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Terni, centri sociali, il Pd: “Comune ne riconosca valore”. Cecconi: “Si riparte da zero”

Cronaca e Attualità Terni

Terni, centri sociali, il Pd: “Comune ne riconosca valore”. Cecconi: “Si riparte da zero”

Redazione
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Palazzo Spada, sede del Comune di Terni

TERNI – Anche i centri sociali diventano motivo di acceso confronto politico a Terni. In particolare, è in vista la scadenza delle concessioni delle sedi comunali che li ospitano ed il Pd chiama l’amministrazione affinchè ne riconosca il valore: “Il gruppo consigliare del Partito Democratico – dichiara il capogruppo Francesco Filipponi – in vista della scadenza delle attuali concessioni relative alle sedi comunali che ospitano associazioni, in particolare i centri sociali, intende sottolineare la necessità di un confronto nella competente commissione consigliare. E’ bene sottolineare che relativamente alle future concessioni e alle procedure di evidenza pubblica, occorre far riferimento al regolamento comunale per la concessione di beni immobili a terzi approvato con delibera del consiglio comunale n. 14 del 14/10/2013. Lo stesso regolamento prevede delle agevolazioni per le associazioni che svolgono servizi recepiti dall’ente con apposito accordo di programma, che si sostanziano in scontistiche sulla locazione fino di fatto al comodato d’uso, ma anche delle precise previsioni rispetto alle utenze ed alle manutenzioni ordinarie. Occorre peraltro rimarcare l’importanza delle prestazioni che svolgono alcune associazioni ed in particolare i centri sociali, in particolar modo nelle periferie dove erogano servizi un tempo svolti dagli organi di decentramento. Il Comune di Terni ha da sempre riconosciuto il valore dei servizi dei erogati dai centri sociali e da alcune associazioni titolari di concessioni, sottoscrivendo appositi accordi di programma, sottoposti a controlli precisi e puntuali. Fatte queste considerazioni riteniamo pertanto opportuno un confronto, come esplicitato in premessa, in sede di commissione consigliare con l’esecutivo, anche alla presenza dei rappresentanti dei centri sociali, al fine di poter mettere al corrente i consiglieri delle scelte future ed anche con l’obiettivo di confrontarsi sull’assunzione di appositi atti. In sede di confronto saremo ben lieti di portare il nostro contributo di idee e proposte”.

Ancescao. Sulla stessa linea anche il coordinamento regionale di Ancescao che chiede un incontro al Comune:  Sono quasi 5.000 i cittadini ternani che partecipano quotidianamente alle attività dei 17 Centri Sociali e delle 3 Associazioni soci di ANCeSCAO. Di questi, quasi l’80% è un ultrasessantacinquenne e il 15% è rappresentato da grandi anziani -. si legge in una nota-  Le attività ludico-ricreative – compresi pranzi sociali, feste e intrattenimenti danzanti – rappresentano una base che accomuna un po’ tutti i programmi realizzati ma non esauriscono le numerose attività messe in campo per combattere la solitudine, coltivare le relazioni sociali negli abituali contesti di vita, incentivare il protagonismo, promuovere l’invecchiamento attivo e il benessere degli anziani del territorio attraverso l’impegno di centinaia di volontari. Corsi di alfabetizzazione informatica, corsi di ricamo e cucito, incontri culturali e informativi, ginnastica dolce, laboratori teatrali e sul movimento, incontri con le scuole, supporto all’emergenza calore, segretariato sociale, queste solo alcune delle attività. Il 31 dicembre scadranno le attuali convenzioni (rinnovate dal commissario) e i relativi protocolli operativi con l’Amministrazione comunale di Terni per una decina di questi Centri che, come ogni altra associazione ternana, hanno operato all’interno della cornice offerta dal Regolamento comunale per la concessione di immobili a terzi tuttora in vigore. I protocolli operativi sottoscritti prevedono le attività di solidarietà sociale che devono essere offerte per poter usufruire dei canoni agevolati, gli obblighi di trasparenza nei confronti dell’A.C. (consegna e valutazione del programma annuale di attività, verifiche e consegna dei bilanci). I protocolli e le convenzioni prevedono anche l’obbligo al pagamento di tutte le utenze e tasse, allo svolgimento delle attività di manutenzione ordinaria (anche se sempre più spesso i Centri, in considerazione della situazione economica del Comune, si trovano ad affrontare anche le spese di attività di manutenzione straordinaria) e al rispetto di tutte le normative su sicurezza e lavoro e alle norme igienico-sanitarie previste. I Centri Sociali ternani e i numerosissimi volontari operano quotidianamente in una delle città italiane con il più alto tasso di invecchiamento svolgendo le proprie attività per il bene della popolazione ternana consapevoli del proprio valore e forti dell’esperienza maturata nel corso degli ultimi trent’anni. Da sempre disponibili alla collaborazione e al dialogo auspicano che l’Amministrazione comunale, pur nella distinzione dei ruoli, voglia confrontarsi per costruire insieme tutte le risposte possibili ai bisogni della popolazione anziana e non solo del territorio”.

Cecconi: presto nuovo bando, ma si riparte da zero. Risposta dell’assessore Marco Cecconi: “Per i centri sociali comunali ci saranno a breve nuovi bandi e auspichiamo anche un nuovo quadro di regole: si traccerà una linea e si ripartirà da zero, anche per quel che riguarda l’assegnazione, nella massima trasparenza e dando uguali possibilità di partenza a tutti i soggetti interessati alla gestione dei centri stessi- dice Cecconi –  L’obiettivo  è rimettere ordine nei rapporti tra Comune e associazioni che gestiscono o gestiranno i centri sociali, a cominciare dal pagamento dei canoni di locazione, anche in merito alle agevolazioni e alle attività che si svolgono all’interno dei centri valutando la loro effettiva valenza sociale”.
L’altra questione che l’assessore intende porre in primo piano nell’assegnazione dei centri è proprio quella che riguarda l’interazione tra i centri e la comunità cittadina, a cominciare dai quartieri che li ospitano. “I centri sociali devono svolgere la loro funzione principale, quella cioè di restituire valore alla comunità che li ospita e che mette loro a disposizione le strutture di proprietà pubblica; non devono essere autoreferenziali, ma devono essere aperti alla città e ai quartieri svolgendo un importantissimo ruolo sociale”. Attualmente i centri sociali ospitati in strutture comunali sono quattordici dislocati in strutture pubbliche di diverse dimensioni e in diverse aree della città”

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