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Terni, chiesa gremita per il saluto a Di Pietro: “Lavorava per un mondo migliore”

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Terni, chiesa gremita per il saluto a Di Pietro: “Lavorava per un mondo migliore”

Redazione
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TERNI – La Basilica di San Valentino era gremita per l’ultimo saluto a Giorgio Di Pietro, uomo politico e di cultura, ex assessore ed ex presidente della Usl, morto sabato a 70 anni appena compiuti, stroncato da una malattia. Cattolico, laureato in Sociologia all’università del Sacro Cuore, aveva scelto di rappresentare questa anima anche all’interno del Pci, nel quale è stato protagonista della scena ternana fra gli anni 70 ed 80.

Alle esequie, celebrate da don Franco Semenza e don Gianni Sabatini, amico fraterno e di gioventù dell’ex assessore  c’era gran parte della sinistra ternana: fra loro gli ex assessori Malafoglia e Bufi, l’onorevole Walter Verini, gli ex onorevoli Cesare Damiano e Marina Sereni, l’ex sindaco e giornalista del Tg3 Paolo Raffaelli, l’ex assessore comunale Sandro Corradi. Oltre a Francesco Filipponi, capogruppo del Pd.

Non c’erano invece rappresentanti dell’amministrazione comunale, che comunque, in una nota ha ricordato il politico: “Giorgio Di Pietro – scrive il Comune –  è stata una figura rilevante nella nostra città, per l’impegno politico che ha svolto in qualità di amministratore e, successivamente, come dirigente nel settore privato. L’Amministrazione comunale esprime le sue condoglianze e la vicinanza alla famiglia”.

Ricerca di un mondo migliore. Molto sentita l’omelia di don Gianni Sabatini che con Di Pietro ha condiviso una parte del percorso: “Chi come me e come voi lo ha conosciuto in vita – ha detto il sacerdote -deve ringraziare Dio per lo spirito che Giorgio ci ha trasmesso.  Ha avuto una vita bella, piena di ideali; io e lui condividevamo lo stesso desiderio, quello di portare il Regno di Dio in ogni situazione. Io sono rimasto nell’ambiente religioso, lui ha scelto di farlo nel volontariato ed in politica, dove ha sempre cercato di costruire un mondo migliore e non ha mai fatto mancare il sostegno agli ultimi. Ogni proposito di bene lo ritroviamo nella nostra Fede e noi siamo chiamati ad essere servi del Regno di Dio. Anche Giorgio lo desiderava, ha sempre avuto uno spirito forte, anche nella malattia”.

Poi rivolto ai familiari (lascia una moglie e tre figlie, una delle quali è Linda Di Pietro, direttrice del Caos): “Sperimenterete che la morte non spezza il legame, anzi diventa più profondo ed i riferimenti si faranno più frequenti”.

 

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