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Terni, detenuto prende a schiaffi il direttore sanitario del carcere

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Terni, detenuto prende a schiaffi il direttore sanitario del carcere

Redazione
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TERNI – Una brutale aggressione si è consumata ieri al carcere di vocabolo Sabbione, il secondo dopo quello del settembre scorso che aveva visto protagonista una infermiera: un detenuto di 42 anni, recluso per reati connessi alla mafia in Puglia ha preso a schiaffi in faccia  Antonio Marozzo, il direttore sanitario.

Ne riferisce Fabrizio Bonino, del Sappe, sindacato di Polizia Penitenziaria: “Il detenuto – dice Bonino – on voleva essere trasferito a Taranto, come disposto dal ministero, ed ha preso a schiaffi il medico del carcere. Tre poliziotti penitenziari, immediatamente intervenuti, sono rimasti contusi. Sono stati momenti di grande tensione e pericolo, gestiti con grande coraggio e professionalità dagli agenti”

Capece. Rincara la dose il segretario generale Donato Capece: “Ogni giorno nelle carceri italiane succede qualcosa ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre. Le carceri sono un colabrodo per le precise responsabilità di ha creduto che allargare a dismisura le maglie del trattamento a discapito della sicurezza interna ed in danno delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria. Non ci si ostini a vedere le carceri con l’occhio deformato dalle preconcette impostazioni ideologiche, che vogliono rappresentare una situazione di normalità che non c’è affatto: gli Agenti di Polizia Penitenziaria devono andare al lavoro con la garanzia di non essere insultati, offesi o – peggio – aggrediti da una parte di popolazione detenuta che non ha alcun ritegno ad alterare in ogni modo la sicurezza e l’ordine interno.”

Capece auspica che  “il ministero della Giustizia disponga accertamenti su quanto avvenuto, non trascurando di segnalare gli Agenti per una adeguata ricompensa per le eccellenti capacità professionali e umane con le quali hanno gestito il gravissimo evento critico, che avrebbe potuto avere peggiori conseguenze se l’intervento degli Agenti non fosse stato appunto tempestivo”.

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