cultura e tutta la città nelle sue articolazioni amministrative, le associazioni, le imprese ecc. riuscissero a coalizzarsi per dare vita a quello che potremmo definire “Progetto San Valentino di Terni”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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