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Terni, cassaintegrati e comitati in consiglio comunale. FI contro la locandina del gay pride

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Terni, cassaintegrati e comitati in consiglio comunale. FI contro la locandina del gay pride

Andrea Giuli
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TERNI – Guai, non ci si fa mancare nulla. Sarà un consiglio comunale enciclopedico, variopinto, frizzante. Praticamente una costante ormai per palazzo Spada. Con la tendenza al ‘crescendo’ rossiniano, però.

Cassintegrati, comitati e antagonisti Nella pomeriggio di oggi, lunedì, infatti, nell’imbuto dell’affrescata aula consiliare si riverserà più o meno di tutto: cassintegrati incacchiati neri (i lavoratori della ex Novelli, sede di Terni); comitati e antagonisti anti-inceneritori e anti-acquedotti che accoglieranno “solennemente” il debutto del neo-assessore Corradi (reo, a detta di tali comitati e centri sociali, di flagrante conflitto d’interessi).

Forzisti ternani e l’immagine blasfema Ed avremo, anche, un pò di sana polemica in salsa arcobaleno. O meglio, in salsa azzurra. Visto che il gruppo consiliare di Forza Italia presenterà in apertura di seduta, un’interrogazione “per sapere – così recita una nota dei forzisti ternani – se effettivamente il Comune di Terni ha dato il patrocinio alla manifestazione del Perugia Pride Village 2017 e, in caso di risposta affermativa, se la giunta non ritiene di dover ritirare lo stemma della città, dopo che gli organizzatori dell’evento hanno pubblicato una locandina promozionale nella quale viene raffigurata un’immagine a dir poco oltraggiosa: ovvero una drag queen che veste abiti mariani. Non si può pretendere il rispetto dagli altri se poi quest’ultimi vengono vilipesi in maniera del tutto gratuita e volgare”. img_5157

Gay pride perugino, Romizi ‘gabbato’ Insomma, la bufera si sta scatenando (ma non è la prima volta in assoluto che questo succede) perché la locandina promozionale ufficiale del gay pride di Perugia (previsto il 23-24-25 giugno ai giardini del Frontone) reca una immagine che assomiglia tanto ad una sorta di ‘drag queen’ nei panni di una simil-Madonna. Quanto basta alla levata di scudi. Da quanto risulta, il giovane sindaco berlusconiano di Perugia, Romizi, ha concesso il patrocinio del Comune alla manifestazione, prima che fosse stampata e divulgata la suddetta locandina ‘incriminata’. Una volta vista, lo stesso Romizi avrebbe chiesto agli organizzatori del gay pride di ritirarla e modificarla, pena la revoca del patrocinio comunale.

Magagna Ater Ma il consiglio comunale di oggi, già gravato delle ‘presenze’ di cui sopra, tanto per cambiare si annuncia complicato anche per un altro motivo: arriva al vaglio consiliare anche una delibera di giunta riguardante il passaggio all’Ater dal diritto di superficie al diritto di proprietà di circa 625 immobili su 1.000 di patrimonio pubblico. Una delibera fondamentale per far quadrare i conti del famosompiano di riequilibrio pluriennale del Comune (predisssesto), visto che palazzo Spada contabdi introitare dall’operazione circa 3 milioni di euro. Peccato che l’atto di giunta contenta – a quanto pare – delle lacune e dei passaggi perigliosi, indicando solo una stima di massima di tale passaggio immobiliare (circa 2,3 milioni), rinviando ad una perizia spesata e successiva dei tecnici in tal senso. Peccato che, proprio lunedì mattina, la,prima commissione consiliare, esaminando la delibera di Giunta, l’abbia sostanzialmente modificata, eliminando la stima economica di massima e il riferimento all’immediata eseguibilita dell’atto, e, di fatto, non l’abbia votata. In consiglio, lunedì pomeriggio, arriverà quindi un’altra delibera rispetto a quella originaria della Giunta. Con tutto quel che ne può conseguire, non solo in termini di ennesima polemica, ma anche e soprattutto, perché un atto così modificato e senza indicazioni finanziarie poco può servire nel contesto del piano di riequilibrio.

Ok alla proposta su Ater Nella serata di lunedì il consiglio comunale ha approvato la delibera di Giunta sul passaggio di proprietà immobiliari all’Ager con 19 voti a favore da parte della maggioranza, 6 astenuti e 4 contrari.
La delibera – ha detto l’assessore Piacenti presentandola – ha natura programmatica ed il consiglio è chiamato a dare un indirizzo per la cessione all’Ater del diritto di proprietà degli immobili. Sull’atto erano stati presentati e illustrati un emendamento di giunta e quattro emendamenti, due da parte di Renato Bartolini (Pd) approvati (con 27 sì e due astensioni), uno di Andrea Cavicchioli (Pd) approvato con 23 voti a favore e 5 contrari, e un emendamento di Melasecche (IlT) e Braghiroli (M5S). Con quest’ultimo emendamento, in particolare, si chiede di “riportare in consiglio l’importo definitivo, una volta accertato, quale corrispettivo dovuto dall’Ater al Comune per la cessione del diritto realedi proprietà di tutti gli immobili oggetto della transazione”.
Con l’emendamento di Giunta (approvato con 19 voti a favore e 10 astensioni) si chiedeva anche ”di estendere il progetto di trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà ai sensi dall’art. 31 commi 45e seguenti della Legge n.448 del 23/12/1998 e s.m.e i., oltre agli immobili già individuati nella suddetta deliberazione anche agli interventi di Edilizia Residenziale Pubblica già concessi in diritto di superficie all’ATER Umbria siti in via Giacomo Brodolini (civici n.ro 1,3,5,7,9,10,24,2,4,6,8, dal 28 al 52 e dal 58 all’87), via Sara Tabarrini (civici 5, 7 e 9); Via Guazzaroni (civici 1, 3 e 5).

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Andrea Giuli
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