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Terni, caos sul ‘taglio’ di servizi educativi comunali. Cgil: Persi 10 posti di lavoro

Politica

Terni, caos sul ‘taglio’ di servizi educativi comunali. Cgil: Persi 10 posti di lavoro

Andrea Giuli
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TERNI – “Vergogna”, “Siete una vergogna”!!! Questi ed altri apprezzamenti, oltre a varie ‘promesse’, si sono levate ieri sera, in consiglio comunale, all’indirizzo della maggioranza consiliare e della giunta di palazzo Spada da parte di alcuni rappresentanti infuriati del Comitato per i servizi educativi comunali (Cosec), un minuto dopo il pronunciamento finale della stessa maggioranza che ha approvato l’atto della seconda commissione consiliare (15 voti a favore e 8 contrari) in cui si definisce la cosiddetta riorganizzazione degli stessi servizi. Quella che, insomma, una parte della minoranza del Consiglio e lo stesso Cosec definiscono invece tagli a scapito dei bambini e delle loro famiglie.

L’atto della commissione e’ passato dunque così come era, essendo stati bocciati gli emendamenti e l’atto di indirizzo presentati dal gruppo pentastellato. La conclusione di tale vicenda ha scatenato dunque un prevedibile putiferio. Non solo il Comitato dei genitori e i consiglieri del M5S, ma anche la Cgil ternana di categoria, con la responsabile organizzativa Valentina Porfidi, hanno espresso la loro netta contrarietà alle scelte della Gkunta e della maggioranza consiliare. La Cgil-Fp parla addirittura di un primo effetto negativo di circa 10 addetti tra gli operatori del settore, annunciando in mancanza di un chiarimento con la Giunta una stagione di lotta intensa.

“Più volte, negli ultimi mesi, negli incontri istituzionali, nei comunicati e nei tavoli tecnici – si legge nella nota cigiellina – avevamo denunciato il rischio che il combinato disposto tra le esigenze di riduzione del bilancio e la riorganizzazione dei servizi educativi e di refezione scolastica avrebbe portato una diminuzione di ore di lavoro, con conseguente esubero di personale della cooperazione sociale. E nei primi giorni di agosto il sindaco ci rassicurò sul fatto che la riorganizzazione non avrebbe portato esuberi, ma anche la seconda commissione consiliare il 30 di agosto ha votato un atto di indirizzo che ribadisce l’assoluta necessità di garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali. Di fatto, però, una prima fase di riorganizzazione dei Sec che prevede la chiusura della scuola di Campitello da subito e la chiusura graduale di altre scuole, ha prodotto un esubero di circa 10 lavoratrici tra cuoche, ausiliari, educatrici. Manca ancora la stesura del bando di gara per l’appalto dei servizi di refezione, la cui composizione può determinare ulteriori esuberi. Nel bando è assolutamente indispensabile inserire la clausola sociale, che assicuri la continuità lavorativa per tutto il personale. Riteniamo assolutamente indispensabile un chiarimento con il vertice politico dell’amministrazione. Come sindacato continuiamo ad offrire la nostra collaborazione affinché si possa raggiungere un accordo definitivo chiaro ed esigibile, in mancanza del quale attiveremo tutte le forme necessarie di lotta a difesa dei servizi pubblici locali e di tutto il personale”.

