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Terni, Di Girolamo sotto assedio tra conti in bilico e ‘fuoco amico’

Politica

Terni, Di Girolamo sotto assedio tra conti in bilico e ‘fuoco amico’

Andrea Giuli
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Una seduta del consiglio comunale di Terni

Di Andrea Giuli

TERNI – Estate galeotta. Un leader politico italiano di lunghissimo corso e di indiscutibile esperienza, tal Giacinto Pannella, soleva dire che in politica i più incredibili colpi di mano, ribaltoni, crisi, rotture e spiazzamenti, si verificano in agosto. Possibilmente, sotto Ferragosto. E se non si realizzano, quanto meno si pianificano, si preparano.

Segnali, fibrillazioni Non è ancora ben chiaro se tale ‘possibilità’ calzi o meno al momento attuale che sta vivendo l’amministrazione comunale di Terni, ma è certo che i segnali di un crescente assedio al palazzo (Spada) e dunque al sindaco Di Girolamo sono molteplici, incalzanti, tangibili. Non solo fibrillazioni perenni – più o meno fisiologiche – dentro la Giunta e dentro la maggioranza di centrosinistra, ma una serie di fatti, anche pesanti, concentrati e affastellati in un tempo breve fanno pensare che, se non proprio alle piaghe d’Egitto, potremmo essere alla vigilia di un redde rationem, di un fuggi fuggi, di un patatrac. Insomma, qualcosa che somigli ad un sindachicidio. Difficile pensare che accada veramente, ma, a questo punto, l’evento è tutt’altro che lunare. Ecco, comunque, le tracce fattuali di un clima grave e greve.

Conti da infarto Anzitutto, le oggettive, crescenti spine del bilancio: la sensazione è quella di un barile che stia per tracimare. Uno spaventoso monte debitorio accumulato, fra fornitori, crediti non più esigibili, debiti verso le aziende partecipate con liquidatori e amministratori che fanno scrivere dagli avvocati per intimare al Comune pagamenti milionari (Usi, Atc, Asm e non solo). E quando poi a battere cassa minacciosamente e pesantemente – quasi ad assestare il colpo fatale – e’ un presidente del tuo stesso partito (Carlo Ottone, dell’Asm), forse qualcosa sta accadendo. La situazione, comunque, a detta di molti rasenta il pre-dissesto finanziario dell’Ente che potrebbe configurarsi tra ottobre e novembre prossimi. In quel periodo si terrà pure il famigerato referendum costituzionale. Non una coincidenza qualsiasi. Il suo esito, come noto, potrà innescare meccanismi di ogni genere.

Potere della tavola Cene, cenette, aperitivi, in politica ci sono sempre stati. Ma, fa notare maliziosamente qualche esponente democrat ternano, quando i tavoli conviviali diventano troppi, sovrapposti, carbonari e presidiati da big del Pd locale e regionale, allora può essere che gatta ci covi. O squali, O avvoltoi. O linci. A scelta.

Correnti, gruppi Come in una “Balena bianca” d’antan, stanno uscendo allo scoperto (quindi, siamo anche oltre le cene vanamente segrete), ‘laboratori’, gruppi, correnti di fatto all’interno del Pd locale. Ultima, quella della cosiddetta ‘sinistra riformista’, formalizzata qualche giorno fa e composta da ‘pezzi da 90’ del partito e dell’establishment: capi di importanti cooperative, assessori comunali, dirigenti e parlamentari (Gianluca Rossi). Una corrente, peraltro, cementata dalla comune prevenienza PCI-Pds. Non può sfuggire, inoltre, il crescente attivismo di quella che potremo tranquillamente definire la corrente Bocci-Brega. Il fermento lievita. E ci scappano pure le prime ‘caciarate’ tra compagni.

Rimpasto E’ il sintomo più superficiale, logoro, dell’assedio al sindaco. Un romanzo. Se accadrà o meno nelle prossime ore è da vedere. Se accadrà (e bisognerà vedere come) Di Girolamo avrà ceduto a pressioni ed equilibri, assicurandosi un po di ossigeno. Se, invece, resisterà ad oltranza, potrebbe essere il segno di una caparbia ‘morte sul ponte della nave’ che affonda. O dell’ennesima sfida alla sua maggioranza. Ragionamento impolitico? Forse. Del resto, il campo della lotta alla successione si annuncia come Corso Tacito al sabato pomeriggio. Affollato. Anche se una fine traumatica della consiliatura, oltre a non essere nelle corde di Di Girolamo, potrebbe essere il viatico per una disfatta del centrosinistra ternano alla prossima tornata. Epperò, come diceva un bel film di David Mamet, le cose cambiano. Trasversalismi, civismi, rimescolamenti, fine cicli. Al referendum (e al bilancio) l’ardua sentenza. Fa caldo. Tanto caldo.

 

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Andrea Giuli
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