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Terni, D’Acunzo nella Lega: subentrò a Federighi che vuol tornare in Consiglio

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Terni, D’Acunzo nella Lega: subentrò a Federighi che vuol tornare in Consiglio

Redazione politica
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Valeria D'Acunzo

TERNI – Venerdì frenetico a Palazzo Spada. dopo l’annuncio di Patrizia Braghiroli del passaggio al Misto, le sliding doors del Comune vedono l’ingresso della consigliera Valeria D’Acunzo nella Lega. La tricologa, moglie del ds del Perugia Roberto Goretti, era entrata in consiglio comunale con Forza Italia, subentrando a Raffaello Federighi, dichiarato ineleggibile per una vecchia vicenda giudiziaria, poi ne era uscita passando al Misto insieme a Federico Brizi, altro ex forzista salito sul Carroccio

Il passaggio è stato ufficializzato oggi pomeriggio nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte tutti i consiglieri della Lega, in testa il capogruppo Leonardo Bordoni, la commissaria del partito di Terni, l’onorveole Barbara Saltamartini e due candidati alle regionali, Devid Maggiora, vice presidente del consiglio comunale e l’assessore alla scuola Valeria Alessandrini.

“La lega ha le porte aperte – ha detto la Saltamartini – a chi condivide il nostro progetto, condivide i valori, gli ideali, i principi con cui la Lega fa politica in questa città e quindi è con gioia che annuncio l’ingresso nel gruppo consiliare della Lega di Valeria D’Acunzo.” Alla neo consigliera della Lega è stato consegnato lo stemma del partito.

Federighi. A proposito di Federighi, si registra la conclusione della sua vicenda giudiziaria: stato prosciolto da ogni imputazione sia per la vicenda Meraklon che per la cosiddetta “bollettopoli”. Conclusa la vicenda delle morosità col tribunale che ha appurato che non doveva nulla al Comune, si è chiusa anche l’altra inchiesta che lo vedeva coinvolto. Le indagini hanno appurato che Federighi, all’epoca dei fatti, era direttore generale dell’azienda con delega all’estero, quindi non aveva nessuna delega operativa ed i fatti relativi alla bancarotta erano precedenti alla sua assunzione datata febbraio 2011 e durata cinque mesi.

Ora dice di voler fare partire le azioni per essere reintegrato in Consiglio Comunale. Resta però su questo fronte aperta ancora la vicenda di una vecchia condanna del 1998, che era stata inserita nel computo delle cause di incandidabilità.