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Terni, boom di ricoveri in ospedale: non pochi disagi e criticità

Cronaca e Attualità Terni

Terni, boom di ricoveri in ospedale: non pochi disagi e criticità

Andrea Giuli
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L'ingresso dell'ospedale di Terni

TERNI – Il pur valido ospedale di Terni scoppia. Ma non di salute.

Boom di ricoveri, problemi Come fa sapere una nota del Santa Maria, “un super afflusso di persone al Pronto Soccorso di Terni, durante lo scorso weekend, ha comportato un boom di ricoveri (130), facendo riapparire circa 20 letti nei corridoi dell’area medica. Più della metà dei letti temporaneamente collocati nei corridoi, già nella mattinata di lunedì erano stati riassorbiti nelle camere di degenza, ma la criticità oggi non si è purtroppo completamente risolta a causa di altri 36 ricoveri sopraggiunti la notte scorsa. Un disagio per i pazienti che la direzione del Santa Maria di Terni non sottovaluta assolutamente, pur consapevole del fatto che l’ospedale non può chiudere le porte a persone che si presentano con problemi e che non trovano altre risposte sul territorio”.

Dal Maso puntualizza “Tuttavia – sottolinea il direttore generale Dal Maso – questo fenomeno, che non si può far passare per una fotografia della realtà del nostro ospedale, è legato a condizioni ed eventi contingenti e non si può gridare all’emergenza di posti letti. Meno che mai si può parlare di carenza di materassi, cuscini e lenzuola (la replica è evidentemente ad un polemico comunicato del consigliere comunale pentastellato, De Luca, ndr) che sono forniti con continuità ma che forse, e di questo ci scusiamo, non sono stati forniti con tempestività per una minore attenzione ai pazienti, probabilmente dovuta anche ad una gestione dei reparti che è stata resa difficile in quelle ore dal numero eccessivo e imprevedibile di ricoveri”.

Il problema dei letti temporaneamente appoggiati nei corridoi, si legge ancora nella nota ospedaliera, “continua ad interessare l’area medica, e il modello organizzativo adottato, potenziando anche la degenza in quell’area, si rivela efficace nel salvaguardare l’attività dell’area chirurgica che da febbraio scorso non ha avuto appoggi da altri reparti, come avveniva in passato, ed ha quindi potuto operare con continuità senza rinviare i pazienti”.

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