Dura la presa di posizione della consigliera comunale del M5S, Angelica Trenta: “Escono finalmente allo scoperto i consiglieri del Pd che votano un atto di commissione che dà il via libera alle intenzioni di giunta e sindaco: chiudere ben 3 scuole dell’infanzia comunali, da subito. Questo atto poteva essere evitato attraverso un emendamento proposto dal consigliere Angelica Trenta, che tentava di salvare il salvabile, ma bocciato. grazie al Movimento 5 stelle che ha presentato un atto in commissione per salvare le scuole comunali, si è potuta portare la questione in discussione anche in Consiglio, altrimenti sindaco e giunta – con atti unilaterali – avevano deciso la chiusura delle scuole, senza neppure far esprimere il Consiglio comunale in merito. Questa decisione della chiusura delle scuole dell’infanzia è frutto di una politica in netto contrasto con la propaganda elettorale delle amministrative del 2014, quando il PD mentiva – alla luce dei fatti odierni – affermando di voler tutelare i Sec, chiudendone invece 3 con l’approvazione dell’atto. Nonostante il tavolo partecipativo, la parola d’ordine è chiusura, privatizzazione, abbandono delle famiglie e dei bambini che si erano regolarmente iscritti alla scuola, per esempio, di Campitello, e che il 12 settembre troverranno per loro le porte chiuse. Per le altre, è solo questione di poco”.

Attraverso l’atto d’indirizzo approvato ieri sera, il consiglio comunale impegna il sindaco a “garantire la continuità educativa, adoperando le migliori strategie, per l’anno scolastico 2016/2017 per le richieste di conferma e le nuove iscrizioni; garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali necessaria a mantenere un alto standard qualitativo dei servizi educativi; continuare nel corso della parte rimanente dell’anno 2016, il percorso partecipativo per tutelare al meglio la chiusura dei cicli scolastici, in particolare per la riprogrammazione delle attività di tre scuole comunali per l’infanzia, Campitello, Trebisonda e Grillo Parlante, anche in una prospettiva 0-6 anni o con altre ipotesi di alternanza didattica. In relazione alla riprogrammazione delle attività della scuola comunale dell’infanzia “Campitello”, si chiede di trovare una soluzione di continuità educativa per le richieste di conferma, considerando anche la nuova collocazione del Nido Cucciolo”; in relazione alla scuola statale di Maratta verificare prima della revoca della deroga, pur prevedendo per motivi di risparmio il recesso del contratto di affitto, il mantenimento della sezione in altra sede, all’interno dello stesso Istituto comprensivo, considerando le esigenze del territorio periferico in crescita; in relazione alla scuola d’infanzia “Rataplan” garantire la copertura educativa in caso di lista d’attesa; in relazione alla scuola comunale “Aula Verde” con il trasferimento nella nuova sede, ripristinare la sezione e mezza o affiancare la sezione di scuola dell’infanzia con una sezione ponte rivolta ad i bambini da 18 a36 mesi. Si chiede poi di istituire la Consulta per i Servizi Educativi comunali; provvedere celermente alla differenziazione e aumento delle fasce Isee progressive; prevedere report di gradimento dell’utenza dei Sec; rendere sistematica la partecipazione dei Comitati di Gestione nella definizione degli obiettivi. Infine, rendere pubbliche (anche on line) le graduatorie e comunicarle all’utenza con celerità”.

Intervenendo in consiglio comunale, il sindaco Di Girolamo ha detto: “Per le nostre valutazioni siamo partiti da un dato di fatto: non c’era un quadro di sostenibilità adeguata. Nell’articolazione 0-6 anni, quella che riguarda la responsabilità del Comune, noi abbiamo nella fascia delle scuole d’infanzia (3-6 anni) un’offerta complessiva (comprendendo anche quelle statali e private) che è ampiamente soddisfatta: c’è dunque una disponibilità di posti che copre la domanda. Nella fascia 0-3 anni invece noi abbiamo dei problemi, siamo sotto la soglia del 33% di copertura. Non avendo diponibilità di ulteriori risorse da investire, abbiamo proposto un parziale disimpegno del Comune su una fascia per investire nell’altra fascia (0-3). Nel sistema proposto i bambini non restano fuori dal diritto di accedere alle scuole. Si crea solo un problema di ridistribuzione che causa qualche difficoltà. A bilanciamento abbiamo deciso di investire nelle scuole 0-3 sia in termini finanziari che di risorse umane, recuperando le educatrici esistenti nelle scuole d’infanzia. I nidi di infanzia, dunque, saranno potenziati sia in termini di apertura di altri nidi integrativi”.

 

 

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Andrea Giuli
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