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Terni, case popolari, Cecconi: “Non solo graduatorie”. Gentiletti: “Aprire fondo emergenza”

Cronaca e Attualità Terni

Terni, case popolari, Cecconi: “Non solo graduatorie”. Gentiletti: “Aprire fondo emergenza”

Redazione
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TERNI – La vicenda delle case popolari è ancora motivo di confronto e non solo all’interno dell’amministrazione comunale. L’assessore al welfare Marco Cecconi, risponde alle parti sociali, che avevano chiesto graduatorie certe per l’assegnazione delle stesse: “Mi aspetto un contributo di sostanza e approcci innovativi – dice –  perchè è evidente che gli assetti che ci sono stati fionora non hanno prodotto risposte soddisfacenti.Intorbidire le acque per recuperare il ruolo, ormai perduto, dei paladini dei più deboli non convince più nessuno. Le polemiche di vecchio stampo non servono a nulla. Nei giorni scorsi sono intervenuto rassicurando sul fatto che l’emergenza abitativa è una nostra priorità e che ci stiamo adoperando per poter rispondere al diritto all’abitazione, elemento imprescindibile per il rispetto della dignità umana. Nessuna enunciazione di principio, ma azioni concrete volte ad arginare il disagio abitativo, partendo da un’operazione di ricognizione del patrimonio immobiliare dell’Ente  destinato a questo scopo ed esercitando pienamente le prerogative fondamentali che competono al Comune. Relativamente dall’attività di verifica, da me richiesta formalmente il 24 agosto, siamo oggi in grado di fornire un riscontro: il Comune risulta proprietario di 262 alloggi, 14 dei quali già inseriti nel piano delle alienazioni in quanto non inutilizzati o in ristrutturazione non completata. Lavoreremo, in assenza di risorse economiche, a un piano che preveda reali alienazioni e conseguenti proventi da destinare alla valorizzazione dell’enorme patrimonio restante, in maniera tale da evitare sotto utilizzi”.

Non solo gradutorie. “Più complessivamente – spiega Cecconi –  lavoriamo a politiche che non si limitino alla stesura delle graduatorie di assegnazione delle case, ma che includano interventi di manutenzione e ristrutturazione e che prevedano il ricorso all’utilizzo degli strumenti di politica urbanistica in senso ampio.  La tensione abitativa non nasce né oggi, né tantomeno si sviluppa a partire dall’11 luglio, data di insediamento della nuova giunta di centrodestra, così come la volontà di alienare beni immobili da parte del Comune o dell’Ater. Tutti ricorderanno che la proposta di  vendere degli immobili è stato uno dei tentativi non riusciti dalle ultime amministrazioni per provare a riempire la voragine di bilancio creata in decenni di malgoverno. Cosa analoga è avvenuta anche a livello regionale, con valutazioni di gran lunga superiori al listino prezzi della Camera di Commercio e della Agenzia delle Entrate. E così, in tre aste pubbliche, il 9, il 10 e l’11 gennaio di questo anno, su un totale di 114 abitazioni nelle due province della regione, c’è stata una sola vendita a Marsciano per 52mila e 500 euro nella prima asta. Ad esempio, a Terni, in via Eugenio Chiesa, risultano 8 immobili invenduti valutati a partire da 42 mila euro, o in piazza della Pace sono 5 gli immobili ancora invenduti, patrimonio pubblico inutilizzato, a partire dai 44 mila euro”

Legge regionale “La legge regionale che disciplina le assegnazioni degli alloggi di edilizia residenziale pubblica per emergenza abitativa- prosegue – individuandone esplicitamente i casi quali: gli sfratti non per inadempienza contrattuale, le ordinanze di sgombero emesse in data non anteriore a tre mesi, la sistemazione di profughi o migranti che intendano rientrare nel Comune, il trasferimento di Forze armate per  motivi di ordine pubblico, la sistemazione di soggetti sottoposti a trattamento socio-sanitario, la sistemazione di nuclei per realizzazione di progetti urbani complessi.In tal senso, la riserva di alloggi ERS non comprende gli sfratti per morosità che costituiscono la maggior parte delle criticità. Inoltre, per le morosità incolpevoli, è previsto lo strumento del bando regionale destinato ai morosi che hanno ricevuto citazione di sfratto. Ricordo che il bando è aperto dal 2016 e, in qualunque momento, può essere presentata la domanda. Più che polemiche di vecchio stampo, le parti sociali contribuiscano ad un’azione sinergica e coordinata tra tutti i soggetti istituzionali chiamati ad attivarsi in fatto di politiche abitative, lo stato, le regioni e le aziende per il diritto alla casa che gestiscono gli alloggi sul territorio, come richiede un tema così pregnante, sia per l’importanza che riveste, sia per le implicazioni ad esso riconducibili”.

Gentiletti. Gli risponde il consigliere di Senso Civico Alessandro Gentiletti. “L’amministrazione dice di voler tutelare la sicurezza delle famiglie ternane. Ebbene, ne dia una prova concreta: assicuri il diritto all’abitazione a chi lo vede a rischio. Il diritto alla casa è un diritto fondamentale della persona umana. Chiedo che nel bilancio sia previsto un fondo per l’emergenza abitativa e che l’amministrazione voglia chiedere ad Ater di riservare almeno 50 abitazioni a quei nuclei familiari disagiati e con difficoltà economiche”.

 

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