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Terni, Di Girolamo: “Fiducia a Piacenti, nessun commissariamento”

Il sindaco attacca il Movimento Cinquestelle sulla vicenda dei debiti fuori bilancio: "Stanno sollevando un polverone" Liberati replica: "Fine di questo modo di amministrare la cosa pubblica"

TERNI – Il clima a Palazzo Spada è ancora caldissimo e per oggi sono attese dichiarazioni del sindaco in merito all’avvio della procedura di riequilibrio finanziario ma intanto Leopoldo Di Girolamo interviene relativamente alla ipotesi di un commissariamento, chiesta nei giorni scorsi a gran voce dal Movimento Cinque Stelle: “Rassicuro i ternani – dice Di Girolamo -continueremo a governare la città,  sempre mossi da quel senso di responsabilità e rigore, consapevoli che stiamo attraversando da tempo una stagione molto complessa dal punto di vista internazionale, sociale, ed economica.  Non è all’orizzonte nessun commissariamento, non è questo a quello che lavoriamo in questi giorni, sono alcune forze di opposizione che stanno cercando di forzare la situazione, invocando in continuazione il commissariamento, una procedura che richiede determinate condizioni ed è disciplinata dal Tuel.

Pieno sostegno e fiducia all’assessore Vittorio Piacenti D’Ubaldi per lo straordinario lavoro che sta portando producendo per garantire stabilità e prospettive ai conti dell’Ente. Confermo ancora una volta che stiamo seguendo un iter corretto e rispettoso delle norme vigenti. In merito alla vicenda dei debiti fuori bilancio e al polverone che stanno alimentando i grillini puntualizzo che nei mesi scorsi non sussistevano le condizioni tecnico procedimentali per assumere l’atto.  Abbiamo, da subito,  chiesto agli uffici di avviare una ricognizione puntuale della situazione e della documentazione probante, lavoro che sta terminando in queste ore e che ci permettere di aprire una nuova fase contabili e amministrativa. Tutta la documentazione  sarà sottoposto ai controlli degli organi competenti in modo trasparente e con la consueta collaborazione”.

Liberati replica: “Fine di questa classe dirigente”. Immediata la controreplica dei Cinquestelle, affidata al capogruppo in Regione Andrea Liberati: “In principio fu il buco della Curia. In seguito venne quello dell’Ast-Tk, descritto all’opposto di come si era originato; quindi arrivò la voragine dei debiti del Comune di Terni, quasi in coincidenza con il buco ‘artistico’ praticato al cosiddetto ‘Caos’; poi, negli ultimissimi giorni, il reale quanto emblematico sprofondamento  e crollo di un brano di città. Si moltiplicano i segni della fine di una classe dirigente e di un modo affaristico e sbarazzino di amministrare,  qui come altrove”.

Liberati definisce Palazzo Spada: “un Comune (una Regione) Emmenthal, dove ogni apicale ha potuto illimitatamente fare e disfare delle risorse collettive, senza render conto ad alcuno”.  Secondo il capogruppo pentastellato, “straordinaria valenza in questo disastro riveste il business delle coop cui Comune di Terni e Regione hanno lucrosamente appaltato, o lasciato appaltare, tutto l’appaltabile, dalla culla alla bara, dal Verde pubblico al Sociale, dalla Cultura alla Cascata delle Marmore, dai canili alla Sanità, dalle mense all’immigrazione all’ambiente, talvolta con proroghe illegali, senza andare per il sottile, senza respingere l’inopportuno conflitto di interessi di chi sa di essere finanziato da alcune coop”.

Il capogruppo regioanle del M5S definisce “strano che Ispettorati del Lavoro, Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate e altri, gli stessi che, in tre lustri, non si erano accorti della voragine della Curia di Terni su cui poi è intervenuto direttamente il Papa, con negligenze palesi di non pocheautorità civili, anche qui non vedano quel che tutti sanno, notano, dicono non più sottovoce, con una truffa allo Stato strisciante nel nome di un mutualismo e un solidarismo solo teorizzati, con cooperative che sono esclusivamente la porta girevole di questa politica. Oppure il problema è tutto qui? Che, quando c’è di mezzo la vecchia politica, e c’èabbondantemente, non si deve toccare alcunché, a costo di far naufragare interi Enti, come sta avvenendo un po’ ovunque in Italia?”.

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