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Terni, consiglio comunale fra stop per ‘stanchezza’ e ‘direttive in chat’

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Terni, consiglio comunale fra stop per ‘stanchezza’ e ‘direttive in chat’

Redazione politica
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TERNI – Sono giorni complicati per l’amministrazione comunale e per il sindaco Latini. Dopo il caos dei giorni scorsi con la revoca delle deleghe all’assessore Dominici e lo stop compatto del consiglio comunale al nuovo regolamento per il trasporto disabili varato dall’assessore Cecconi, oggi arriva la sconvocazione della seduta del consiglio comunale. “per stanchezza” dei consiglieri.

Il presidente dell’assise Ferranti ha accolto la proposta del consigliere della Lega Leonardo Bordoni, nonostante fossero convocate in questi tre giorni altrettante sedute fiume, per parlare di temi chiave. Bordoni ieri ha chiesto – ed ottenuto – non solo la sospensione della seduta di ieri, ma anche la sconvocazione di quella odierna, riconvocata per lunedì: “Dobbiamo discutere di temi importanti ed urgenti, ma siamo stanchi. Ritengo che un ritardo di 5 giorni non sia terribile”, ha detto Bordoni. Il Consiglio Comunale, a maggioranza – compatto il centrodestra, tranne due consiglieri, contrari gli altri – ha votato per il rinvio

Chat sospette. Intanto, scoppia una polemica, dopo la pubblicazione da parte del quotidiano Il Messaggero di una foto in cui si vede l’assessore ai lavori pubblici Melasecche chattare col commissario comunale della Lega Barbara Saltamartini in merito alla prosecuzione dei lavori in consiglio comunale.

Il Pd Immediata è scattata la reazione del Pd, che parla attraverso Valdimiro Orsini: “Le foto recentemente pubblicate dal Messaggero nelle quali si vede chiaramente – dichiara il consigliere comunale – l’assessore ai Lavori Pubblici Melasecche, ormai uomo solo al comando della giunta Latini, chattare con il commissario politico Saltamartini in merito ai lavori del consiglio comunale, sono una profonda umiliazione per quella che dovrebbe essere la massima assemblea cittadina, l’espressione della vita democratica di Terni. La realtà è che invece anche i lavori del consiglio comunale, l’operato della maggioranza di centrodestra, sono diretti via chat dal commissario politico. Come se non bastasse – conclude – la tutela politica messa al sindaco Latini e alla sua giunta, ora si è aggiunto l’esproprio anche del consiglio comunale, anche questo diretto dai palazzi del potere di Roma”.

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