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Terni, Camuzzi: “Ripartire dal basso, quella che ha governato qui non è Sinistra”

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Terni, Camuzzi: “Ripartire dal basso, quella che ha governato qui non è Sinistra”

Andrea Giuli
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A.G.

TERNI – Più immancabile che mai, la bandiera della Palestina troneggia su un tavolo grande della sala consiliare di palazzo Spada dove, martedì mattina, Potere al Popolo ha presentato la sua lista di candidati al consiglio comunale e il candidato a sindaco, Emiliano Camuzzi. Ed è lo stesso Camuzzi che, anche rispondendo alle 5 domande de lanotiziaquotidiana.it, lancia le parole d’ordine della sfida mossa da PaP per le elezioni amministrative del 10 giugno.

1) Si presenti in poche parole: chi è, cosa ha fatto e cosa fa nella vita, perché si candida

“Ho 44 anni, vivo a Piediluco, militante storico di Rifondazione Comunista fin dagli anni 90, sono stato consigliere circoscrizionale dal 1997 al 2004. Ho lavorato all’Isrim, società partecipata del Comune e della Regione chiusa nel 2015, come rappresentante sindacale sono stato in prima flla in quella vertenza. Ho partecipato ai movimenti e comitati ambientali contro l’acquedotto in Valnerina e contro l’inceneritore, ho promosso ed animato il comitato cittadino per il no al referendum costituzionale”.img_6873

2) Ci dica in sintesi le 4-5 priorità del suo programma 

“Nessuna promessa mirabolante, noi siamo forza responsabile e dunque con il Comune commissariato noi non promettiamo cose irrealizzabili. Noi presentiamo un manifesto di lotta, basato sulla partecipazione popolare e il popolo deve tornare protagonista, la città deve sapere chi e come ha fatto i debiti. Il programma di Potere al popolo sarà presentato alla città nei prossimi giorni, in seguito ad una assemblea in cui ne discuteremo con i nostri candidati e sostenitori, ma posso anticipare che, avendo noi come obiettivo strategico quello di rappresentare le lotte sociali di soggetti che si mobilitano per difendere il lavoro, l’ambiente, i beni comuni, la ripubblicizzazione dei servizi locali, questi temi saranno centrali nel programma. Poi, nella situazione particolare della città, con il commissariamento e la mole debitoria incombente, argomenti come la questione morale ed il bilancio partecipato faranno parte del dibattito anche nelle prossime settimane. Noi crediamo che anche a livello locale bisogna ribaltare il paradigma rigorista e ultraliberista della logica del pareggio di bilancio. Il debito comunale va pagato, ma non va pagato tutto, non quello eventualmente creato con procedure non regolari. Quando entreremo in consiglio comunale vorremo sapere chi ha creato tutto questo, e dovremo ripensare le politiche a vantaggio delle fasce più deboli. Quindi, per esempio, colpire il patrimonio e l’evasione fiscale; riformare la macchina amministrativa e tassare in modo progressivo. Ma anche nuovo decentramento, tornando ai consigli di quartiere che possano avere un ruolo decisionale sulle politiche ambientali e sociali. Pensiamo anche ad una nuova urbanistica e viabilità, non costruita più sui grandi centri commerciali, con il centro che mangia le periferie da cui invece ripartire come luogo di incontro e di cultura. Ma pure dovremo ribaltare un certo concetto di sicurezza urbana basato sulla militarizzazione della città. Noi pensiamo che se la città è più allegra e solidale è anche più sicura. E poi le politiche abitative che vanno ripensate, andando incontro ai bisogni dei meno abbienti, con i condomini sociali. Via anche le esternalizzazioni, che tornino in mano al Comune i servizi essenziali”.

IL MANIFESTO PROGRAMMATICO DI POTERE AL POPOLO

3) Quale è il suo giudizio sincero sulle ultime giunte che hanno guidato Terni? E come trova oggi lo stato complessivo della città? 

“Sono stato candidato anche alla Camera nelle scorse politiche ed in una intervista ho esplicitamente affermato che esiste una vertenza Terni che diventa emergenza Terni. Ha fallito una classe dirigente e politica che ha declinato a livello locale le politiche neoliberiste imposte dall’Unione europea e dai governi nazionali, e sta facendo affondare con sè anche la città: va cambiata totalmente la rotta. Non solo. Anche per esperienza personale, mi sono chiesto sè questa che ha governato Terni negli ultimi anni sia da considerare sinistra. Una cosiddetta sinistra che, anche in consiglio comunale, ha preso a pesci in faccia tutti coloro che combattevano per salvare l’Isrim, i servizi educativi, contro l’inceneritore. Mi viene da ridere. Ma quale sinistra?”. 

4) Esiste ancora una qualche differenza tra i concetti di Destra e Sinistra?

“Esiste eccome una differenza ed è sostanziale, non credo che i concetti di destra e sinistra si possano superare, ci sono scelte di fondo che vanno fatte o da destra o da sinistra, anche a livello locale, per esempio la riduzione delle partecipazioni societarie degli enti locali è una scelta di campo esplicitamente di destra, considerando anche le ricadute sociali; la proposta di richiedere indietro i contributi pubblici ricevuti da aziende che licenziano o delocalizzano è chiaramente di sinistra”. 

5) Per un politico e un amministratore l’onestà è qualità sufficiente ed esaustiva? 

Onestà è un pre-requisito, poi bisogna avere una visione di fondo dei problemi e capacità amministrativa”.

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Andrea Giuli
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