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Terni, decisione storica: chiude l’inceneritore a biomasse di Maratta

Cronaca e Attualità Terni

Terni, decisione storica: chiude l’inceneritore a biomasse di Maratta

Redazione
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L'impianto di Maratta

TERNI – Il Messaggero ne ha dato notizia questa mattina: l’inceneritore di Maratta, di proprietà della Tozzi Holding di Ravenna, chiuderà i battenti e sarà smantellato entro un anno. L’impianto è comunque già fermo da diversi giorni Nessun ripensamento da parte dell’azienda che ha licenziato sette dipendenti. Una notizia che ovviamente ha fatto esultare il mondo ambientalista ternano e che ha avuto il potere di ricompattare di colpo tutte le forze politiche attorno al più sentito tema cittadino.

Il Comitato No Inc. “Tanti anni di battaglie quotidiane hanno prodotto questo primo risultato storico- scrive il Comitato No Inc – Siamo riusciti a far comprendere che Terni sa opporsi a chi considera e ha considerato la nostra conca come un territorio dove tutto è possibile. Le scelte scellerate fatte dalla politica in modo trasversale, di autorizzare a cavallo tra gli anni ’90 e 2000 due inceneritori, oltre a quello allora già esistente di Asm, avevano indubbiamente ridotto Terni a ciò che oggi è. Un’ area fortemente inquinata con pesanti ricadute in termini di salute pubblica. La città sta pagando ancora con i propri corpi queste scelte dettate solo dalla volontà della politica di dare spazio ai vari piccoli e grandi potentati cittadini. Da Agarini ai soci privati di Isrim, tutti con sponsor politici di cui sappiamo nomi e cognomi. Tozzi se ne va  perché ha trovato invece una città combattiva e determinata, un ambiente non più favorevole a business impattante. Un movimento che ha obbligato politica, Usl e Arpa a svolgere la loro azione di tutela verso i cittadini. Cosa che è stata fatta, a volte in modo molto subdolo, come quando l’allora sindaco Di Girolamo espresse un finto parere negativo proprio in merito all’autorizzazione dell’inceneritore in questione. Noi andiamo avanti. Dobbiamo spegnere l’altro inceneritore e obbligare gli altri produttori di rischio a ridurre fortemente le emissioni nocive e climalteranti. La conca dovrà diventare un ecodistretto”

La politica. Forze politiche compatte. In prima fila ovviamente il M5S che della lotta all’inceneritore ha fatto una battaglia politica: “una vittoria senza precedenti dei cittadini ternani. La notizia della chiusura e il futuro smantellamento dell’inceneritore Terni Biomassa è solo un tassello di una lunga guerra che combattiamo da anni per il nostro diritto alla salute e al lavoro, per uno sviluppo che guarda al futuro e alla sostenibilità ambientale. È di sicuro il frutto dell’impegno e della determinazione di uomini e donne che si sono uniti senza simboli di partito attorno alle bandiere del comitato ‘No Inceneritori Terni’ Una vittoria che deve spingerci ad alzare l’asticella e pretendere di più contro chi continua a negare un disastro ambientale caratterizzato da 150 anni di industrializzazione pesante e colpevole assenza delle istituzioni. Negare questo vuol dire essere complici. Il nostro auspicio in questo momento è che si apra un percorso nuovo che sia anche l’occasione per una riconversione degli impianti e del paradigma industriale della città in un ottica di sviluppo sostenibile ed economia circolare che possa portare a nuova occupazione, vero progresso e speranza per l’intero territorio della conca ternana”

In una nota congiunta i capigruppo  di maggioranza si augurano che la vicenda possa “metter fine a qualsiasi nuova ripartenza con adeguamento dell’impianto, come già avvenuto in passato con gli amministratori del Pd. Gli stessi che oggi si rallegrano della decisione della chiusura dell’impianto. non si può non rilevare che tale decisione giunge anche a seguito del significativo parere negativo reso da questa amministrazione alla richiesta di aumentare i rifiuti da bruciare nell’inceneritore ternano. Tale decisione va nella giusta e corretta direzione di una rafforzata sensibilità ambientale e di una inedita determinazione dell’attuale amministrazione cittadina nel tutelare la salute e l’ambiente della nostra città”. Francesco Filipponi, capogruppo del Pd  scrive: “ivendichiamo con forza la partecipazione a quella che consideriamo una vittoria ai fini ambientali per la nostra città, ovvero il definitivo spegnimento di uno dei due inceneritori. Ricordiamo per l’appunto la scelta fatta dall’amministrazione di centrosinistra nel maggio del 2016 di sospendere l’attività dell’impianto visto anche il rapporto dei carabinieri del Noe di Perugia e dell’Arpa che certificava una serie di irregolarità rispetto al Testo unico ambientale, Il nostro lavoro continuerà per ribadire la contrarietà alla permanenza in città anche dell’altro impianto di incenerimento”. Alessandro Gentiletti, di Senso Civico dice: “La chiusura dell’inceneritore di Maratta è una buona notizia per la nostra città e la sua complessa situazione ambientale. Il merito è dei tanti cittadini che da sempre si sono impegnati, con coraggio e costanza, per questa battaglia. Ora occorre tenere alta la guardia e proseguire insieme sulla strada intrapresa, per far sì che Terni torni finalmente a respirare a pieni polmoni”

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