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Bomba inesplosa a Terni, ecco tutte le vie interessate allo sgombero: saranno coinvolte 11.000 persone

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Bomba inesplosa a Terni, ecco tutte le vie interessate allo sgombero: saranno coinvolte 11.000 persone

Redazione
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Il residuo bellico (foto Ansa)

TERNI- Un residuato bellico risalente alla seconda guerra mondiale di circa 250 chili (con 130 chili di tritolo), una bomba di aereo inesplosa è stato rinvenuto in zona via della Cooperazione, emerso da uno degli scavi in corso nel cantiere. A seguito di ciò sono state evacuate 400 persone della zona fra Gabelletta, Campomaggiore e Cesi

Leggi il testo dell’ordinanza

Decisione Lo ha deciso la prefettura, di concerto col sindaco Leonardo Latini, che è arrivato sul posto ed ha emesso l’ordinanza, nel corso di una riunione in prefettura con tutti gli organismi interessati per esaminare la situazione. Gli artificieri intervenuti, quelli del sesto reggimento Genio pionieri dell’esercito, di stanza a Roma, hanno infatti richiesto l’evacuazione per il “rilevante potenziale esplosivo” dell’ordigno. Il provvedimento riguarda un’area con un raggio di 380 metri dal residuato e che serve a garantire – spiega la Prefettura – la “piena sicurezza” della zona e dei cittadini residenti.

Pernotamento. Molte delle persone hanno trovato propria sistemazione, alcuni hanno alloggiato al palatennistavolo, quattro anziani sono stati trasferiti al Centro geriatrico e un paio in ospedale, mentre quattro o cinque persone hanno trovato sistemazione in hotel.Tuttavia il numero delle persone evacuate, dopo le riunioni tenutesi in questi giorni è destinato a crescere esponenzialmente.

Brillatura.  La bomba sarà infatti fatta brillare nei pressi della stazione di Cesi, nell’intersecazione tra via della Ferrovia e strada di Mazzamorello domenica pomeriggio.  La decisione è arrivata , al termine del vertice in Prefettura al quale hanno preso parte il sindaco Latini, i vertici provinciali delle forze dell’Ordine, gli artificieri del 6° reggimento Pionieri di Roma, i rappresentanti della Regione, della Provincia, dei Vigili del Fuoco, del 118, dell’ASL, dell’Azienda Ospedaliera e dei gestori dei pubblici servizi (acqua, gas, elettricità e telefonia) presenti nell’area interessata.

L’ordinanza prevede lo sgombero a partire dalle ore 6 di domenica e le persone interessate saranno circa 10.000 visto che la zona rossa è stata allargata fino a 1800 metri di raggio dal punto di ritrovamento dell’ordigno. La distanza è stata indicata come indispensabile, ai fini della piena  sicurezza dei cittadini, dagli ufficiali del  6° reggimento genio pionieri, corpo che procederà alle operazioni di disinnesco. Le quali, secondo quanto emerge, si dovrebbero concludere in modo da far rientrare i cittadini a casa per le 16.

Effettuata l’evacuazione dell’area a cura del Comune con l’assistenza dei volontari di protezione civile e sotto la vigilanza delle Forze di Polizia che cureranno l’interdizione dell’accesso alla zona e dopo il despolettamento dell’ordigno, gli artificieri procederanno al suo trasporto nella zona dove sarà fatto brillare, sotto il coordinamento del Centro Coordinamento Soccorsi, costituito dai rappresentanti di tutti i Comandi, Enti e Uffici interessati e presieduto dal Prefetto, che si riunirà nella Sala Operativa di Protezione Civile della Prefettura di Terni.

Durante il periodo delle operazioni sarà interdetto il traffico e l’accesso alla zona interessata a tutte le persone non espressamente autorizzate. Interdetto nella zona anche  il servizio di trasporto pubblico che sarà sostituito con un servizio di navetta per favorire l’evacuazione verso le strutture collettive individuate. Sospeso anche il traffico aereo nello spazio sovrastante fino ad una altitudine di 1.400 metri.

