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Terni, c’e il bando per le mense scolastiche comunali: 20 milioni per 7 anni

Cronaca e Attualità Terni

Terni, c’e il bando per le mense scolastiche comunali: 20 milioni per 7 anni

Andrea Giuli
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TERNI – La polemiche ci sono e non sono finite. Adesso c’è pure il bando formale che, forse, né scatenerà di ulteriori.

Bando settennale Lo scorso 9 novembre, la giunta comunale ha approvato il bando per il ‘Servizio di ristorazione scolastica del Comune di Terni a ridotto impatto ambientale’ per il periodo 2017-2024 (in realtà fino al luglio 2022, le ultime due annate sono prorogabili), deliberandone l’affidamento in concessione tramite procedura aperta ad evidenza pubblica con il criterio dell’offerta qualititativamente ed economicamente più vantaggiosa. Si tratta, come noto, del servizio di produzione e fornitura di pasti preparati in loco, trasportati e crudi presso i nidi d’infanzia sia comunali, i servizi integrativi, le scuole dell’infanzia, le scuole primarie e secondarie di primo grado.

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Linee-guida Il bando contiene e accoglie, dopo il lungo e tribolatissimo percorso partecipativo e decisionale (riunioni, commissioni, atti consiliari, delibere, ecc.), una serie di criteri quali la preparazione dei l’osti in loco (cotto e mangiato), criteri minimi ambientali (minore impatto possibile sui trasporti, educazione alimentare per docenti, genitori e alunni, recupero del pane e frutta non consumati, piatti in ceramica, bicchieri di vetro, posate in acciaio e per i pasti trasportati materiale biodegradabile monouso), un portale internet, prodotti biologici oltre il 70%, ulteriori controlli e analisi sulle derrate alimentari, maggiori strumentazioni e apparecchiature nelle cucine, una commissione mensa cittadina, una ottimizzazione dei processi di iscrizione e pagamento. Ed altro ancora.

Criteri di valutazione e costi Nel valutare l’affidamento, in sede di individuazione del nuovo gestore, fatto 100, il peso dell’elemento qualitativo-progettuale varrà 70, mentre quello dell’offerta economica al massimo ribasso varrà 30. La concessione prevede la fornitura di un totale circa di 3.375.920 pasti da preparare in loco, 424.080 pasti trasportati, 395.780 pasti crudi, 107.800 colazioni. Ciascun pasto preparato in loco (cotto) non dovrà superare il costo di 5,18 euro, quello di ciascun pasto trasportato (crudo) non dovrà superare il 36,8% del cotto, ovvero circa 2 euro a pasto, mentre il prezzo delle colazioni non oltre il 25% del pasto crudo. Il valore economico stimato complessivo, nei 7 anni, è di 20 milioni e 526 euro, Iva esclusa. L’importo effettivo della spesa a carico del Comune è presumibilmente di 1 milione l’anno, Iva inclusa, per i sette anni. A questo punto, i competenti uffici comunali hanno il mandato di approvate la relativa procedura di gara.

 

 

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