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Terni, Briccialdi: esposto della Pellegrini contro la precedente gestione

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Terni, Briccialdi: esposto della Pellegrini contro la precedente gestione

Redazione
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L'ingresso del Briccialdi

TERNI – L’annosa, complicata vicenda dell’istituto Briccialdi finisce alle carte bollate. Anzi, alla locale procura della Repubblica.

L’esposto Nelle ore scorse, infatti, la presidente del “conservatorio” ternano, Letizia Pellegrini, ha presentato ufficialmente un dettagliato esposto-denuncia. Più volte l’attuale presidente ha avuto modo di  illustrare la situazione di sostanziale collasso finanziario nella quale ha trovato l’Istituto, con  un dissesto le cui cause e contorni si sono via via profilati entro il primo anno del suo  mandato, ovvero dal 20 marzo 2017.

Gestione precedente nel mirino “Grazie alla comunicazione, sistematica e veritiera – si legge in una nota dell’istituto – che i vertici del Briccialdi hanno messo in campo su tutti i fronti (Istituzioni, corpo docente,  rappresentanze sindacali e opinione pubblica), la persistente crisi finanziaria e la pregressa  situazione debitoria che gravano sull’Istituto sono uscite dalla nebbia delle segrete stanze e  diventate di dominio pubblico, come doveroso per istituzioni che amministrino risorse  pubbliche. Oggi, con il deposito presso la Procura della Repubblica di un esposto-denuncia a firma del presidente del Briccialdi, la gestione pregressa è stata sottoposta all’attenzione della magistratura, per quanto riguarda il periodo che va dal 2015 all’insediamento della Pellegrini stessa. Ecco di seguito l’esposto”.Letizia Pellegrini

Le parole della Pellegrini Ma non è tutto. “L’atto della denuncia – dichiara Letizia Pellegrini – per quanto pesante a compiersi, non è esito di una mia arbitraria decisione, ma la semplice attuazione di un preciso dovere che mi compete, nella mia funzione di pubblico ufficiale. In questo frangente, come in altri, non ho voluto espormi alla omissione di atti di ufficio, a tutela non solo della mia persona, ma anche del decoro e della credibilità dell’Istituto che amministro. L’atto, oltre che doveroso, è anche opportuno, essendo l’unico modo per formalizzare e ufficializzare la presa di distanza – da parte della mia amministrazione – dalle precedenti pratiche amministrative che io personalmente stigmatizzo e che hanno oggettivamente inferto colpi potenzialmente letali all’Istituto. La mia unica responsabilità è di averli inesorabilmente portati alla luce e chi, eventualmente, reputasse tale gesto una ‘jattura’ si renderebbe implicitamente connivente con pratiche che nulla hanno a che fare con la buona amministrazione. In quanto consegnato in Procura, non posso, per legge, divulgare contenuti specifici dell’esposto. Non è evidentemente mio compito identificare eventuali fatti di reato e individuarne gli eventuali responsabili. Ma, in attesa delle indagini di chi di dovere, devo precisare che questo atto non ha finalità giustizialiste o punitive nei confronti di alcuno, bensì è stato compiuto nella fiducia che – generando chiarezza e marcando una distanza con il pregresso – giovi alla capacità negoziale dell’Istituto nell’ambito della delicata partita istituzionale che si sta giocando su diversi tavoli, in riferimento al processo di statalizzazione. Affido agli organi di stampa questa delicata informazione, nella certezza che essa verrà trattata con il rigore e l’aderenza che merita. Di fronte ad una situazione oggettiva ho agito esclusivamente nell’interesse pubblico del Briccialdi e secondo le pratiche di una buona amministrazione, non senza personale tormento. Un estremo rimedio, ma tanto più necessario in un momento cruciale per la sussistenza dell’Istituto e funzionale al consistente risanamento amministrativo in atto. Un estremo tentativo di salvataggio del Briccialdi – conclude la presidente – un percorso al quale intendo lavorare con barra dritta e senza sconti, né per me stessa né per alcuno, fino a quando potrò avere in mano le redini dell’Istituto. Reputo il Briccialdi un bene immateriale e irrinunciabile, per chi ci lavora e ci studia, ma anche per la nostra comunità cittadina. Mettere un punto fermo sul passato costituisce un punto da cui ricominciare”.

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