Le vie coinvolte. La protezione civile ha diramato stamattina l’elenco delle vie coinvolte: sono oltre 11.000 le persone che saranno sgomberate: piazza Vittorio Emanuele, strada del Mulino, strada del Piantoneto, strada del Ponticello, strada della Ferrovia, strada della Pittura, strada delle Morelle, strada di Campomaggiore, strada di Cerreta, strada di Collestacio, strada di Condotto, strada di Crocemelata, strada di Fontana di Polo, strada di Fossocanale, strada di Lagarello, strada di Lione, strada di Mazzamorello, strada di Porete, strada di Scentelle, strada di Torracchione, strada di Valoti, strada di Vallemicero, via Andromeda, via Angelo Cesi, via Arnolfo, via Bellavista, via Campitello, via Carlo Grabher, via Carlo Stocchi, via Carsulae, via Cassiopea, via Chioma di Berenice, via Croce del Sud, via del Cedro, via del Centenario, via del Larice, via del Mandorlo, via del Mesale, via del Modiolo, via del Pozzo Saraceno, via del Rivo, via del Rubbio, via del Salice, via del Sigillo, via della Città Verde, via della Cometa, via della Cooperazione, via della Lince, via della Rocca, via della Stadera, via delle Madonnine, via delle Muraiole, via delle Palme, via delle Terre Arnolfe, via Eustachi, via Felice Contelori, via Francesco Stelluti, via Gabelletta, via Giovanni Ecchio, via Giovanni Faber, via Giuseppe Ghione, via Giuseppe Toniolo, via Italo Ferri, via Luigi Luzzatti, via Macinarotta, via Omega, via Orione, via Orsa Maggiore, via Orsa Minore, via Pegaso, via Piernicola De Filis, via Pleiadi, via Pratesi Mario, via Santamaria della Bottega, via Sant’Onofrio, via Sirio, via Stefano Bellini, via Vega, viale Regina Elena, Vico Areni, vico Castellano, vico degli Orti, vico Lausi, vico Pierleoni e vocabolo San Biagio.

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Dai vigili del fuoco. In una nota il comando prov.le dei Vigili del fuoco di Terni, “desidera far chiarezza sulle voci che sono girate e continuano a girare sulla possibilità di rientrare in casa per prelevare oggetti personali da parte dei cittadini che rientrano nel raggio dei 400 mt dal punto del ritrovamento della bomba, che sono stati temporaneamente evacuati a seguito del ritrovamento dell’ordigno bellico martedi scorso alla stazione di Cesi, accompagnati dal personale dei vigili del fuoco”

“In sede di riunione con tutti gli enti impegnati nelle operazioni-prosege la nota – i Vigili del fuoco hanno ribadito che l’eventuale e motivato bisogno di rientrare in casa, dovrà essere considerato e gestito dal Sindaco, per quanto di competenza che ha emesso l’ordinanza di evacuazione. Alle numerose chiamate che giungono al 115, i vigili non possono dar seguito in quanto gli edifici che rientrano nel raggio di 400 mt. Risultano agibili. L’ordinanza di sgombero è una misura finalizzata alla tutela della sicurezza dei cittadini dai rischi connessi alla presenza di un ordigno bellico. Entrare nella zona interdetta rappresenta un rischio per l’incolumità dei cittadini, degli operatori del soccorso, delle forze dell’ordine e degli operatori di protezione civile.I cittadini per non mettere a repentaglio la propria vita e quella di eventuali accompagnatori sono pregati di pazientare fino a domenica al termine delle operazioni di messa in sicurezza e brillamento dell’ordigno bellico. Situazioni particolari dovranno essere gestite per competenza dal comune che ha emesso l’ordinanza”

La prima fase.  L’Amministrazione comunale in tutte le sue articolazioni e con il supporto costante di un apposito tavolo costituito in Prefettura è impegnata giorno e notte nell’affrontare al meglio possibile l’emergenza legata al rinvenimento dell’ordigno bellico in zona stazione di Cesi.

