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Terni Biomassa, colpo di coda dell’azienda che denuncia danni e intralci da parte pubblica

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Terni Biomassa, colpo di coda dell’azienda che denuncia danni e intralci da parte pubblica

Andrea Giuli
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A.G.

TERNI – È carnevale, ma non è uno scherzo. La società Terni Biomassa srl di Ravenna (Tozzi Holding) ha sparato nei giorni scorsi l’ultimo colpo di bazooka, dopo aver già inoltrato nel tempo, ricorsi e diffide, all’indirizzo degli enti pubblici coinvolti nei vari procedimenti autorizzativi richiesti.

Conferenza dei servizi in bilico Il tutto alla vigilia immediata di un attesa, ennesima Conferenza dei servizi prevista per lunedì 23 gennaio (anche se, secondo indiscrezioni dell’ultima ora, potrebbe essere rinviata).

Il ricorso di Terni Biomassa Lo scorso 19 gennaio, infatti, è stato protocollato a palazzo Spada un ricorso presentato dall’azienda (mediante gli avvocati Cozzoli e Baldoni) avanti al Tar, contro la Regione Umbria e nei confronti di Provincia di Terni, Comune di Terni, Arpa Umbria, Asl2, ministero dell’Interno e Ati4, “per la dichiarazione di illegittimità del silenzio illegittimamente serbato dalla Conferenza dei servizi e dagli altri enti partecipanti sull’istanza presentata dalla ricorrente per l’ottenimento dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA) e per l’accertamento dell’obbligo di provvedere alla medesima istanza, mediante l’adozione di un provvedimento espresso e per il risarcimento del danno da ritardo”.

IL TESTO DEL RICORSO DI TERNI BIOMASSA

Ritardi illegittimi e richiesta danni In poche parole, la Terni Biomassa accusa prima la Provincia competente e poi, dopo il trasferimento di competenze e mansioni, la Regione Umbria di aver messo in campo quelli che, a dire della società, sarebbero stati tutta una serie di escamotage, richieste, indecisioni e tattiche dilatorie (specie attuate nelle varie Conferenze dei servizi), utili a non concedere o a ritardare, oltre i limiti e le scadenze di legge, le autorizzazioni richieste, provocando così danni economici e tecnologici all’azienda stessa. La Terni Biomassa ricostruisce nel ricorso date, norme, scadenze e tutte le prescrizioni adempiute e ricorda come l’impianto sia stato oggetto di ispezioni e controlli dei carabinieri del Noe e dell’Arpa. Va anche detto che l’inceneritore di Maratta della Tozzi Holding è tuttora sotto inchiesta della magistratura ternana che ha indagato otto persone, fra cui dirigenti e tecnici della società, per una serie di presunte irregolarità e ipotesi di reato.

L'inceneritore Asm di Terni

L’inceneritore Asm di Terni

In attesa dell’appuntamento di lunedì sono fiorite le polemiche e le prese di posizione:

Comitato Lo storico Comitato ‘No inceneritori’ ha tenuto sabato mattina l’ennesimo, affollato, presidio sotto la sede Asl di via Bramante per tentare di fare pressione sulla Confernza di lunedì, arrivando a paventare la presentazione di un ricorso al Tar, in caso di rilascio dell’Aia e di un esposto contro la stessa Asl.

Assessore Cecchini L’assessore regionale Cecchini, rispondendo in commissione, ha detto che “spetta alla Conferenza dei servizi il rilascio dell’Aia all’impianto Terni Biomassa che comunque risulta già autorizzato; la Regione non può entrare in normative di competenza nazionale ed europea, non senza precise relazioni tecnico-scientifiche che accertino un pericolo di inquinamento”.

Fiorini (Lega) “Non si può autorizzare l’inceneritore – ha detto Fiorini – quando ancora non sappiamo con dati certi quante sono le malattie tumorali
sviluppate nel territorio, i problemi legati alla tiroide, il forte incremento degli aborti, ma sappiamo che la popolazione ternana vive con questi problemi e con queste paure. Lo stesso presidente dell’Arpa, Ganapini, ebbe a dire in commissione che Terni è peggio di Taranto, quindi è impensabile accendere un altro inceneritore”.

Liberati (M5S) “Non possiamo limitarci a dire che si tratta di un atto tecnico e non di competenza regionale – ha detto Andrea Liberati – anche perché
dati ce ne sono: un allevamento su quattro fra quelli all’aperto è andato
perduto a causa della presenza di diossine, rilevate dall’Arpa, proprio nella
zona dell’inceneritore. Non possiamo permetterci che peggiori la situazione”.

Nevi (FI) “Nella città di Terni c’è un problema grosso – ha sottolineato Nevi – ed è rappresentato dalla rabbia della gente che vede la politica
non fare niente. Occorre fare uno studio approfondito, sviluppare il Piano
per la qualità dell’aria per il quale è stato previsto un tavolo tecnico
mai riunitosi. Chiediamo pareri legali, vediamo se si può evitare la riaccensione dell’inceneritore, qualcuno vada dal ministro e gli dica
che a Terni abbiamo un problema”.

Brega (Pd) Il presidente della commissione, Eros Brega, ha detto che “al di là delle azioni tecniche che spettano alla Conferenza dei servizi, dobbiamo
chiederci se sia possibile anche un’azione politica che ci consenta di
prendere atto che la situazione a Terni è drammatica, con una comunità che
è stressata e sfiduciata, per cui, prima di decidere di agevolare l’impresa, stabiliamo il percorso più adatto, altrimenti verremo tutti travolti”.

Cavicchioli (Pd) “In merito ho più volte espresso in maniera inequivocabile e senza alcuna ambiguità – ha detto il capogruppo comunale democratico – la posizione del gruppo del PD e della maggioranza del Comune di Terni diretta a favorire esclusivamente provvedimenti che, anche nel rispetto del “principio di precauzione”, siano diretti a migliorare il bilancio della qualità dell’aria nella conca ternana, evitando ulteriori criticità. Il Comune di Terni, nel rispetto degli indirizzi deliberati dal Consiglio, è impegnato a richiedere misure efficaci al sistema industriale per la tutela ambientale”.

Forza Italia “A leggere il resoconto dell’audizione – scrivono i dirigenti firzisti ternani Fatale, Brizi e Proietti Scorsoni – che ha visto protagonista l’assessore regionale Cecchini si rimane esterefatti se non sgomenti. Quel che è emerso, in sintesi, è l’impotenza della Regione nel poter stabilire se un inceneritore a Terni può operare o meno. In questo quadro desolante a rendere il tutto ancor più deprimente è l’assoluta incapacità di palazzo Spada e della Provincia nel richiedere non solo una maggiore presenza attiva della Regione su questo territorio, ma anche quel che Forza Italia chiede da tempo immemore: uno studio approfondito e articolato sulla qualità dell’aria. Non solo. Terni, per la sua unicità, potrebbe essere il sito urbano ideale per avviare un progetto avveniristico dove poter elaborare, testare e produrre soluzioni tecnologiche capaci di ridurre sensibilmente i fattori di inquinamento dell’aria. Certo, per poter realizzare il tutto serve l’indirizzo politico del Ministero preposto ma quest’ultimo deve essere, in primo luogo, spronato dalla Regione. Perché Di Girolamo non si è ancora attivato per affrontare di petto la situazione, sollecitando i suoi compagni di partito a Perugia? Esigiamo delle azioni risolutive. Subito”.

 

 

 

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Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

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