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Terni, aumentano i casi di violenza sulle donne: quasi 90 quelli contati

Cronaca e Attualità Terni

Terni, aumentano i casi di violenza sulle donne: quasi 90 quelli contati

Redazione
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TERNI – Violenza sulle donne dichiarata e sospetta: non calano i casi all’ospedale di Terni. Sono 88 le donne che, nei primi dieci mesi del 2019, si sono presentate al Pronto soccorso del Santa Maria per ricevere le prime cure e, in caso di denuncia, procedere con le prime dichiarazioni, cui segue l’orientamento per le azioni di tutela e di difesa da ulteriori episodi di violenza fisica e psicologica, così come previsto dal protocollo e dalle procedure condivise da tutto il personale sanitario fin dall’aprile 2016.

 

Più codici rosa  Il bilancio delle violenze sulle donne dell’ospedale di Terni arriva alla vigilia della Giornata mondiale del 25 novembre e consegna la fotografia di un fenomeno che non dà segni di arretramento. Nel 2017, infatti, i codici rosa rilevati al Santa Maria sono stati 91, mentre lo scorso anno si era scesi a 76. Da gennaio a ottobre, invece, gli accessi al Pronto soccorso di donne che hanno subito violenze sono tornati a salire, con il personale del nosocomio che ha già registrato 88 casi. Tra questi sia episodi di violenza che le donne ammettono coi camici bianchi, superando così la paura, ma anche quelli che non vengono ufficialmente denunciati, ma che per la tipologia di lesioni vengono considerati sospetti da medici e infermieri. Ad affiancare il personale sanitario dell’ospedale di Terni nel percorso di assistenza protetta dedicato alle donne sono anche alcune associazione come Soroptmist, che al Santa Maria ha anche realizzato una stanza dedicata alle pazienti con codice rosa.

Parisi Qui inizialmente era prevista, in giorni prestabiliti, la presenze delle volontarie del Centro antiviolenza di Terni, in capo a Liberetutte, ma oggi le operatrici vengono “attivate telefonicamente quando si presenta un codice rosa e abbiamo attualmente disponibili per i casi di violenza due stanze”, ha spiegato il direttore del Pronto soccorso Giorgio Parisi. Si tratta di “un ambulatorio all’interno del blocco del Pronto soccorso che, in casi particolari, ci consente di dare una risposta adeguata anche dal punto di vista umano in un ambiente più protetto qualora le condizioni psicologiche o le risposte organizzative assumano carattere di particolare complessità”. Parisi spiega anche che l’altra stanza a disposizione è di “osservazione, all’interno dell’Obi, isolata dalla restante utenza, che può diventare, come più volte avvenuto, una camera in cui la donna vittima di violenza, anche in condizione di anonimato, può ricevere un “alloggio” temporaneo, insieme ad eventuali figli. Anche a quelle donne che non accettano il percorso proposto, lasciamo a disposizione gli estremi telefonici per contattare il Centro antiviolenza”.

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