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Terni, cromo esavalente, De Luca: “Basta parlare, adesso si agisca”

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Terni, cromo esavalente, De Luca: “Basta parlare, adesso si agisca”

Redazione politica
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Flash smog a Terni

TERNI – Il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Consiglio Comunale Thomas De Luca interviene con una nota che riporta all’attenzione il problema del cromo esavalente, questione sulla quale i pentastellati si erano già espressi più volte. De Luca parla ancora di rischio ambientale e della necessità di un intervento radicale. Ecco la sua nota.

“I risultati confermano- scrive –  ciò che denunciavamo da anni: il cromo esavalente è la prima priorità d’intervento tra i fattori di rischio ambientali a Terni. Non c’è più nulla da aspettare, conclusa la diagnosi vanno somministrate cure e soluzioni e vanno adottate soluzioni. C’è assoluta necessità di politiche attive volte ad abbattere drasticamente l’emissione delle polveri dal polo siderurgico”

Pugno di ferro e presenza forte dello Stato. “Vanno adottati controlli ferrei sulla dispersione incontrollata dai punti di emissione e dalle aree di stoccaggio temporaneo dei residuali delle scorie, fenomeni documentati e denunciati nel recente passato. Bisogna inserire nell’ambito degli iter autorizzativi un sistema di videosorveglianza con sensori di movimento che possa tenere sotto costante controllo la dispersione incontrollata”.

Intervento diretto del Ministero. “C’è chi ha immaginato –  prosegue De Luca – l’Area di crisi industriale complessa come una pioggia di soldi da spartire tra i soliti noti, “pioggia” di soldi sul cui cogente arrivo nutriamo forti dubbi. Noi ci batteremo per la immediata necessità di stanziamenti diretti da parte dello stato centrale, che incentivino conseguentemente anche la multinazionale a fare doverosamente la sua parte. Efficientamento ambientale degli impianti volto a contenere ed abbattere ulteriormente l’emissione di metalli pesanti. Lavoratori e cittadini per una risposta concreta che concili il diritto alla salute e il diritto al lavoro. Verso il modello Linz, Austria, per creare nuovi posti di lavoro e combattere la disoccupazione con il risanamento ambientale”.

Un nuovo approccio sanitario. “Dalle analisi ambientali al biomonitoraggio sui residenti. Proprio nell’occasione di ieri abbiamo potuto ascoltare dal dottor Alimonti dell’Istituto Superiore di Sanità come nell’ambito di Horizon 2020 il programma “Human biomonitoring for europe” metta a disposizione risorse per il biomonitoraggio di alcuni inquinanti tra cui il cromo esavalente, inoltre ha dichiarato la disponibilità dell’Istituto a sviluppare un progetto insieme alle istituzioni locali in tal senso. C’è la necessità di un cambio di prospettiva radicale della Regione Umbria, investendo, direttamente sul territorio per nuovi presidi sanitari finalizzati alla prevenzione e allo screening delle patologie correlate all’esposizione ambientale”.

Bene l’Arpa. “Non ci tiriamo mai indietro dal riconoscere- continua – i dovuti meriti a chi fa con professionalità il proprio lavoro come quando è necessario criticare anche con durezza. La conferenza organizzata in modo eccellente da Arpa Umbria è stata una preziosissima occasione, presentazione di una sperimentazione all’avanguardia internazionale. Ci prendiamo il nostro merito per essere stati coloro che sin dal 2012 hanno combattuto con studio ed azioni concrete questa battaglia, risposta eloquente ad alcune becere accuse degli editorialisti di regime”.

Zone d’ombra. “Quello che va necessariamente approfondito è l’impatto sull’area di Santa Maria Maddalena, che continua a non essere monitorata nonostante è riconosciuta sin dal 2013 come area di massima ricaduta delle polveri totali sospese. Ci chiediamo come siano stati ignorati anche i dati che hanno raggiunto il livello record a dicembre 2015 di 310,8 ng/m3, più del doppio di quanto dichiarato in sede di conferenza. Forse alla politica ieri totalmente assente avrebbe fatto comodo ascoltare…magari per non parlare a vanvera quando è il momento di decidere. Forse alla politica ieri totalmente assente avrebbe fatto comodo ascoltare…magari per non parlare a vanvera quando è il momento di decidere”.

Nevi: “Intervenga la Giunta”. Sulla vicenda interviene il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Raffaele Nevi.  “Ho letto con grande interesse i report giornalistici sullo studio Arpa sugli inquinanti a Terni e sulla presenza del Cromo e delle polveri fini in particolare. Mi pare che occorra, come dico ormai da anni, uno scatto da parte delle istituzioni che invece si caratterizzano, come al solito, per l’assoluta inerzia su un tema centrale per i cittadini. Già quando in Regione approvammo il piano della qualità dell’aria sollecitai, anche attraverso la presentazione di una proposta di ordine del giorno, la definizione di un piano straordinario e sperimentale proprio per la nostra Città coinvolgendo tutte le istituzioni locali, la fondazione, i medici, fino ai ministeri dell’Ambiente e della Salute. Ad una timida apertura da parte della Giunta regionale alla mia proposta nulla o molto poco ad oggi è stato fatto. Ma, alla luce del nuovo studio Arpa, non si può più attendere ed è necessario che le istituzioni recepiscano le conclusioni dello studio e si mettano a lavorare insieme alle imprese, a cominciare da Tk-Ast, per affrontare le questioni andando anche ad approfondire le analisi fatte, fino ad oggi. Occorre immediatamente fare quello studio epidemiologico che i tecnici auspicano e che ritengono fondamentale. Annuncio che nei prossimi giorni presenterò una mozione in Consiglio regionale affinché l’Assemblea legislativa impegni la Giunta regionale a prendere immediatamente in mano la regia su questo tema per definire, finalmente, delle azioni concrete. La popolazione ternana non può continuare a convivere con la paura e l’immobilismo, di chi come il Comune e la Provincia se ne infischiano di questo problema, forse anche per non alterare i buoni rapporti con le grandi imprese, a cominciare dall’acciaieria. A noi interessa la salute dei cittadini ed è abbondantemente passata l’ora di capire bene, definitivamente, scientificamente, come siamo messi e cosa fare per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo quotidianamente”.

 

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