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Terni, caos tassa sui permessi di soggiorno. La Cgil: “Aspettate l’udienza”

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Terni, caos tassa sui permessi di soggiorno. La Cgil: “Aspettate l’udienza”

Emanuele Lombardini
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Il rilascio dei permessi di soggiorno

TERNI – La battaglia sulla tassa aggiuntiva da pagare per l’ottenimento e il rinnovo della tassa di soggiorno per gli immigrati è appena cominciata. Da una parte il Tar del Lazio che aveva recepito quanto stabilito alla Corte di Giustizia Europea, cancellando il contributo ulteriore “sproporzionato e di ostacolo rispetto alla finalità perseguita dalla direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini”. Dall’altra, il Consiglio di Stato, che ha sospeso in via cautelativa la sentenza, facendo di fatto ricomparire il balzello.

La vicenda. In totale, si tratta di una cifra in più da versare che varia dagli 80 ai 200 euro, che si aggiungerebbero ai circa 77 euro già dovuti per le pratiche (30,46 euro per la stampa del documento elettronico e 30 euro per il servizio offerto da Poste Italiane e 16 euro di marca da bollo). Ora un’altra udienza dovrà decidere sulla validità della sospensiva. Il provvedimento che aveva introdotto la tassa (DM 6 ottobre 2011), portava la firma degli allora ministri dell’Interno Roberto Maroni e dell’Economia Giulio Tremonti.

L’azione sindacale aveva portato alla iniziale vittoria e quindi all’annullamento della tassa, dando il via ad una serie di azioni legali per chiedere il rimborso di quanto pagato in questi anni, una cifra pari a circa mezzo milione di euro. Il Governo però, ad inizio settembre ha  sua volta fatto ricorso contro la decisione del Tar del Lazio e quindi  per reintrodurre la tassa sui permessi e intanto ha chiesto ed ottenuto dal Consiglio di Stato la sospensiva, in attesa che questo decida,  “vista l’estrema gravità delle ripercussioni sul piano operativo e finanziario”.

Caos in Questura. Il risultato è dunque che, per adesso, agli immigrati che si presentano in Questura per le pratiche di rito (il ritiro del permesso o la raccolta delle impronte digitali) viene consegnato un modulo con il quale viene chiesto il versamento del contributo aggiuntivo, “necessario per la consegna del permesso”.  Una situazione di confusione e stallo, sulla quale interviene la Cgil di Terni: “Prima di tutto – dice Petre Minodora, responsabile immigrazione della Cgil Terni – vogliamo chiarire che tale richiesta non rappresenta un rifiuto della concessione del permesso. In ogni caso, visto che il prossimo 13 ottobre il Consiglio di Stato si esprimerà sulla validità della sospensiva richiesta dal Governo, noi invitiamo tutti i cittadini migranti che non hanno assoluta urgenza di entrare in possesso del titolo, ad aspettare l’esito dell’udienza”.

Minodore sottolinea anche che “questa situazione di indeterminatezza coinvolge non solo i migranti, ma anche il personale stesso delle questure, al quale viene richiesto un lavoro straordinario e senza prospettive certe per l’immediato futuro, allungando peraltro i tempi di definizione delle domande di rinnovo e rilascio dei permessi”.

“È evidente – conclude la responsabile immigrazione della Cgil ternana – che l’atteggiamento del governo su questo tema continua ad essere discriminatorio e vessatorio nei confronti dei migranti che soggiornano regolarmente nel nostro paese, con l’aggravante che lo stesso governo ignora completamente le decisioni emesse dagli organi giurisdizionali nazionali ed europei”. Ora dunque, si attende che venga sbloccato lo stallo (la vicenda è ovviamente di portata nazionale) ma la sensazione che la vicenda comunque vada a finire, non scriverà l’ultimo capitolo tanto presto.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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