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Terni, Di Canio: “Saluto romano in campo fu errore”. Di Girolamo: “Cercare ideali comuni”

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Terni, Di Canio: “Saluto romano in campo fu errore”. Di Girolamo: “Cercare ideali comuni”

Redazione
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TERNI – Paolo Di Canio, cittadino ternano da tempo e il sindaco Leopoldo Di Girolamo. Due poli opposti politicamente che però ora si incrociano perché l’ex giocatore di Lazio e Ternana ha rilasciato al Corriere della Sera una intervista nella quale fa ammenda di alcune cose del suo passato. Si parte ovviamente, dal giorno in cui l’ex calciatore, attualmente conduttore televisivo, viene sospeso da Sky, perché si era presentato in studio con una maglietta a maniche corte che lasciava vedere il tatuaggio con la scritta “Dux” e quindi inneggiante a Benito Mussolini, leader del partito fascista.

“Il giorno in cui vengo sospeso sono in redazione a Sky – racconta –  Alle 20 c’era la presentazione del palinsesto, i colleghi la chiamano la sera del tappeto rosso. Io e Leonardo, l’ex calciatore brasiliano, eravamo tra gli ospiti. Vedevo facce strane intorno a me. Vado in albergo per prepararmi. Entro nella hall, suona il telefono. Ci sono rimasto non male, peggio. Ho urlato. Non so neppure cosa sono i social network. Orgoglio ferito. Mi sono sentito un appestato. Avrei voluto reagire d’istinto. Il giovane Di Canio le avrebbe risposto in altro modo. Ma ormai ho quasi cinquant’anni. Ho imparato a mettermi dalla parte degli altri, a ragionare con loro. C’è tanta gente che ha ogni diritto a sentirsi ferita dall’esibizione, per quanto non voluta, di quei tatuaggi. E un’azienda importante come Sky ha diritto a non vedersi associata a una simbologia che non condivide. Ma non era stata una mia scelta. E ancora oggi ne pago le conseguenze”.

Di sé e dei suoi ideali dice: “Preferirei evitare le etichette come quella di fascista. Ho sempre spiegato come la penso, non è un mistero. Ma se mi chiede delle leggi razziali, dell’antisemitismo, dell’appoggio al nazismo, quelle sono cose che mi fanno ribrezzo. Trevor Sinclair, quel genio di Shaka Hislop, che terminata la carriera di portiere è diventato ingegnere nucleare, Chris Powell. Compagni di squadra. Amici ancora oggi. Ragazzi di colore. Phil Spencer, il mio agente inglese, è un ebreo praticante. Sono stato al Bar Mitzvah del figlio. Io questa cosa del razzismo non ce l’ho dentro, non mi appartiene, vorrei gridarlo”. E sul saluto romano fatto sotto la Nord: “La cosa di cui mi più mi pento nella mia carriera. Quello è un ambito sportivo, è stupido fare un gesto politico che magari può essere condiviso da alcuni spettatori e amareggiarne molti altri. Non avrei mai dovuto farlo. Lo sport deve restare fuori da certe cose”.

Di Girolamo: “Presa di posizione disinteressata, bravo”. Il sindaco di Terni, su facebook, prende posizione in  merito: “Mi sembra una pagina molto autentica. E per molti versi anche coraggiosa: ammettere i propri errori ma non cancellarli. Mi sembra una pagina disinteressata, mossa dal bisogno di essere sincero con se stesso e con i propri figli. Ho idee politiche diverse da Paolo Di Canio, ma condivido il suo riconoscersi in principi comuni, che valgono sia per la destra che la sinistra: il no al razzismo e all’antisemitismo sono fondamentali. Poi ce ne sono altri, altrettanto importanti: la democrazia, le garanzie e i doveri costituzionali, la legalità, il rispetto per chi ha idee diverse. Ecco, riconosciamoci tutti sui temi fondamentali, anche a livello civico: Terni sarebbe più coesa e forte”.

Cecconi Sulla vicenda interviene il capogruppo in Comune di FdI, Marco Cecconi, con un plauso ed un sostanziale invito alla pace: “Bravo Di Canio. Bravo Di Girolamo. Certo, il governo della città è un’altra cosa. Prescinde dalle grandi questioni etico-politiche. Ed ha a che fare più che altro con un corretto ed oculato utilizzo dei conti pubblici. Ma, per una volta, quando ancora siamo qui a chiederci come vorremmo davvero che fosse questo 2017 appena iniziato, conforta sperare che sia possibile una reciprocità di legittimazione che vada oltre gli stereotipi, ideologie superate, etichette archiviate, frontismi antistorici (come quelli tra destra e sinistra) se fondati su categorie e prassi che non esistono più, oppure frontismi sfascisti che, per la verità, non ci sono mai appartenuti e lasciamo sicuramente ad altri. Sì, nel 2017 vorremmo che ci fosse anche un po’ di questo”.

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