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Terni, caso-recita: fra tradizioni e ‘scuderia’ la Fede cede all’apparenza

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Terni, caso-recita: fra tradizioni e ‘scuderia’ la Fede cede all’apparenza

Redazione
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TERNI – Pensavate che fosse finita qui? Si, insomma, pensavate che fosse davvero arrivato il tempo di cominciare ad occuparsi delle cose serie? Vi sbagliate di grosso. Perchè la vicenda della recita di Natale negata, che poi si è rivelato non essere mai esistita, prosegue ancora.

L’assessore alla scuola Valeria Alessandrini, dopo l’uscita allo scoperto delle docenti della Anita Garibaldi, che hanno spiegato esattamente come sono andati i fatti, confermando fra l’altro che niente di tutto ciò di cui si è parlato era realmente previsto, non fa nessuna marcia indietro e dal suo profilo facebook ringrazia “le insegnanti della scuola “Anita Garibaldi” per aver espresso la propria opinione in totale libertà, confermando l’esistenza di progetti e manifestazioni natalizie che poi, nel corso di una riunione, si é deciso (con mio grande rammarico) di non organizzare più. Mi auguro che a partire dal prossimo Natale si possano organizzare, nel rispetto di tutti i bambini di tutte le religioni, degli eventi che richiamino i reali valori del Natale di condivisione, rispetto e amore”.

Poco importa, per esempio, che la scuola abbia prenotato il 14 dicembre il teatro Secci per l’esibizione del coro natalizio. E poco importa se il vescovo – come peraltro si vede dalle foto sul sito della scuola – sia venuto regolarmente a benedire il plesso. Il problema è l’assenza  dei “quadri sulla vita di Gesù”.

Forse è per questo che il vicepresidente del consiglio comunale Devid Maggiora ha annunciato che per le prossime sedute del consiglio comunale porterà sul suo banco una natività. Perchè l’apparire conta sempre  più dell’essere, la campagna elettorale ce lo ha insegnato. Tuttavia “Avere e non essere è come filare e non tessere“, diceva un vecchio adagio, forse è il caso che lo si tenga bene a mente.

Cgil all’attacco. L’aria che tira è pesante, non c’è dubbio. La Cgil, per bocca del segretario generale Flc Francesco Sinopoli, dalle colonne del Messaggero, lancia il suo strale: “L’assessore – dice – esprime una concezione patronale e proprietaria delle istituzioni e della scuola, che pensa di poter utilizzare al servizio della campagna elettorale del proprio partito”

Dirigente conferma. La dirigente della scuola incriminata, Elisabetta Mascio, sempre sul Messaggero, rincara la dose: “In un recente incontro tra l’assessore Alessandrini ed i dirigenti scolastici convocato per definire il rapporto fra comune e scuole, l’assessore ha espressamente sottolineato di essere una politica che fa riferimento al proprio partito, annunciando l’imminente avvio di una battaglia sui temi del crocifisso e delle recite natalizie. A chi le ha ricordato di essere l’assessore di tutti i cittadini, l’assessora ha ulteriormente ribadito di rispondere alla Lega”

Lega: tradizioni, non credo religioso. A conferma di ciò, arriva il sostegno dell’onorevole Virginio Caparvi, segretario regionale della Lega e del suo omologo ternano Federico Cini: “Grande fiducia nel lavoro di Valeria Alessandrini per ciò che ha fatto e  ciò che farà nei prossimi mesi- si legge in una nota –  Approviamo l’operato dell’assessore che anche in questa occasione non ha  mancato di difendere ciò che noi riteniamo vada difeso: la nostra  identità, le nostre tradizioni, il nostro credo, non religioso, ma  culturale. Chi si nasconde dietro dei chiarimenti di metodo di fatto sta  avvalorando la questione di merito. L’assessore Alessandrini ha agito in difesa di certi valori per cui il  nostro partito si è sempre battuto e sempre continuerà a battersi”.

La recita di Natale, insomma, come credo ‘culturale’ e di tradizione. Non religioso. Ci tiene a specificarlo bene, la Lega, nella nota. I quadri sulla natività di Gesù, l’oggetto del contendere, come i tortellini del pranzo della domenica a casa della nonna. E le partite a carte oppure a tombola. Pure quelli fanno parte della “tradizione”. O no?

Senso perso.Al di là del metodo – si può discutere su come sia meglio fare integrazione fra religioni – e sempre ricordando che quella recita non è stata negata perchè non è mai stata programmata, forse ha davvero ragione il presidente diocesano dell’Azione Cattolica Luca Diotallevi che  – sempre dalle colonne del Messaggero stamattina – dice, sottolineando come la libertà religiosa sia fondamentale,  che ‘in classe il Natale non viene spiegato, non ne viene spiegato il significato”. Basta la tradizione. Basta l’apparenza. Da brandire ad uso e consumo, a piacimento.

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