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Terni, scatta il semaforo rosso per il piano comunale per le farmacie

TERNI – Il Tribunale amministrativo regionale ha bocciato il piano delle nuove farmacie del Comune di Terni. Secondo i giudici amministrativi ai Comuni spetta di ridisegnare i confini delle farmacie, ma non la nuova istituzione, la quale rimane in carico alla Regione.

Il ricorso al Tar era stato presentato dai titolari di una farmacia, i quali avevano chiesto l’annullamento «della delibera n. 206 del 23.9.2013 con la quale il Consiglio Comunale di Terni ha approvato ”1) la revisione ordinaria della pianificazione territoriale del Servizio Farmaceutico, integrando l’ambito delle sedi farmaceutiche operanti con le cinque di nuova istituzione; 2) l’allegato documento di pianificazione del servizio nell’intero territorio comunale”; di ogni altro atto presupposto, conseguente o collegato ancorché non conosciuto». I ricorrenti ritenevano che il Comune sarebbe incompetente in merito alla «revisione delle piante organiche farmaceutiche» e che esisterebbe un «evidente conflitto di interessi tra l’amministrazione comunale e l’Asfm, società interamente partecipata dal Comune e titolare di 9 delle attuali 34 farmacie sul territorio ternano», non garantendo l’imparzialità nel regolare il sistema delle farmacie nel territorio comunale.

Per i giudici amministrativi, pur nella confusione creata da una normativa più volte riformata anche con il decreto “Cresci Italia”, ai Comuni è assegnato «soltanto il potere di individuazione delle zone nelle quali collocare le nuove farmacie, rimanendo invece nella titolarità della Regione il potere di revisione delle piante organiche farmaceutiche».

Da qui la decisione del Tribunale amministrativo regionale di accogliere il ricorso e annullare la delibera comunale.

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