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Terni Biomasse, palazzo Spada frena sull’ok di Arpa e Regione e vuole vederci chiaro

Politica

Terni Biomasse, palazzo Spada frena sull’ok di Arpa e Regione e vuole vederci chiaro

Andrea Giuli
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Emilio Giacchetti

TERNI –  Come prevedibile la ‘biomassa bollente’ per ora l’amministrazione comunale non intende proprio ingoiarla. Per lo meno, non in automatico. In altre parole, palazzo Spada, nonostante la relazione di Arpa Umbria e la determinazione regionale che di fatto autorizzano il termovalorizzatore di Maratta, Terni Biomassa, a riprendere le attività (dopo aver ottemperato, a quanto pare, a tutte le prescrizioni indicate dagli organismi preposti che avevano nel maggio scorso bloccato l’impianto), vuole vederci più chiaro. Anzi, vuole fare le pulci al termovalorizzatore. E prendere tempo. Secondo alcuni, però, così facendo il Comune rischia seriamente di vedersi una richiesta di risarcimento danni da parte della società proprietaria dell’impianto, la Tozzi Holding.

Al momento, comunque, il Comune frena sul via libera. “In merito al parere positivo – si legge in una nota dell’assessore comunale all’Ambiente, Giacchetti – da parte dell’Arpa, organo preposto alle procedure sui controlli sulla riaccensione dell’inceneritore Terni Biomassa, fermo dallo scorso 19 maggio a seguito di una ordinanza comunale che ne sospendeva l’attività fino al ripristino delle condizioni autorizzative, l’amministrazione al momento prende atto delle dichiarazioni delle apicalità delle procedure (Arpa Umbria per quanto attiene ai controlli e Regione dell’Umbria relativamente alle autorizzazioni), ma indice una serie di incontri di approfondimento in materia. Già da domani daremo luogo ad una serie di approfondimenti tecnici, alla presenza del sindaco, dei tecnici e dirigenti comunali, al fine di verificare l’esistenza di margini di azione e dar luogo, laddove possibile, a provvedimenti diversi rispetto alla linea adottata dagli organi competenti. Se, nel corso degli approfondimenti e del monitoraggio emergeranno i presupposti, adotteremo tutte le misure necessarie per continuare il fermo dell’impianto. In caso contrario, saremo costretti a prendere atto del quadro autorizzatorio e della normativa vigente che individua le concessioni in altri soggetti diversi dal Comune. La nostra linea non cambia, riteniamo che la salute della comunità sia elemento prioritario e lavoreremo costantemente sul fronte della tutela della nostra città. Il nostro pensiero e operato è emerso gia in maniera chiara in conferenza di servizi per il nuovo titolo autorizzativo (Aia) dove abbiamo fatto presente il nostro parere negativo”.

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