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Terni, decreto sicurezza: è polemica fra Arci e alcune associazioni di immigrati

Cronaca e Attualità Terni

Terni, decreto sicurezza: è polemica fra Arci e alcune associazioni di immigrati

Redazione
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TERNI – Polemica aperta – ad essere onesti un po’ a ‘scoppio ritardato’- fra l’Arci ed alcune associazioni di immigrati del territorio sul tema del decreto sicurezza. L’occasione è stata, è vero, un convegno organizzato dal Comune di Terni sul tema “Nuove disposizioni, comunali e nazionali, sull’immigrazione’, durante le quali alcune associazioni si sono dette a favore del decreto, che però si è svolto il 19 febbraio scorso.

La polemica. La situazione va contestualizzata. Durante il convegno, si sono registrate alcune posizioni a favore, da parte di Mimoun El Hacmi, imam del centro islamico di via Vollusiano, il cui endorsement in favore della Lega è peraltro noto e di associazioni (che rappresentano circa 250 persone sui 14000 immigrati presenti sul ternano). Fra queste, anche ‘Sin Fronteras’, che fa capo ad Edwin Manuel Cocalon, candidato con la lista Terni Civica alle ultime comunali, quindi a sostegno del sindaco Latini.

Con loro, erano presenti all’incontro anche , Nuovi Orizzonti, Royal International, Associazione culturale sociale islamica ‘Al Huda’, comunità polacca, associazione Namasté onlus, L’arcobaleno e il mare e Humanitarian Onlus.

Arci attacca. L’Arci, che si occupa insieme alla Associazione San Martino della Caritas della gestione dei migranti attraverso vari progetti, su tutti gli Sprar, va all’attacco: ” Vorremmo capire cosa approvate del cosiddetto Decreto “Salvini/Sicurezza” – scrivono –Tutto lo approvate? Lo approvate, per esempio, quando persone che pur avendo ottenuto la protezione umanitaria sono costrette ad uscire dai progetti, a finire in mezzo ad una strada, a carico della comunità, della quale anche voi fate parte. Approvate anche il fatto che adesso chi ha problemi mentali ma è un richiedente asilo o ricorrente non può più essere inserito in Progetti Sprar di disagio mentale? Li volete lasciare da soli?  Davvero credete che questo decreto porti più sicurezza?  Se ancora più persone finiranno in mezzo alla strada, senza documenti, senza assistenza sanitaria cosa potrà succedere? Forse non avete ben chiaro tutto questo”.

Serve unità Sin qui la polemica, accesa. Ma Arci poi tende anche la mano, per cercare una nuova unità sull’argomento: “Comprendiamo la vostra paura nell’essere affiancati a questi stereotipi che trovano spazio soprattutto nei social- scrivono – Per questo c’è bisogno di unità e non iniziare una piccola guerra fra “poveri”.Auspichiamo che chi ha avuto percorsi complessi di integrazione ella nostra comunità non abbia adesso imparato il concetto attualmente in voga del “prima noi-prima io”: il contrario dell’essere comunità”

Tavolo tecnico . Quini arriva la proposta: “Siamo in procinto di realizzare un seminario tecnico sugli effetti pratici del Decreto Sicurezza; volendo potete portare anche voi un vostro contributo tecnico alla discussione – prosegue l’Arci – Si parla spesso di immigrazione senza ascoltare quegli immigrati venuti da noi dopo la ‘Primavera araba’ del 2011. Arci sta ascoltando le preoccupazioni di un gruppo di persone, che sono stati accolti in vari progetti di accoglienza, richiedenti asilo e migranti che fanno o hanno fatto parte del Servizio Civile e che vorrebbero incontrarvi per farvi capire che non sono “furbetti arrivati per vivere alle spalle dello Stato” ma persone che per motivi diversi hanno dovuto, come voi, lasciare la propria terra per migliorare le condizioni di vita loro e delle proprie famiglie. Persone che faticano ad inserirsi nel tessuto sociale, attraverso anche svariate forme di volontariato, che studiano, si impegnano e che magari avrebbero bisogno di consigli e di supporto da parte vostra, invece di essere demonizzati come avviene sempre più spesso, aumentando così la percezione di un vero e proprio allarme sociale nel tentativo di nascondere i veri problemi i questo Paese. Forse sarebbe il caso di trovarsi tutti intorno ad un Tavolo. Chi è qui da tempo, generazioni, o chi è arrivato da poco. Il confronto è l’unico modo per creare una vera integrazione”