In queste ore il Questore ha assicurato una ulteriore presenza di pattuglie di forze dell’ordine nella zona rossa, dedicate al pattugliamento e alla vigilanza dell’area stessa
sindaco e vicesindaco hanno costituito il Coc, Centro operativo comunale, ed allertato le seguenti funzioni operative: Responsabile del Coc, Coordinamento tecnico, Segreteria di coordinamento, Sanità pubblica e veterinaria, Assistenza alla popolazione e assistenza sociale, volontariato, Strutture operative e viabilità, Mass media e informazione.
La prima fase dell’emergenza, è consistita nell’adozione dell’ordinanza contingibile ed urgente che ha individuato la zona rossa d’interdizione in un territorio di 390 metri e si è provveduto a coordinare questa fase attuando l’evacuazione della popolazione interessata dal provvedimento per un totale di circa 390 unità.
A tale proposito è stato istituito il centro di coordinamento e di accoglienza della popolazione presso il Palatennistavolo di via Italo Ferri che ha consentito il censimento della popolazione da assistere e l’individuazione di tutte le criticità, a cominciare dai soggetti con particolari fragilità sociali e sanitarie.
Ecco i numeri più significativi riguardanti tale fase emergenziale: 22 posti letto al palatennistavolo; 9 posti letto all’istituto geriatrico; 5 posti in un albergo cittadino; 2 posti all’ospedale civico. Contemporaneamente sono stati avviati e conclusi i lavori per rendere funzionale la cucina per la somministrazione dei pasti e sono state rese funzionali, mediante lavori idraulici, elettrici e igienizzazione, 100 posti letto distribuiti in stanze da 3 e 2 posti, tutte dotate di servizi igienici autonomi ed acqua calda.
La cucina ha dunque permesso di somministrare, ad oggi, circa 50 pasti al giorno ma, la struttura, è pronta per far fronte ad un ulteriore incremento degli ospiti.
La fornitura degli alimenti è stata possibile grazie all’aiuto fornito dalla Pac 2000 e dalla Conad di Acquasparta.
E’ stato inoltre istituito un servizio di navetta, il servizio di segreteria operativa, tre presidi medici avanzati (Palatennistavolo Aldo De Santis in via Italo Ferri, 10; Parcheggio del campo sportivo in viale Regina Margherita a Cesi; Limiti del confine comunale Gabelletta Acquavogliera), quello socio sanitario ed assistenziale in loco.
L’Amministrazione comunale, ha immediatamente organizzato i servizi della Polizia Municipale composti da 50 unità, mentre il servizio di Protezione Civile Comunale ha predisposto servizi tecnici ed operativi per le prime attività, infine il servizio comunicazione ha finora utilizzato 3 unità. Per quanto riguarda la sanità pubblica e veterinaria hanno collaborato con l’Ente l’Ausl e l’Azienda Ospedaliera.
L’apporto di volontari per gestire le operazioni è stato fino ad oggi di circa 110 unità complessive.

Controlli rafforzati. Ulteriormente intensificati dal Questore di Terni, Antonino Messineo, i servizi di prevenzione e controllo del territorio in occasione delle operazioni di rimozione del residuato bellico ritrovato nei pressi della stazione ferroviaria di Cesi.
Pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine Umbria-Marche hanno affiancato, già da ieri sera, i colleghi dei vari uffici della Questura in servizi di perlustrazione e monitoraggio nelle zone già evacuate, per scongiurare eventuali tentativi di “sciacallaggio” nelle abitazioni lasciate libere per “l’emergenza bomba”, in vista anche della giornata di domenica 29, quando verranno effettuate le operazioni di disinnesco dell’ordigno bellico.

Attivato il Coc.  Per coordinare tutti gli interventi in corso per fronteggiare l’emergenza scaturita dal ritrovamento di un residuato bellico nelle adiacenze della stazione ferroviaria di Cesi, nell’intersecazione tra via della Ferrovia e strada di Mazzamorello, nella mattinata di oggi è stato attivato il Centro operativo comunale con una riunione che ha visto la presenza di tutti i tecnici della Protezione Civile e della sicurezza, coordinata dal sindaco Leonardo Latini.

Il Coc ha fatto il punto della situazione in merito alle persone che hanno dovuto lasciare la propria abitazione in un raggio di 381 metri. Gli uffici comunali della Protezione Civile stanno facendo un censimento di eventuale esigenze delle persone interessate a questa prima fase dell’emergenza che durerà fino al disinnesco dell’ordigno.

Emegenza salute Dalle 18 di questa sera, tutti i cittadini che hanno esigenze di carattere sociale e di salute, possono contattare: il punto di ascolto istituito presso il Palatennistavolo – via Italo Ferri, 10; l’ufficio Urp – via Roma, 36 tel. 0744 432201 o 346 6377006; chiamare il numero 349 3746168; inviare una mail agli indirizzi maurizio.poncia@comune.terni.it – antonella.boncio@comune.terni.it.

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