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Terni, dileggio in aula e social per Gentiletti: “Non è parco giochi”

Perugia Politica Extra

Terni, dileggio in aula e social per Gentiletti: “Non è parco giochi”

Redazione politica
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L'aula del consiglio comunale

TERNI – Alessandro Gentiletti, consigliere comunale di Senso Civico-LeU non a tutti è simpatico, ma sicuramente quello che si è visto oggi in aula, durante la seduta va al di là di qualunque giudizio di merito sulla persona e sull’esponente politico. Piuttosto è la testimonianza del livello basso, terra terra – anzi, sotto terra – a cui è arrivata la politica anche a Terni. Ma del resto, basta affacciarsi fuori dalla finestra e vedere quello che succede a livello nazionale per evitare di stupirsi.

Il fatto Succede, in sostanza, che il consigliere Gentiletti oggi pomeriggio abbia trovato sul suo banco una confezione di biscotti ‘Gentilini’ a corredo di una foto, che è girata di consigliere in consigliere (Gentiletti compreso), su whatsapp, che ritrae l’assessore Cecconi intento a mordere uno dei biscotti. Con una frase di accompagnamento ben chiara: “Un biscottino al giorno toglie la sinistra di torno”.

Il dibattito. Scherzo? Se lo è, certamente di cattivo gusto. O forse voleva essere una simbologia della maggioranza che si è mangiata la sinistra. L’intervento di Gentiletti, in aula, è stato pesante: “Questa è la serietà della maggioranza, degli amministratori che abbiamo eletto e che dovrebbero risolvere i problemi della città, buffoni è l’unico appellativo che vi meritate. La città versa nelle condizioni in cui è e voi avete trasformato il comune in un parco giochi. Sono io quello che cerco visibilità solo perchè faccio opposizione? Siete ridicoli”.

“Scusatevi, se ne avete il coraggio”, ha detto a sostegno di Gentiletti il capogruppo di Terni Immagina Paolo Angeletti. Fra corse ai distinguo da parte della maggioranza, tentativi di derubricare il gesto a ‘goliardata fra amici’ e generiche attestazioni di solidarietà, le uniche scuse – di questo gliene va dato assoluto merito –  sono arrivate dal sindaco Leonardo Latini. Il colpevole del gesto, se n’è rimasto tranquillo in ombra.

Scavare.  “Bullismo di quartiere”, lo ha definito il consigliere del Pd Filipponi. Forse troppo, ma non c’è dubbio che il modello è quello sdoganato da certi leader politici nazionali, per i quali il dileggio delle opinioni diverse e delle opposizioni in generale si è sostituito alla normale dialettica politica, per un pugno di like sui social. Certo è che il livello si è abbassato molto sotto il cameratismo da caserma.

Vincere una elezione non dà il diritto a fare qualunque cosa. Sarebbe il caso che chi governa la città lo tenesse bene a mente.  Non dà diritto a dileggiare un consigliere di opposizione solo perchè prova a farla, non dà diritto a commentare via social l’omicidio del carabiniere seguendo la scia del leader nazionale senza nemmeno poi scusarsi, non dà diritto a mostrare i cartelli ‘Parlateci di Bibbiano’ durante l’approvazione del bilancio. Che oltretutto, essendo il fatto avvenuto in Emilia, non si capisce nemmeno perchè avrebbero dovuto farlo. Non dà diritto, in generale, a trattare le opposizioni come il Marchese del Grillo fece con Aronne Piperno. Ma in fondo, lo ripetiamo, non c’è da stupirsi: i cattivi maestri generano cattivi alunni.