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Terni, danneggiate le ambulanze di una associazione di volontari

Cronaca e Attualità Terni

Terni, danneggiate le ambulanze di una associazione di volontari

Redazione
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TERNI – Sono in corso indagini della polizia per risalire agli autori dell’atto vandalico avvenuto nel primo pomeriggio di mercoledì ai danni di quattro mezzi, tra cui due ambulanze, dell’associazione di volontariato AmbuLaife di Terni. In particolare sono stati danneggiati i parabrezza e i tergicristalli di un camper, di un pulmino e di due mezzi di soccorso, tutti al momento inutilizzabili. Il fatto è avvenuto mercoledì tra le 13,30 e le 16 in via della Bardesca, nel cortile della sede dell’associazione. L’area è controllata da un sistema di videosorveglianza, le cui registrazioni sono state acquisite dalle forze dell’ordine per identificare gli autori. Sul posto anche la polizia scientifica che ha rinvenuto delle tracce di sangue. “Un atto inaspettato che ci amareggia – commenta Moreno Sciarrini, responsabile della centrale operativa dall’associazione -. Avevamo in programma nei prossimi giorni dei servizi di trasporto di pazienti per le visite che non potremo effettuare fino a che i mezzi non saranno riparati e sanificati”.

Visita Intanto venerdì, nel pomeriggio, l’assessore al Welfare del Comune di Terni, Cristiano Ceccotti, farà visita alla sede di Ambulaife per incontrare i volontari dell’associazione e portare la solidarietà istituzionale. Anche perché nel frattempo le tre ambulanze non sono utilizzabili: bisognerà attendere la rimessa in sicurezza dei mezzi per poterle di nuovo usare per le operazioni di soccorso.

La diocesi Sulla vicenda interviene anche il vescovo Giuseppe Piemontese con una nota: “Chi subirà le conseguenze di tale gesto insano saranno tante persone: malate, bisognose, che erano in attesa di usufruire del servizio di Ambulife, che dovranno attendere, e gli stessi autori del gesto di teppismo. Sembra nemmeno immaginabile che vi sia qualcuno, che soprattutto in un tempo tragico, quale quello che attraversiamo dell’epidemia del Coronavirus, possa fare la guerra a chi è in trincea per aiutare chi ha bisogno di aiuto per avere salva la vita. E accresce la comune preoccupazione sapere che tali azioni siano compiute non da qualcuno, che mosso da raptus distruttivo, abbia incrociato sul suo percorso i mezzi da distruggere, ma da qualcuno che con volontà e determinazione si è introdotto in spazi privati, nel cortile di una scuola, recintati e chiusi per compiere il suo gesto vandalico e vile”.

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