CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Terni, De Persio: “Bisogna uscire dai vincoli di bilancio, tornare subito al sociale”

Terni Politica

Terni, De Persio: “Bisogna uscire dai vincoli di bilancio, tornare subito al sociale”

Andrea Giuli
Condividi

A.G.

TERNI – Torna il Partito Comunista, torna la falce e martello. Pronta la lista dei candidati al consiglio comunale e pronto il candidato sindaco, l’infermiere-filosofo- teologo, Mariano De Persio.

1) Si presenti in poche parole: chi è, cosa ha fatto e cosa fa nella vita, perché si candida

“Ho iniziato a lavorare come infermiere 24 anni fa a Roma e dal 2014 sono in forza presso l’Azienda ospedaliera S. Maria di Terni, Pronto Soccorso accettazione. Sempre appassionato alla politica attiva, in particolare a Roma dove sono nato, ho militato in diverse formazioni politiche prima di entrare nel Partito Comunista. Diplomato in Ragioneria, laureato in infermieristica, in filosofia e teologia ho conseguito una prima specializzazione in bioetica, e attualmente sono iscritto al corso di Laurea specialistica in Socioantropologia. Mi candido per fermare il declino di una città portata alla bancarotta sociale, prima che finanziaria, da decenni di amministrazioni che, con la connivenza e l’appoggio di tutte le opposizioni, hanno provocato la desertificazione e il degrado di quella che era una fiorente e vivibile città operaia. Per rendere la città un ambiente favorevole alla creazione di posti di lavoro, anche incentivando politiche che favoriscano la creazione di un vero polo universitario ternano che creerebbe un terreno fertile per la creazione di nuove aziende ad alto contenuto tecnologico”.

Mariano De Persio

Mariano De Persio

 

2) Ci dica in sintesi le 4-5 priorità del suo programma

“Scardinare i vincoli di bilancio previsti dal patto di stabilità: una politica imposta dalla UE che strangola i comuni e costringe le amministrazioni di qualsiasi colore a tagliare i servizi e imporre nuove tasse.
Internalizzare tutti i lavoratori che svolgono servizi di competenza comunale, per sottrarre questi servizi alla logica del massimo profitto e fermare la precarizzazione selvaggia dei lavoratori del settore dei servizi al cittadino.
Esigere il pagamento dell’Imu sugli immobili di proprietà ecclesiastica che sono fonte di guadagno e allo stesso tempo aumentare le addizionali comunali sugli immobili sfitti e/o invenduti delle grandi compagnie immobiliari.
Contrastare il degrado sia nelle aree periferiche che nel centro, luogo di incontro dei ternani, attraverso l’istituzione di un Assessorato del cittadino che, tramite l’istituzione di comitati di quartiere, individui le criticità delle varie aree cittadine e collabori con i residenti per la riqualificazione delle aree degradate, la gestione della sicurezza e il miglioramento dei servizi”.

3) Quale è il suo giudizio sincero sulle ultime giunte che hanno guidato Terni? E come trova oggi lo stato complessivo della città?

Il declino della Città di Terni è sotto gli occhi di tutti. La causa del declino, come dicevo prima, sono stati decenni di amministrazioni che non hanno saputo puntare sullo sviluppo della città, ma hanno sistematicamente tradito i loro programmi elettorali per assoggettare le politiche amministrative ai vincoli imposti dal pareggio di bilancio: una politica imposta dall’Unione europea volta a spingere i comuni indebitati a privatizzare i servizi, assoggettandoli così non alle necessità dei cittadini, ma alla logica del massimo profitto. Non bisogna illudere i ternani: senza il ripudio dei vincoli di bilancio, nessuna politica è possibile, e il sindaco non è altro che un esattore, incaricato di tenere in ordine i libri contabili. A pagarne le conseguenze sono sempre i settori della società più vulnerabili che si vedono privati di servizi essenziali quali asili, trasporti, servizi sociali”.

4) Esiste ancora una qualche differenza tra i concetti di Destra e Sinistra?

“Ha ancora senso parlare di destra e sinistra se con questi concetti si indicano due concezioni dei rapporti sociali e dell’economia irriducibilmente diverse. Noi siamo comunisti e poniamo al centro della nostra analisi il conflitto fra Capitale e Lavoro. Mi spiego meglio: se una giovane coppia convivente fa fatica a portare il pranzo e la cena a tavola perché entrambi hanno lavori precari e mal pagati, qual è il loro problema primario: potersi iscrivere in un registro delle unioni civili oppure avere un lavoro sicuro e un salario che consenta loro di condurre una vita dignitosa e pianificare serenamente il futuro? Negli anni ’70, quando i diritti sociali collettivi avanzavano (penso ad esempio all’entrata in vigore dello Statuto dei Lavoratori), avanzavano anche i diritti civili individuali, ad esempio il divorzio. Se guardiamo il panorama dei cosiddetti partiti di sinistra, ci accorgiamo che il loro discorso politico si è spostato dai diritti sociali a quelli civili. Se questo oggi è ciò che si intende per “essere di sinistra”, allora noi diciamo: noi non siamo di sinistra, noi siamo comunisti”.

5) Per un politico e un amministratore l’onestà è qualità sufficiente ed esaustiva? 

“Essere onesti non può essere una qualità sufficiente. L’onestà è un prerequisito e andrebbe data per scontata. Invece stupisce vedere forze politiche che ne fanno il centro del loro agire politico, per poi rivelarsi completamente inadeguate quando viene data loro la responsabilità di guidare una città. Un amministratore deve dimostrare di essere in grado di analizzare correttamente le situazioni sul territorio e adottare politiche che mettano al centro i cittadini e le loro esigenze; di essere capace di ridurre gli sprechi e individuare allo stesso tempo le corrette priorità di spesa per assicurare equità nella distribuzione dei servizi; di percepire i cambiamenti culturali e di consentire alla sua città di rimanere al passo con i tempi”.

Tags:
Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

  • 1

Ti Potrebbe anche Piacere