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Terni, crisi a palazzo Spada, il centrodestra va in piazza ma non sfonda

Politica

Terni, crisi a palazzo Spada, il centrodestra va in piazza ma non sfonda

Redazione
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TERNI – “Oh Leopoldino vattene via, o bello ciao bello ciao, bello ciao ciao ciao…”. Sì, carino il motivetto e la parodia sulle note della celeberrima canzone resistenziale. Ma, certo, la manifestazione delle opposizioni di centrodestra ternane contro la Giunta Di Girolamo, non sembra aver impressionato. Ne’ tanto meno impressionerà gli ‘assediati’ di palazzo Spada. Un centinaio di persone, forse 150 nel massimo momento (compresi curiosi ed infiltrati) si sono infatti riunite, sabato pomeriggio, in piazza Ridolfi, davanti al palazzo comunale, dove è andato in scena quello che alcuni dei promotori hanno definito come una specie di sit-in, un primo segnale e non certo una prova di forza. Una iniziativa organizzata originariamente dalla Lega Nord Umbria e alla quale hanno poi aderito Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Bandiere di partito, dunque, il simpatico, incessante motivetto del “Bello ciao”, un immenso tricolore, ma, onestamente, una affluenza scarsina, forse anche al di sotto delle aspettative dei promotori. Presente un po’ lo stato maggiore territoriale delle tre formazioni politiche: Squarta, De Sio, Cecconi per FDI; Fiorini per la Lega; Nevi e Bruschini per FI. Per gli azzurri, assente – pare giustificato – il consigliere comunale Ferranti. Assente Franco Todini della lista civica Il Cammello, assente Enrico Melasecche della lista civica I love Terni. Assenti i grillini che qualcuno si aspettava partecipassero almeno con una delegazione. Ma la politica ha le sue regole, dunque nisba. Dietro lo striscione ‘Di Girolamo vai a casa’ si sono alternati alcuni oratori megafonati: gli stessi Fiorini, Bruschini e Cecconi. Bordate, più o meno intense, sul sindaco e la sua giunta, sull’imminente procedura di predissesto finanziario del Comue, sui debiti fuori bilancio, sugli sprechi, le buche, la mala gestione delle aziende partecipate. Insomma, l’intero, noto armamentario. Poi, è calata la bandiera ed è calato il sipario. Sarà stato pure il primo atto di una battaglia politica che si annuncia lunga. Ma certo, il debutto è stato – come dire – timiduccio. Segno dei tempi.

 

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